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Tu! Devi avere un metodo.

La sessione estiva è quasi alle porte e noi studenti universitari iniziamo a fare un quadro della situazione. Durante il semestre abbiamo seguito le lezioni e abbiamo iniziato a studiare. C’è chi si è preparato un piano, chi non ha ancora nemmeno acquistato i libri e chi è già in ansia.

A maggio dò quella da 12 crediti, sono tanti libri e il professore è severo. Non posso neanche pensare di prepararne altre

Ti va di uscire domani?
No, ho una tabella di marcia da rispettare. La mattina faccio i riassunti e il pomeriggio li ripeto

Mancano pochi giorni all’esame e non ho ancora studiato due libri. Devo dividere le pagine per i giorni rimanenti!

Non ho finito di studiare tutto il libro: non sono abbastanza preparato. Lo dò al prossimo appello

E così mille altri discorsi serpeggiano nella nostra mente e nelle chiaccherate con gli amici.

Perché accade questo?

Ad un passo dall’esame (e in alcuni casi anche molto tempo prima) proviamo tutti delle spiacevoli sensazioni.

Studiamo dei mesi per poi accorgerci di non ricordare nulla.
Ci sentiamo in colpa perchè, in così tanto tempo, non siamo riusciti a ripetere o riassumere tutto il libro.
Abbiamo paura di essere giudicati dal professore.
Abbiamo ansia riguardo a tutto ciò che potrebbe succedere quel giorno. “E se mi chiede una cosa che non so?”, “E se mi blocco?”, “E se mi boccia?”. Ci facciamo queste domande e l’immaginazione di ciò che potrebbe succedere scorre come un fiume in piena.
Il giorno dell’esame abbiamo la mente annebbiata.
Durante il colloquio balbettiamo, non riusciamo a ricordare.

20” – “Torni la prossima volta” – “Non ci siamo

Siamo delusi. Come lo diremo ai nostri genitori? Ai nostri amici?

Mesi della nostra vita buttati sui libri ed un misero 20!?

Se anche tu hai vissuto in questo scenario ‘sta tranquillo, sono solo i sintomi della mancanza di un metodo di studio.

Ma io ho un metodo di studio, il mio metodo di studio

Risposta sbagliata.
Il metodo di studio non è soggettivo come si crede.
No, non ce l’hanno insegnato a scuola. E no, metodo di studio non significa studiare i libri nel modo in cui più ci piace.
Io mi trovo meglio leggendo e ripetendo”, “Io devo evidenziare con colori diversi, perchè ho la memoria fotografica”, “Ricordo solo se riassumo”.

Avere un metodo significa seguire un protocollo, uguale per tutti e standardizzato. Si tratta di avere delle fasi precise per sapere esattamente cosa fare e quando farlo.

È questa la rivoluzione portata da Andrea Acconcia e Giuseppe Moriello, autori del libro bestseller “Metodo Universitario. Come studiare meglio e in meno tempo e superare gli esami senza ansia” presentato martedì 16 aprile alla Mondadori Bookstore di Catania.

Il problema degli studenti universitari, hanno evidenziato, è proprio quello di non avere un metodo.
Senza un piano d’azione codificato, infatti, tendiamo ad attuare “la strategia della quantità, e non della qualità”.
Entrambi lo ricordano sempre nei loro video: lo studente universitario “non studia per l’esame, ma studia per il libro”. È importante notare la grande differenza tra le due cose.
Quando studiamo per il libro tutto diventa importante, anche le note inutili e l’introduzione. Ci focalizziamo sulla quantità degli argomenti, tralasciando l’importantissima qualità che dovremmo mettere negli argomenti che, per citare gli autori, ”fanno battere il cuore al professore”.

Il libro rivela lo schema da loro ideato e pensato per gli studenti universitari.
L’OCME, così chiamato, può davvero (come testimoniano ormai tantissimi studenti) permetterci di correre dritti alla laurea senza ansia o esami arretrati.
L’acronimo sta per:

Organizzazione
Organizzare il materiale di studio ci permette di evitare perdite di tempo. Non studieremo più cose inutili e avremo la possibilità di focalizzarci su ciò che è davvero importante.

Comprensione
Solitamente tendiamo a cercare di comprendere i concetti sottolineando il libro con colori diversi. Qualcuno di noi fa i riassunti. Qualcun altro ripete subito dopo aver sottolineato.
Ognuno ha il suo stile, tuttavia c’è un modo migliore di tutti per svolgere questa fase.

La strategia a cui ti hanno abituato non è per forza la migliore

Memorizzazione
Memorizzare è una brutta cosa. Ce l’hanno insegnato a scuola, “se studio a memoria non capisco”. Certo! Questo pensiero è corretto. La comprensione degli argomenti è però già avvenuta nella fase precedente.
Ci sono date, articoli di codice, termini tecnici e formule da ricordare e basta, senza nulla da capire. Abbattiamo questo tabù!

Esposizione
Esporre non significa ripetere, significa simulare l’esame. È necessario allenare il modo in cui esponiamo ed assumere il lessico adatto.

Avere un metodo ha anche un’importanza “emotiva”.
Seguire delle fasi ci dà la sicurezza di star andando dritti verso l’obiettivo.
Completatane una, passeremo all’altra con la certezza che non dovremo tornare indietro.
Tutto è sotto il nostro controllo, possiamo finalmente dimenticare la sensazione di affogare in un mare di informazioni sconnesse.

Abbiamo tutti un problema di metodo, ma adesso la soluzione ci è offerta su un piatto d’argento.
Starà a noi coglierla e rivoluzionare la nostra vita.
Chiedetevi se è giusto vivere in balia di emozioni distruttive.
Chiedetevi se è giusto vivere schiavi di un libro.
La risposta sarà l’inizio di un cambiamento, adesso che ne siamo consapevoli.
Provate, concedetevi la possibilità di fare un azzardo lasciando il porto sicuro.
Non ve ne pentirete.

Qui delle video lezioni gratuite per saperne di più: https://metodouniversitario.it/3videorizzoli

Per acquistare il libro: https://www.amazon.it/Metodo-universitario-studiare-meglio-superare/dp/8817109444/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=3I2W5OD9KYP9S&keywords=metodo+universitario&qid=1555361460&s=gateway&sprefix=metodo%2Caps%2C790&sr=8-1

 

                                                                                                                                                   

                                                                                                                                                      Angela Cucinotta

di Jessica Cardullo

Nata nel 1995 a Messina, sono una disperata studentessa di medicina e chirurgia. Studiare non è il mio solo ed unico hobby; ancora prima dello sport, la mia più grande passione è scrivere: per lo più mi piace buttare giù racconti e pensieri. All'interno di questa testata, mi sono occupata di diverse aree come attualità, eventi e vita universitaria, ma al momento gestisco #helpME, una rubrica utile agli studenti universitari.

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