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La 50esima edizione del Fotogramma d’oro si è conclusa: impressioni e vincitori.

Si è concluso giorno 26 maggio la 50esima edizione del Fotogramma d’oro, rassegna di cortometraggi di registi internazionali.
I cineasti e non hanno potuto godere, con ingresso gratuito, la qualità di una rassegna nata a Torino, che da tre edizioni si svolge nella nostra città.

Ha preceduto il Festival l’inaugurazione della mostra «Fotogrammi – Mostra pittorica e grafica liberamente ispirata a locandine di film» ideata dal pittore messinese Piero Serboli, hanno aderito numerosi artisti tra pittori, grafici ed illustratori con opere inedite, frutto della loro fantasia ed ispirazione. Gli autori hanno scelto e riprodotto, secondo le personali interpretazioni, locandine di film.

Le proiezioni si sono svolte nei pomeriggi e serate di giovedì 24 e venerdì 25. Le mattine hanno visto la Feltrinelli Point come luogo adibito agli incontri con gli autori delle opere in concorso.

Il festival è stato organizzato dalla Federazione Nazionale Cinevideoautori, il cui presidente è Francesco Coglitore con il patrocinio dell’Università degli Studi di Messina, dell’Assessorato alla Cultura e Spettacolo del Comune di Messina, dell’AIRSC (Associazione Italiana per le Ricerche di Storia del Cinema), da AluMnime (Associazione ex allievi dell’Università di Messina) e in collaborazione con COSPECS.

La nota caratteristica di questa edizione è stata la internazionalizzazione sono stati selezionati per il concorso 53 opere su le 244 arrivate agli organizzatori, opere provenienti dalla Germania, Giappone, India, Iran, Spagna, Stati Uniti, Turchia. A selezionarle la commissione composta dal direttore artistico del Festival Francesco Coglitore, Roberta Ainis (Staff FOTORO), Michele Castori (esperto di cinema), Gabriele Celona (attore e videomaker), Ferdinando Costantino (Direttore tecnico del Festival), Aurora De Francesco (studentessa DAMS) e Marcello Mento (giornalista).

L’edizione è stata dedicata a Tano Cimarosa nel decennale della sua morte.
A presiedere la giuria è stato Maurizio Marchetti affiancato da Maria Arena (regista e docente dell’Accademia delle Belle Arti), Nino Genovese (storico del cinema), Donatella Lisciotto (psicologa e psicoterapeuta) e Marco Olivieri (giornalista).
A Maurizio Marchetti è stato anche conferito il premio alla carriera.

Il Fotogramma d’Oro Campus è stato assegnato all’opera giudicata meritevole da una Giuria popolare composta da studenti che frequentano il DAMS e corsi di studio afferenti al COSPECS di Messina.

Il Fotogramma d’Oro è andato ad “Ainhoa” del regista spagnolo Iván Sáinz-Pardo, cortometraggio realizzato a Bilbao, con protagonista Aurelia Schikarski, attrice di soli nove anni, alla quale è stato assegnato il premio speciale della giuria.

Ad un altro cortometraggio spagnolo viene assegnato il Fotogramma d’argento “Hola me llamo Carla” di Gabriel Beitia , a questa opera è andato anche il premio per il miglior montaggio.
Il Fotogramma di bronzo è andato a “Futuro prossimo” di Salvatore Mereu.

A Rocio Calvo, protagonista di “Hola me llamo Carla”, è andato il premio come miglior attrice.

A Giorgio Colangeli il premio miglior attore per “Partenze”.

Migliore fotografia a “2 By 2”, film britannico del regia di Mark Playne.

A “Sisak”, film indiano del regista Faraz Ansari sono andati il premio speciale “Cinema è libertà” e quello assegnato dalla giuria composta dagli studenti COSPECs  “Premio Fotogramma d’Oro Campus”.

Il Premio della Federazione Nazionale Cinevideoautori, è andato a “Skin” del libanese Inaam Attar.

Premio speciale “Cinema come impegno sociale” a “La Giornata” del regista Pippo Mezzasoma.

