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Polo Papardo: Abbandono e degrado

Quanti di voi frequentano giornalmente, o sono mai stati, al Polo Papardo?

Il Polo Papardo ospita i corsi di laurea di carattere scientifico-tecnologico: il cuore della scienza e della ricerca. Eppure sembra che l’amministrazione universitaria abbia abbandonato questo posto.

Basta arrivare al Polo Papardo per accorgersi che qualcosa non va, non bisogna essere per forza uno studente che frequenta regolarmente il polo per vedere le pietose condizioni nelle quali versa l’esterno: edifici, aiuole, piante e la quasi totale assenza dei servizi.

Dopo la lezione subito a casa

Al di fuori dell’orario delle lezioni quello che rimane sono degli edifici quasi vuoti, la maggior parte degli studenti va via non rimane, perché molto spesso non si trova il posto per studiare, e come molto spesso sento dire: “non rimango qui a studiare perché l’ultima navetta é alle 18, tanto vale che torni a casa subito in modo da poter studiare con continuità.”

WP_20160530_001Fastidiosissime zanzare

Sta arrivando il caldo e con lui ahimè anche le zanzare fenomeno al quanto accentuato soprattutto a causa della mancata cura degli spazi verdi. Le erbacce arrivano anche ad un metro di altezza nel peggiore dei casi e questo favorisce nido non solo alle zanzare ma anche a vari insetti, lucertole e serpenti. E se tutto questo ancora non bastasse, chi frequenta la mensa la sera lo sa benissimo, c’è una massiccia presenza di ratti e topi.

WP_20160530_003A proposito della mensa

Come tutto il polo anche l’esterno della mensa versa in condizioni pietosissime, dovuto anche all’inciviltà degli studenti che molto spesso uscendo dalla mensa col bicchiere in mano lo gettano incuranti del gesto. Preoccupante la presenza di una vasca vicino la cucina, che a primo impatto sembrerebbe una vasca di eternit.

La navetta il servizio più efficiente (forse)

Chi ogni mattina si reca al polo Papardo utilizza il servizio navetta, messo a disposizione dall’università, con una fermata intermedia prima del semaforo della salita omonima per raggiungerlo rapidamente. Ma molto spesso la mattina, per chi abita nelle zone di S.Agata e Ganzirri, è un’odissea. Un’odissea, e perché mai? Si, purtroppo la mattina spesso e volentieri le navette arrivano strapiene dal capolinea Annunziata e quindi non si fermano, aspettando alle volte anche un’ora e di conseguenza arrivando in ritardo a lezione e beccandosi un bel rimprovero dal professore.

I laboratori

Ovviamente non possono non mancare i laboratori direte, ed invece si e quei pochi che ci sono nel migliore dei casi sono scarsamente attrezzati e privi degli accessori necessari alla sicurezza, come ci riferisce una collega: “Pago mille e passa euro di tasse e sono costretta ad acquistare oltre al camice e a gli occhiali protettivi che tra virgolette son personali anche i guanti in lattice perché l’università non le fornisce.”

La voce degli studenti

Quest’articolo nasce dall’intenzione di dare voce a tutti i colleghi del Polo Papardo, che si sentono abbandonati a se stessi nonostante paghino le stesse tasse al pari degli altri colleghi. Vuole portare sotto i riflettori dei problemi evidenti, nella speranza che vengano prese nel più breve tempo possibile le misure necessarie a risolvere i problemi: Speranzosi che un giorno anche il Polo Papardo possa ospitare eventi di grande spessore universitario come tutti gli altri poli.

Gaetano Bongiovanni

di Gaetano Bongiovanni

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