TORINO – CONNATURALE PAURA

Un match tanto atteso, trasmesso in diretta su un maxi schermo in una piazza storica; ci sono migliaia di persone in maglia bianconera, tutto condito da  un clima di festa ed unione.

Fra suoni e colori, però, il fine partita si perde nel caos.

Paura, urla, calca. Piazza San Carlo è sommersa da una processione di scarpe e di vetro, è macchiata di sangue e calpestata dal terrore.

Sembra quasi che ogni luce si spenga in mezzo alla folla che, disorientata e confusa, cerca di fuggire da una possibile strage di un verosimile attentato.

Si sentono dei rumori, un botto, una griglia che ha ceduto, o forse, qualcuno che urla ”bomba” e il panico predomina, mentre a Londra si materializza un altro vile attentato.

Adesso, restano responsabilità da accertare, circa di 1.527 feriti, fra cui un bimbo di 7 anni in gravi condizioni.

Il caso della piazza è la solida manifestazione della paura con cui conviviamo: è così che chi predica e pratica la morte ci impone di vivere.

Il regime dell’orrore di alcuni vigliacchi cerca di intimorirci dal profondo: colpisce nei locali, negli stadi, per le strade, attacca ciò che più di quotidiano possa esserci per dimostraci che può trafiggere in ogni momento. E’ un voler farci smarrire la voglia di vivere, un volersi insinuare silenziosamente nelle menti di ognuno di noi, portandoci a temere i nostri spazi.

Ma non dobbiamo piegarci: bisogna essere forti in questa lotta contro la paura, contro chi ci fa temere di viaggiare, di prendere la metro, di andare ad un concerto; dobbiamo combattere l’ombra del terrorismo, che, come in questa occasione, riesce a colpire anche quando non è presente.

Jessica Cardullo

di Redazione UniVersoMe

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