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Bergamo: primo trapianto fegato-polmoni effettuato su una ragazza.


Si è registrato un nuovo record per l’Italia: è stato eseguito a Bergamo il primo trapianto combinato fegato-polmoni. Già in passato operazioni di questo tipo erano state eseguite su adulti, ma a rendere eccezionale l’ultimo intervento è proprio la paziente: una ragazza genovese di sedici anni affetta da fibrosi cistica.

Quando si parla di fibrosi cistica si intende quella malattia che rientra nella sfera delle patologie genetiche gravi, comunemente abbreviata come FC e detta anche mucoviscidosi o malattia fibrocistica del pancreas.

Nonostante non vi sia alcuna cura per la fibrosi cistica esistono diversi metodi di trattamento; ad oggi, le cure sono dirette ai sintomi e alla prevenzione delle complicanze. Esistono protocolli terapeutici condivisi a livello internazionale che, presso centri specializzati, vengono adattati all’età e ai sintomi del singolo malato.

Nel caso specifico della ragazza, le condizioni erano gravi al punto che la terapia farmacologica non era più sufficiente. La patologia provocava sanguinamento nelle vie respiratorie e una grave malattia epatica, la quale era compromessa dall’età di undici anni; momento in cui la paziente venne sottoposta ad una procedura denominata “Tips”, utilizzata per ridurre l’ipertensione e il rischio di emorragie digestive.

L’operazione, attesa da aprile 2018, è avvenuta lo scorso 29 Dicembre occupando per undici ore l’équipe del Papa Giovanni XXIII. Gli organi precedentemente prelevati nella notte tra il 28 e il 29 Dicembre hanno immediatamente ripreso la loro funzione, ma diversamente dalle procedure seguite nei trapianti di questo tipo, ad essere sostituito per primo è stato il fegato; mentre i polmoni del donatore venivano trattati per essere poi trapiantati in immediata successione. Non solo: si è trattato del primo caso in cui si è fatto ricorso alla tecnica “Ex Vivo Lung Perfusion” (EVLP)  la quale, prima di eseguire il trapianto, simula le condizioni in cui l’organo si trova a lavorare normalmente in un corpo umano.

Il trapianto non è risolutivo, la Fibrosi Cistica guarisce nei polmoni; in questo caso anche nel fegato, ma non nel resto del corpo. Si tratta di un intervento ricco di problematiche.

Al termine dell’operazione, avvenuta con successo, le condizioni della ragazza sono considerate molto buone e ciò è stato reso possibile grazie a tutti i dottori coinvolti nel caso clinico, i quali hanno lavorato fianco a fianco facendo emergere la competenza nel settore dei trapianti d’organo e la forza dell’approccio multidisciplinare dell’Ospedale di Bergamo.

La struttura si conferma centro d’eccellenza per quanto riguarda i trapianti; basti pensare che nel 2017 sono stati eseguiti 165 trapianti di organi e 153 di tessuti. Nello stesso anno sono anche stati eseguiti tre prelievi multi-organo da donatore deceduto; tra i quali rientra il primo prelievo in Italia in contemporanea di polmoni-fegato e reni.

Tenendo presenti le testimonianze dei pazienti, dei familiari e dei dottori, emerge chiaramente che l’unico provvedimento da attuare è la conoscenza. Oggi grazie all’informazione e alla sensibilizzazione avvenuta sull’argomento, portata avanti dalla Lega Italiana Fibrosi Cistica, possiamo sapere che purtroppo la vita di una persona affetta da FC non è paragonabile a quella di una persona sana; ma, nonostante ciò, le persone malate di FC, grazie al loro percorso personale, non rispecchiano affatto il classico quadro di un paziente malato, anzi, trasmettono voglia di vivere e di lottare. Per questo, non devono essere visti come vittime, ma piuttosto come artefici del proprio percorso di vita.

“Non ti puoi dimenticare neanche per una giornata di avere la fibrosi cistica. Non ci sono mattine in cui puoi alzarti tardi… ogni giorno il tuo corpo ti costringe a svegliarti presto perchè fatichi a respirare, senti il bisogno di ripulire i tuoi polmoni”

“Noi persone con la FC  conduciamo vite parallele… quella con gli amici, con lo studio, con il lavoro e poi, soprattutto, la vita fatta di medicine, di fisioterapia e ricoveri”

Convivere con una malattia come la Fibrosi Cistica porta a seguire un percorso di accettazione e costringe a porsi alcune domande. In primis vi è la riflessione sui limiti che comporta tale patologia, di conseguenza come prendere consapevolezza di dover valorizzare ogni giorno e dare un senso al tempo che passa.

Nella nostra quotidianità siamo abituati a pensare che una malattia sia qualcosa di estremamente brutto, ma come affermava il filosofo Epittèto: “La malattia è un impedimento per il corpo, ma non necessariamente per la volontà.”

Francesca Grasso

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