Taormina Film Fest 2016: Finding Dory, risate e magia

FINDING_DORY_-_Key_Art Un tuffo in un’avventura con la pesciolina più simpatica che tutto ci fa provare fuorché “star zitti e nuotare”.

 

Quante tonalità di blu ha l’oceano?

Dopo 13 anni dall’uscita in sala de “Alla ricerca di Nemo” e grazie all’eccellenza della Pixar abbiamo una risposta: infinite.

Finalmente il personaggio non protagonista , forse uno dei migliori creati dalla casa di produzione californiana, ha il suo film : Dory.

E per la premiere europea quale sala a cielo aperto migliore del Teatro antico di Taormina!

 

Eccoci davanti ad una pesciolina blu affetta da perdita di memoria a breve termine con degli occhioni languidi che viene aiutata dai genitori Jenny (Diane Keaton) e Charlie (Eugene Levy) a dire agli sconosciuti il suo nome e il morbo da cui è affetta.

Con questo flashback inizia il nostro viaggio insieme a Dory, alla ricerca della sua famiglia che la porterà al Parco Oceanografico della California dove la calda voce di Sigourney Weaver ripete “rescue rehabilitation and reintegration”.

Le risate sono assicurate, tutte naturali come le lacrimucce, Dory è un personaggio eccezionale, profondo che si avvicina a tutti noi umani, ai bimbi in primis.

 

Si aggiungono nuovi personaggi quali lo squalo balena Destiny (Kaitilin Olson) , la belunga Bailey (Ty Burrell il Phil di Modern Family) che non sa usare l’ecolocalizzazione , i due leoni marini (Idris Elba) ed Hank (Ed O’Neill il Jay Pritchett di Modern Family) il polipo scorbutico dal cuore (anzi tre) d’oro sono tutti divertentissimi , dalla battuta pronta e mai scontata.

Come tutti i prodotti Pixar è per un pubblico senza età.

 

Al centro c’è la ricerca delle origini, gli affetti , la famiglia che non è solamente quella costituita sul legame di sangue.

Anche sociale-ambientale: siamo catapultati nel mondo del centro di riabilitazione e ci rendiamo conto che i pesci dovrebbero stare nel mare, il personaggio di Hank ne è il simbolo. Dobbiamo rispettare gli animali e gli oceani, proteggere l’ambiente in cui viviamo non il contrario. Non sono un intrattenimento.

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Dory è un personaggio apparentemente semplice, è la metafora del non desistere davanti le avversità anche quando queste sono delle patologie.

Dory è la forza di volontà. Si trasforma in un motto “Cosa farebbe Dory?”.

 

Per questo scendendo gli scalini del teatro antico non potevo smettere di canticchiare (stonata come Ellen De Generes) “Just keep swimming just keep swimmin. What do we do? We swim swim” con gli occhi lucidi di una persona consapevole di aver visto un cartone animato che ha alzato il livello di questo genere ancora più in alto.

Insomma grazie Ellen De Generes per aver insistito per 13 anni con la sua ironia per realizzare un sequel del premio Oscar “Alla ricerca di Nemo” e per essere la perfetta doppiatrice di Dory.

 

Dal 14 settembre andate tutti “Alla ricerca di Dory”!

 

Arianna De Arcangelis

di Arianna De Arcangelis

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