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Decreto Sicurezza: arriva il sì del senato

Dl sicurezza, l’ufficio Bilancio del Senato: «Mancano le coperture». Il Viminale: «Solo normali rilievi»

Via libera del Senato al decreto Sicurezza con 163 Sì, 59 no e 19 astenuti. I presenti sono stati 288, i votanti 241. Il decreto, che è stato approvato con il voto di fiducia, ora passa al vaglio della Camera. Cinque i dissidenti tra i pentastellati che hanno disertato l’Aula: trattasi di Gregorio De Falco, Paola Nugnes, Elena Fattori, Matteo Mantero e Virginia La Mura. I senatori di Forza Italia, che apprezza il contenuto del provvedimento, sono rimasti in aula senza votare. Mentre Fratelli d’Italia, che pure tifa per la misura sull’ immigrazione, ha scelto l’astensione, che, con il nuovo regolamento del Senato, non equivale più a un voto contrario. Hanno votato contro invece il Partito Democratico, Liberi e Uguali e le Autonomie.

 

 

Tuona così  su Twitter il ministro degli interni Matteo Salvini.

 

 

 

 

 

 

 

 

Poi, in una conferenza stampa, si rivolge a quelli che definisce “sciacalli“: “Si rassegnino – dice – questo governo andrà avanti a lavorare per 5 anni“.
Il decreto in questione si compone di quaranta articoli, con misure che vanno dall’abrogazione dell’istituto del permesso di soggiorno per motivi umanitari, al restringimento dell’azione degli Spar, dai trattenimenti più lunghi nei Cpr, Centri di permanenza per i rimpatri, a norme più severe per la concessione della cittadinanza. Fino all’estensione del taser (la pistola ad impulsi elettrici), dei Daspo nelle città e norme sulla lotta alle mafie.

Oltretutto vi sono novità sulla videosorveglianza, gli sgomberi degli immobili occupati abusivamente, il Fondo per la sicurezza urbana e l’utilizzo dei droni. Tuttavia il fulcro rimane sui richiedenti asilo: per quelli che compiono gravi reati è prevista la sospensione dell’esame della domanda di protezione ed è possibile l’obbligo di lasciare il territorio nazionale. In caso di condanna in primo grado è contemplato che il questore ne dia tempestiva comunicazione alla Commissione territoriale competente. Inoltre il decreto riserva esclusivamente ai titolari di protezione internazionale e ai minori non accompagnati, i progetti di integrazione ed inclusione sociale previsti dallo Sprar (Sistema protezione e richiedenti asilo e rifugiati). Vengono stanziati quasi 360 milioni fino al 2025, per Polizia e Vigili del Fuoco per l’acquisto e potenziamento dei sistemi informativi per il contrasto del terrorismo internazionale.
Di questi 360 milioni, 267 sono per la pubblica sicurezza e 92 per i pompieri. Inoltre i Comuni con più di 100 mila abitanti potranno dotare 2 poliziotti municipali di taser in via sperimentale per un periodo di sei mesi. Quest’ultimi, se addetti ai servizi di polizia stradale e in possesso della qualifica di agente di pubblica sicurezza, possono accedere al Centro elaborazione dati (Ced) delle forze di polizia.

Per di più vengono ampliate le zone dove può scattare il Daspo urbano, includendo quelle di particolare interesse turistico e le aree destinate allo svolgimento di fiere, mercati pubblici e spettacoli. Previsto anche il Daspo per coloro che sono indiziati per reati di terrorismo. Inoltre i blocchi stradali tornano ad essere sanzionati penalmente e non più in via amministrativa. E ancora, l’utilizzo del braccialetto elettronico sarà possibile anche nei confronti degli imputati dei reati di maltrattamento in famiglia e stalking. Infine il potenziamento dell’Agenzia per i beni confiscati, i quali saranno dati in affitto “sociale” alle famiglie in condizioni di disagio.

 

Santoro Mangeruca

di Attualita

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