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Blu scompare da Bologna. Cosa è rimasto a Messina?

IMG_216712 marzo 2016 – Il writer di fama internazionale Blu fa sparire tutti i suoi murales dai palazzi della città di Bologna. Lo rivela sulla sua pagina Facebook pubblicando un post che recita: “Magnante magnati, a Bologna non c’è più Blu e non ci sarà più finché i magnati magneranno…”; alla frase viene allegato un articolo scritto dal collettivo Wu Ming , che parla di “un’azione contro il ricco e potente che porta via la street art dalla strada”.

Un gesto estremo, di protesta, nei confronti della mostra “Street Art. Bansky & Co. – L’arte allo stato urbano” e del suo organizzatore, l’ex rettore dell’Università di Bologna, Fabio Roversi Monaco accusato da Blu e dal Wu Ming di aver messo in piedi una esposizione d’arte che rappresenta “l’ennesima sottrazione di un bene collettivo allo spazio pubblico”. La mostra in questione, aperta a Bologna fino al 20 giugno, espone più di 250 lavori tra cui il pomo della discordia alla base di questo gesto iconoclasta: una serie di opere staccate da diversi muri cittadini, con l’obiettivo dichiarato di salvarle trasformandole in pezzi da museo. All’indomani di questo atto di contestazione si è acceso un dibattito sulla legittimità o meno della decisione dell’artista, segnalato nel 2011 da Guardian fra i primi dieci al mondo: fra chi ritiene che Blu abbia ragione poiché la street art “nasce, si sviluppa e muore in strada” e chi invece si appella alla titolarità del diritto di proprietà non riconoscendola all’artista italiano.

Chi sarà penalizzato dal gesto di Blu è però qualcosa su cui rimangono forti dubbi. È vero che gli organizzatori della mostra hanno ricevuto delle critiche durissime, ma non dimentichiamoci che anche la cattiva pubblicità resta pur sempre pubblicità; tra le strade di Bologna adesso quei lavori non ci sono più e a non poterli apprezzare sarà “l’uomo della strada”. Qualsiasi conseguenza avrà questa presa di posizione , è chiaro come Blu abbia agito sulla base di un principio non scardinabile, il fatto che il bene pubblico deve rimanere collettivo e quindi non si può privatizzare.

IMG_2157Un principio il suo che si sposa bene con le idee del Collettivo Pinelli, tanto che le due strade si sono incontrate a Messina nel luglio del 2013. Il gruppo di attivisti messinese infatti riuscì quell’estate a mettersi in contatto con Blu il quale decise venire a “dipingere” in Via Alessio Valore la facciata dell’Ex – Casa del Portuale, stabile che in quel periodo era occupato dal collettivo. Volendo fare un paragone goliardico, è come se Zlatan Ibrahimovic decidesse di venire a giocare una stagione con l’ A.C.R. Messina. Per una intera settimana l’artista ha lavorato nell’assoluta discrezione degli attivisti e nell’inconsapevolezza della città, realizzando un’opera splendida capace di ridare dignità ad un luogo abbandonato, il tutto con l’intento di restituire questo spazio degradato alla collettività. Un regalo quello di Blu che purtroppo non è stato particolarmente gradito, infatti il murale non è stato oggetto di sincere laudatio ma solo di polemiche da parte di numerosi esponenti del consiglio comunale e del clero, lamentele alle quali è seguito lo sgombero del locale occupato dal collettivo.

Nel settembre 2013 l’allora neoassessore Sergio Todesco con un comunicato stampa sottolineava come l’amministrazione comunale
intendesse “adottare misure volte alla valorizzazione dell’edificio in oggetto”  con tanto di collocazione di segnaletica illustrativa, esecuzione di lavori di pulitura, manutenzione dei manufatti. A questo comunicato seguì un sopralluogo della Soprintendenza dei beni culturali, ma niente e nessuno ha impedito che il murales ,alla fine del 2014, venisse brutalmente vandalizzato. Un atto vile ed imbecille a cui sono seguite solo le parole dell’assessore Tonino Perna, fiducioso riguardo la possibilità di recuperarlo. Alla fine della giostra il murales di Blu rimane in via Alessio Valore, imbrattato e deturpato, sulla facciata di un palazzo mai riqualificato, in una città che ,seppur mostri segni di miglioramento, non perde mai l’occasione di perdere un’occasione.

Alessio Gugliotta

 

 

 

 

di Alessio Gugliotta

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Nato a Messina, classe 1993, giornalista pubblicista, neolaureato in Medicina e Chirurgia. Ho militato in diverse testate giornalistiche tra cui: "Tempostretto" ed “Il Cittadino di Messina”. Sono un appassionato del corpo umano e amante della Pallacanestro e della musica Hip-Hop. Sono editorialista e cofondatore di UniVersoMe, dove dal 2016 al maggio 2020 ho ricoperto la carica di Coordinatore generale. Il mio obiettivo in questo progetto è la creazione di un’interfaccia fra lo studente e la sua università, che quindi fornisca gli strumenti per orientarsi in quella che è la realtà universitaria nella Città di Messina.

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