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Tommaso Cannizzaro: biografia di un letterato poliglotta

Quante volte, nel caos cittadino, cerchiamo di dare un punto di riferimento ai nostri amici dicendo di trovarci vicino al Tribunale, sulla Tommaso Cannizzaro?

Quante altre ci viene chiesto dai turisti dove sia, e nessuno, soprattutto i residenti in città, ha dubbi sulla sua posizione? Via Tommaso Cannizzaro, situata tra il centro storico e l’area deputata allo shopping, congiunge due parti  fondamentali della città. La via, spesso trafficata, vede sorgere ai suoi lati il Tribunale e il Rettorato, palazzi storici e modernissimi e collega la Zona Falcata con i Colli San Rizzo.

Ma chi è il personaggio storico da cui prende il nome?

Tommaso Cannizzaro nacque a Messina il 17 agosto 1838 e fu un poeta, critico letterario e traduttore italiano di rilievo nazionale ed europeo. Ebbe un orientamento politico di sinistra che lo portò nel 1860 ad arruolarsi con Garibaldi nel corpo dei cacciatori del faro, bersaglieri cui capo era Ferdinando Beneventano del Bosco, che avevano l’obbiettivo di scacciare i Borboni da Torre Faro, liberando così tutta Messina e potendola annettere, dopo la vittoria su Palermo, al resto della neo Italia. Dovendo interrompere la missione per la morte del padre tornò a Messina per amministrare il patrimonio familiare e dopo la morte anche della madre decise allontanarsi dalla città natale.

Nei i suoi numerosi viaggi che lo portarono in Francia, Spagna, Inghilterra e Malta potè vantarsi di aver conosciuto Victor Hugo, e la figlia Adèle, della quale si innamorò perdutamente. Pur avendola chiesta in sposa per ben due volte fu rifiutato e ciò lo portò nel 1888 ad allontanarsi, continuando a scrivere e facendosi conoscere anche come traduttore in lingua francese, spagnola, portoghese, inglese, tedesca, svedese, boema, americana e magiara. Tornò in sicilia dove si stabilì definitivamente dopo aver conosciuto Maria Kubli, sua sposa e madre dei suoi 7 figli. È in questo periodo, a cavallo tra l’ottocento e il novecento, che si dedicò alla scrittura di numerose poesie, alcune delle quali furono raccolte nel volume Výbor básní –Tom. Cannizzaro (Praga 1884).

Dopo il terremoto del 1908, nel quale morì una delle sue figlie, trascorse gli ultimi anni in solitudine. Nelle volontà testamentarie lasciò buona parte del proprio patrimonio alla città di Messina; tra tutto spiccano i suoi 5000 volumi personali, che oggi fanno parte della biblioteca messinese a lui intitolata. Abbandonato da tutti e solo per la morte prematura dei sette figli morì il 25 agosto 1921 e venne sepolto nel cimitero monumentale della città. Tra le opere troviamo liriche che vanno dai temi filosofico-scientifici a quelli filantropici. La sua fatica più grande fu senz’altro tradurre la Divina Commedia di Dante Alighieri in siciliano, pubblicandola poi nel 1904. Come traduttore si dedicò principalmente a sonetti scritti da poeti francesi e inglesi, ma non mancarono poesie in spagnolo e portoghese.Si dedicò anche alla prosa con dei canti popolari sulla provincia di Messina, ma anche con opere che avevano come temi principali la vita, la società, l’amore e le donne.

Era di nostra vita a mità juntu
quannu ‘nton scuru boscu mi trovai
pirdennu la via dritta, ntra ddhu puntu.

Paola Puleio

di Cultura Locale

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