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Tra concerti in spiaggia e secret artist: il live report di Indiegeno

Da alcuni anni la distribuzione dei festival di musica attorno ai piccoli centri sta assumendo sempre più dimensione capillare: a una ricerca volta verso le ultime release discografiche si va associando l’attrattiva dei borghi e delle località che pulsano di energia nei luoghi più belli sulla spiaggia. In Sicilia, già solcata da Ortigia Sound System, Ypsigrock e Mish Mash, per dire di quelli più noti, è asceso agli onori un festival che costituisce un’esperienza irripetibile a più livelli.

Un tuffo in acqua a Patti, un’escursione tra antiche ville romane e un giro in pedalò fino a nuotare tra le gole di antiche rocce dalle forme di bizzarri mostri marini: Indiegeno è stato il punto di raccolta per sfaccettate immersioni sensoriali, caleidoscopio di suggestioni accese dove la musica ha fatto da  sostegno sonoro a scorpacciate di granite e brioche.

Poco lontano dal centro di Patti, dove tutto è iniziato il 3 agosto, nel suo lungomare il 6 e 7, giovani e giovanissimi con berretti dalla visiera capovolta, scarpe da tennis o infradito, hanno in tantissimi affollato la spiaggia – che è stata opportunamente racchiusa in modo da evitare incursioni “piratesche” – per seguire i concerti. La prima serata ha avuto protagonista rap e derivati. CRLN si è presentata con timidezza, ma è arrivata a trascinare, con un pop dalle tenui tinte soul, un pubblico non facile che stava aspettando con trepidazione l’esibizione del suo idolo. A scaldare l’attesa ha provveduto il djset del duo Frenetik&orange3 che includeva un vasto repertorio molto amato dai presenti, i quali ne conoscevano pressoché ogni canzone. L’apice degli entusiasmi è stato toccato da Gemitaiz, stella in ascesa della trap, che ha coinvolto gli spettatori con testi aggressivi di vita di strada. Il giorno seguente è stato inaugurato da Giorgieness e da un rock alternative vagamente anni ’90 sostenuto da un solido trio chitarra, basso e batteria e dalla voce graffiante di Giorgia D’Eraclea. Thom Calisto e Fabio Scap hanno proseguito la serata con un djset abbastanza interessante che ha toccato il punto massimo nel remix della famosa I fell love di Giorgio Moroder. L’headliner Cosmo ha infine inscenato la sua doppia personalità: quella da cantautore e quella, diciamo così, da raver. Più originale nella prima, quando abbina con successo testi indie e musica elettronica, più ripetitivo nelle parti dichiaratamente dance che raramente si discostano dalla usuale cassa dritta. Lo show comunque è stato un grande spettacolo, specie dal punto di vista visivo, grazie ai particolari effetti luminosi tridimensionali a base di lampi, fumi e laser. 

Ma è l’8 agosto nella Riserva naturale di Marinello a dispiegarsi il momento emotivo e scenografico di maggior impatto. I laghetti, sovrastati da vertici aerei precipizi di Tindari, si sono trasformati per una notte in una Woodstock siciliana: teloni da mare a perdita d’occhio, sedie a sdraio, per i più attrezzati, e torce o cellulari per farsi strada tra le piante spinose. Il concerto del secret artist ha richiamato una quantità di persone inaspettata, forse in numero maggiore di quanto gli organizzatori avevano previsto. Tenere sotto controllo un pubblico del genere non era per niente facile, ma I Bottega Glitzer ci sono riusciti con sonorità tra folk e swing. Nella prima serata le ipotesi che si rincorrevano sull’identità del misterioso musicista si sono azzerate per fare spazio sulla pagina alla rivelazione ufficiale: l’ospite è Daniele Silvestri. Tutti i rumori e gli schiamazzi della spiaggia affollata si sono arrestati quando il cantautore ha iniziato la scaletta con brani in acustico eseguiti insieme a Marco Santoro. Si parte dal vento greco della canzone Le Navi, ai luoghi in cui siamo passati e che abbiamo riconosciuto come nostri ne La mia casa, passando attraverso tematiche quali l’immigrazione e l’accoglienza, da Il mio nemico, a Le cose in comune, Salirò e Occhi da orientale. Lo spettacolo è stato un momento di intimità con il pubblico in uno scenario suggestivo.

A conclusione dei sette giorni del festival è arrivato il concerto del 9 agosto sempre nella splendida location di Patti Marina. Ad esibirsi per primo, Tommaso di Giulio che ha riscaldato il pubblico con un rock leggero fino al cambiamento di palco per l’arrivo di Maria Antonietta. Finalmente è il turno dei The Zen Circus, tra i nomi più importanti della scena indie rock italiana. Questi ultimi hanno presentato i loro brani più famosi ma anche alcune canzoni meno conosciute. Per altro, sono stati molto vicini al pubblico, che ha cantato a squarciagola ogni pezzo e ha acclamato il bis per ascoltare due brani, L’Anima non conta e Viva. Nonostante alcuni inconvenienti (vedasi il cambio di location dell’ultimo momento dal Teatro Greco di Tindari), che in ogni caso non sono da imputare all’organizzazione, Indiegeno si conferma ancora una volta una bella avventura per vivere un territorio che ha tanto da offrire e, al tempo stesso, lasciarsi avvolgere dal flusso della musica.

Guarda tutte le foto nell’album sulla nostra pagina facebook!

 

A cura di Eulalia CambriaMarina Fulco

di Eulalia Cambria

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