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You: un nuovo thriller firmato Netflix con Dan Humphrey

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You è una nuova serie Netflix che si sviluppa nell’arco di una sola stagione ed è composta da dieci episodi della durata di un’ora circa.

Quello che incuriosisce al primo sguardo è sicuramente il cast: abbiamo un Dan Humphrey protagonista (si, proprio quello di Gossip Girl!) e Shay Mitchell, una delle Pretty Little Liars.

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La serie tv è tratta dal romanzo omonimo di Caroline Kepnes e ha anche un sequel, Hidden Bodies.

Al di là dei volti conosciuti, si è rivelato un’ottima scelta per riempire due o tre pomeriggi di pioggia e noia: prima di tutto non è particolarmente impegnativa, quindi non c’è bisogno di stare con gli occhi incollati, cinque minuti di instagram ogni tanto sono concessi. E questo sia perché la trama non è molto intricata, sia perchè non succedono troppe cose tutte insieme.

Il protagonista, Joe Goldberg, è una persona semplice e di sani principi con la passione per i libri, l’avversione verso i social e pochi amici, insomma il ragazzo della porta accanto. Naturalmente ci sarà qualcuno ad attirare la sua attenzione e far battere il suo cuore al ritmo più bohémien che riuscite a immaginare. E’ qui che entra in scena Beck (Elizabeth Lail), una giovane donna sul sentiero verso la ricerca del self che ha un pessimo senso dell’orientamento e l’intuito di una pera cotta.

Ricapitoliamo: Beck è un’aspirante scrittrice e Joe ha in gestione una libreria molto vintage.

Tutto perfetto se non fosse che Joe è uno psicopatico: armato della profonda convinzione (e non soltanto quella) di sapere cos’è meglio per Beck. A poco a poco la allontana da tutto ciò che ritiene pericoloso per lei e per il suo sogno di diventare scrittrice.

Dopo i primi tre episodi le cose iniziano a essere più interessanti, Joe fa un pò di terra bruciata attorno alla donzella dai biondi capelli e diventa ai suoi occhi il ragazzo perfetto. C’è da dire che ci riesce anche perché Beck non ha un background di amici molto presenti e la sua migliore amica (Shay Mitchell) è da TSO immediato.  E poi va considerata la componente social media: grazie a facebook, twitter, instagram, Joe riesce sempre a sapere con chi si trova Beck, dove abita, cosa mangia, di cosa ha voglia ecc. Il paradosso di questa serie sta proprio nella discordanza tra il peso della narrazione, praticamente effimero, e il peso delle tematiche affrontate. Si parla di femminicidio, del ruolo preponderante che assumono i social media nel quotidiano e, grazie a questi, della velocità sconvolgente con la quale perfetti sconosciuti riescono a infilarsi nella vita di tutti i giorni di chiunque.

Concludendo si può dire che è una serie apparentemente banale, ma è proprio la leggerezza del copione a renderla piacevole e ideale per qualche pomeriggio di binge-watching.

Giulia Garofalo

di Recensioni

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