Cesare Battisti: “Ormai è tutto finito”

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Mi dite in quale parte del mondo mi trovo? Ormai è tutto finito, ho 64 anni, sono malato, sono cambiato“. Sono queste le prime parole di Cesare Battisti, all’ arrivo nel carcere di Massama (Oristano), secondo quanto riferisce all’ANSA l’ex parlamentare sardo Mauro Pili che lo ha appreso da fonti qualificate. Pili, sul suo profilo Facebook, ha poi commentato: “A colloquio con il direttore del carcere rientrato per la grande occasione dalle ferie il criminale Battisti tenta la strada della vittima! E poi siccome si dichiara malato pensa già a un centro clinico, che a Oristano non c’è. Quindi fuori dall’isolamento! Iniziano le strategie difensive! Dalle spiagge all’isolamento diurno“. L’ex terrorista, atterrato all’aeroporto romano di Campino è stato subito trasferito in Sardegna, dove ha effettuato le normali procedure previste per ogni detenuto in arrivo: è stato visitato, poi schedato all’ufficio matricola e portato in cella, nella sezione AS2. Battisti ha parlato con diversi agenti penitenziari ed è stato a colloquio con il direttore del carcere.  Successivamente ha cenato con  pasta, carne, verdura e frutta. Resterà in isolamento diurno per sei mesi.  Per ora ha la tv, l’occorrente per scrivere e poco altro che gli hanno fornito gli agenti carcerari. Come tutti i detenuti ha diritto a 4 ore di aria al giorno, da trascorrere da solo, e a lavorare se ne avrà l’occasione. Di seguito Battisti ha ricevuto la visita del suo avvocato, Davide Steccanella, noto penalista milanese, che non ha voluto rilasciare dichiarazioni ai giornalisti presenti. Gli agenti carcerari lo descrivono come “apparentemente sereno”, anche se chi in queste ore ha parlato con i familiari del terrorista racconta la loro preoccupazione per la tenuta psicologica di Battisti, già “molto provato” dalla detenzione in Brasile, da lui raccontata come una esperienza particolarmente difficile e dolorosa, e dall’ultimo mese di latitanza. In effetti, l’ex compagno dei  Pac, è apparso stanco e spaesato agli uomini del Gom, il Gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria che lo hanno preso in consegna a Roma e portato nel carcere di Oristano. Battisti ha parlato poco: in volo ha domandato più volte “Dove mi portate?”, e tra le poche cose che ha chiesto voleva la foto di uno dei figli. La procedura non consente di trattenere effetti personali, ma la fotografia è stata presa in consegna insieme ai pochi effetti personali e sarà tenuta da parte.

 

Santoro Mangeruca

di Redazione Attualità

Rubrica di long form journalism; approfondimento a portata di studente sulle questioni sociali, politiche ed economiche dall’Italia e dal mondo.

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