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Startup weekend: vince Ficus. Intervista al team del frutto spinoso

Si è conclusa domenica la tre giorni dedicata all’innovazione e all’imprenditoria organizzata dall’Associazione Startup Messina con il patrocinio dell’Agenzia Nazionale per i Giovani, dell’Università degli Studi di Messina e dell’Università degli Studi di Catania. La cerimonia conclusiva, che ha visto trionfare l’idea di Ficus, team formato da David da Cruz Wentacem, Nello Cutugno, Leonardo Siciliano e Agata Saitta. Una squadra che si propone di valorizzare un prodotto siciliano che possiede proprietà ai più sconosciute quali: antibiotiche, ipocolesterolemizzanti, ed aiuta nell’intossicazione da alcool. Sul podio in ordine Easy Casa24 e Fast&Freeze. Noi di UniVersoMe abbiamo avuto il piacere di porre qualche domanda a Nello Cutugno del team che si è aggiudicato il primo premio.

Ciao Nello. Intanto complimenti per la vittoria, ci dici che cos’è Ficus e com’è nato?

Ficus è un’idea nata da altri due ragazzi membri del team: Leonardo e David. Io ero qui per partecipare a questo evento e ci siamo subito avvicinati perchè l’idea mi attirava tantissimo visto che è legata ad un prodotto della nostra terra: il Fico d’India. L’idea è nata analizzando diversi studi che attribuiscono al frutto diverse proprietà molto particolari che sono paragonabili a quelle di un “mostro” di questo mercato quale l’Aloe vera. Risulta anche che l’Italia è la seconda produttrice al mondo di Fichi d’India ma al momento una fetta molto importante di questa produzione viene persa per diversi motivi. Vogliamo inoltre porre l’accento su come “u fruttu spinusu” sia un vero e proprio simbolo di sicilianità e non ti nego che questo è un motivo in più per associare tutto ad un brand quale Ficus. Per avvicinarci a tutto questo abbiamo all’interno del nostro team delle skills al livello linguistico e di esperienze di Management internazionale.

Come funziona Ficus?

Quando si partecipa allo Startup weekend o ad eventi di questo genere ovviamente fanno più forza i progetti che trattano del web, della New Economy, della tecnologia, etc. Non partivamo quindi avvantaggiati, per questo pensiamo che la nostra vittoria sta a significare che oggi si fa sempre più importante il tema della sostenibilità, del territorio , della genuinità del prodotto e dell’ healthy food in generale. Il business model è veramente semplice. Il nostro prodotto è una dose di 80 ml che fonde la parte del succo a quella della pala ed è una quantità che ne proponiamo giornaliera, quindi in un packaging da 7. Facciamo raccogliere il frutto, lo lavoriamo e lo vendiamo. Partiremo senza un importante investimento iniziale bensì dal territorio dove già abbiamo una cinquantina di clienti contattati nel messinese. 

Siete usciti vincitori da questa competizione, ve l’aspettavate? 

Inizialmente pensavamo fosse un punto di debolezza il fatto di essere l’unico gruppo da quattro. Invece siamo riusciti a lavorare meglio e più velocemente. Secondo me ha fatto molto leva la semplicità del meccanismo di questo business e la voglia di questo territorio di avere orgoglio, quindi un legame con un prodotto del territorio ed un bel brand.

Cosa significa per voi questa vittoria?

E’ stato davvero bello. Essere a contatto per 54 ore con tanti ragazzi che hanno voglia di fare, voglia di cambiamento , qualcuno addirittura voglia di cambiare il mondo è sicuramente una esperienza molto piacevole. Tutta l’organizzazione è stata veramente di impatto, qualcosa di importante per questa città che soffre tanto di staticità. 

Dove vi vedete da qui a tre anni ?

Questa è una domanda che ti fanno molto spesso se lavori in questo tipo di business. Da qua a tre anni vedo il prodotto ben sviluppato, probabilmente ancora distribuito in modo stagionale e non ancora a livello globale. Intanto vogliamo vederlo affermarsi sul territorio.

Ph. Giulia Greco

Alessio Gugliotta

 

di Alessio Gugliotta

Nato a Messina, classe 1993, frequento il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia. Ho militato in diverse testate giornalistiche tra cui: "Tempostretto" ed “Il Cittadino di Messina”. Sono un appassionato del corpo umano e amante della Pallacanestro e della musica Hip-Hop. Sono Referente Generale e membro del Consiglio fondatore di UniVersoMe. Il mio obiettivo in questo progetto è la creazione di un’interfaccia fra lo studente e la sua università, che quindi fornisca gli strumenti per orientarsi in quella che è la realtà universitaria nella Città di Messina.

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