Diversi componenti della redazione di Universome hanno partecipato alle proiezioni ed incontri rimanendo molto soddisfatti. Lodando l’organizzazione efficace ed efficiente dello staff.

Giusy Boccalatte e Giorgio Muzzupappa hanno reputato tutti i cortometraggi molto interessanti, notando l’attualità delle tematiche affrontate. Hanno sollecitato gli spettatori a riflettere su questi argomenti. I ragazzi augurano, inoltre,  future manifestazioni affini.
Hanno apprezzato le interviste con alcuni registi avvenute dopo le proiezioni e la possibilità che gli spettatori potessero rivolgere domande agli autori. Ci hanno riportato le opere che gli sono rimaste maggiormente impresse.

“Una bellissima bugia” di Lorenzo Santoni si apre con una citazione di Cesare Pavese “l’arte di vivere è l’arte di sapere credere alle menzogne” è un corto incentrato sulla figura di Luca un ragazzo in sedia a rotelle che incontra un uomo misterioso che afferma di essere stato anche lui affetto dalla medesima malattia e con il quale dialoga di questa.
L’uomo misterioso vuole far capire a Luca che è possibile cambiare la propria vita se si vuole, che si riscatterà avrà un futuro migliore. Il twist sta nel finale : l’uomo misterioso è un Luca del futuro.

“Come ieri” di Noemi Aprea, Lorenzo Ballico , Adamo Pedro Bronzoni, Gabriele Ciances, Irene Del Maestro, Dario Grasso, Ilaria Pedoni, Giorgio Raito, Adriano Ricci, Giuliano Tomarchio  e Irene del Maestro.
Tematica molto attuale anche qui, padre e figlio ritrovano in una spiaggia il corpo esanime di una ragazza di colore. Girando tutto intorno al conflitto fra i due per soccorrere o meno la donna.
Sono dieci giovani registi emergenti chiamati mediante un bando da Film making lab 2017 e il cortometraggio è stato girato a Catania. Una esperienza altamente formativa.Momento molto toccante a fine della proiezione che ha visto presenti in sala due registi, Fabio Schifilliti e l’altro attore protagonista Francesco Bernava i quali hanno parlato del cortometraggio e ricordato il messinese Domenico Bisazza protagonista anche lui del corto e scomparso prematuramente questo febbraio.

 

“Black and white” di Mahmoud Sakr il messaggio di questo corto viene specificato al suo termine facendo riferimento ad avvenimenti realmente accaduti, ai cori razzisti negli stadi, la discriminazione dei musulmani, tutti gli atti crudeli perpetrati nei confronti delle donne. Nell’opera si fa riferimento ad una società in cui tutti gli uomini bianchi indossano degli occhiali che fungono da filtro (lo si capisce dal fatto che siano pitturati) non permettendo di far capirequanto una persona di colore non abbia nulla di diverso rispetto a loro stessi. C’è un bambino che al contrario degli altri non ha occhiali pitturati e questo fa intendere la purezza e l’assenza di barriere mentali dei bimbi. L’animo genuino. Nel momento in cui il bambino si avvicina però ad una bimba di colore i genitori lo prendono e gli colorano gli occhiali, lo istruiscono al razzismo e alla violenza.

É un messaggio dirompente e provocatorio.

“La giornata” di Pippo Mezzapesa , ispirato ad una storia vera, tratta della condizione lavorativa della donna. Paola Clemente bracciante morta di fatica mentre stava raccogliendo l’uva in un campo per 2 euro l’ora, in Puglia. La morte di questa donna ha portato l’approvazione della legge contro il caporalato.
La particolarità sta nel fatto che le colleghe di Paola sono le protagoniste e raccontano la giornata tipica, durante la quale vengono sfruttate da un uomo, senza alcun tipo di tutela. Colpisce l’intensità e pathos con il quale le donne raccontano l’esperienza vissuta, hanno visto la loro compagna morire davanti i loro occhi. E la totale assenza di pietà del loro sfruttatore.

 

Arianna De Arcangelis

di Arianna De Arcangelis

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