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Il segreto dei poliglotti: la lingua è musica

Come imparare 5-6 lingue sfruttando il funzionamento del nostro cervello?

Cosa succede al nostro cervello quando impariamo una nuova lingua?

E se fossimo in grado di parlare con fluidità 10 lingue?

I poliglotti sono persone in grado di comprendere e parlare più lingue fluentemente.
Da molto tempo questa loro abilità neurolinguistica è oggetto di studio da parte della ricerca scientifica.

Le aree del cervello deputate al linguaggio sono: l’area di Broca e l’area di Wernicke.

L’area di Broca è una parte dell’emisfero sinistro del cervello, localizzata nel piede della terza circonvoluzione frontale, la cui funzione è coinvolta nell’elaborazione del linguaggio; ed è connessa all’area di Wernicke da un percorso neurale detto fascicolo arcuato.

L’ area di Wernicke, invece, è una parte del lobo temporale del cervello le cui funzioni sono coinvolte nella comprensione del linguaggio.

 

Cosa succede al nostro cervello quando parliamo una nuova lingua?

Tutte le lingue attivano le stesse aree cerebrali; mentre le altre vengono momentaneamente “rimosse” dal cervello. I ricercatori del Brain Research Institute dell’Università di Melbourne, in uno studio su quadri-lingue, hanno indagato sull’esistenza di un sistema di controllo in grado di inibire una lingua quando si usa l’altra.
Tale Sistema è stato individuato nella corteccia cerebrale, a livello del cingolo anteriore, sembrando tanto più efficiente quanto più è precoce lo studio delle lingue. Quando impariamo una nuova lingua si creano dei circuiti neurali che vanno rinforzati con la pratica e l’emozioni ad essa associate.

La storia di Susanna Zaraysky 

Susanna è una poliglotta, la quale perdendo la visione tridimensionale successivamente un intervento chirurgico per correggere lo strabismo, ha sviluppato un incredibile udito e la capacità di imparare le lingue con fluidità, riuscendo a parlarne undici.
Susanna racconta di come il suo cervello abbia compensato la perdita della visione con “un formidabile orecchio” che le ha donato l’abilità linguistica.

La lingua è musica

Questa è la bellissima intuizione di Susanna, come racconta nel suo libro “Language is music”; affermando che è composto da ritmo, tonalità, fonemi, pause, differenti frequenze e caratteristiche di ogni lingua. Imparando a riconoscerle e cambiando le frequenze si può passare da una lingua ad un’altra senza studiarle avvalendosi solamente della fonetica.

Benefici del multilinguismo.

Molti esperimenti dimostrano che il multilinguismo crea una sorprendente neuroplasticità, con una diminuzione della materia grigia nella corteccia parietale inferiore, ristrutturando totalmente il cervello e aumentandone l’efficienza. Per questo, varie ricerche mostrano che ci sono delle differenze, anche se ancora non sono noti tutti i dettagli, tra il cervello monolingue e quello multilingue.

  • Miglioramento efficienza cerebrale; Gli studi delle funzioni esecutive riferiscono un vantaggio dei bilingui nei compiti che richiedono capacità di problem solving, pensiero astratto, formulazione di ipotesi creative e in generale una flessibilità di pensiero. Le funzioni esecutive sono di importanza vitale dato che presiedono al controllo dell’attenzione, determinano la pianificazione e la categorizzazione, inibiscono le risposte inappropriate creando un sistema mentale più forte e flessibile. La ragione di questi esiti è fatta risalire all’esperienza di gestire più sistemi linguistici contemporaneamente, scegliendo il più adatto in base alle diverse circostanze e inibendo l’altro.
  • Fattore preventivo delle patologie neurodegenerative come la malattia di Alzheimer;  Apprendere una nuova lingua può costruire nuovi circuiti neurali “rafforzando il cervello in modo duraturo”.

Utilità scientifica.

Se la lingua è musica, possiamo cogliere questo suggerimento fornitoci dallo studio del cervello dei poliglotti e il suggerimento della Zaraysky per apprendere. Ogni giorno il nostro cervello ascolta e registra suoni in maniera inconscia, ma è importante creare un repertorio dei suoni delle lingue per poi associarli imparando anche a passare da una lingua ad un altra. Ciò dovrebbe avvenire sviluppando il nostro orecchio proprio come i musicisti quando cambiano brano da suonare, producendo suoni e ritmi diversi.

Nuovi studi emergenti, non ancora totalmente verificati, sembrano mostrare come ascoltando una lingua mentre si dorme siamo in grado di impararla più velocemente, perché agisce a livello del subconscio.

Consigli dei poliglotti.

  • L’ordine delle fasi di Apprendimento;

I campioni dell’apprendimento di una lingua sono i bambini.
Un bambino madrelingua di 4 anni è in grado di parlare l’inglese meglio di molti studenti  italiani che lo studiano da 20 anni come seconda lingua. Imitando le fasi di apprendimento del bambino, i poliglotti riescono ad acquisire molte lingue senza ricorrere ad anni di studio.

“Cosa fa un bambino? Non parla per i primi anni, ascolta solamente. Poi parla, scrive ed infine impara le regole grammaticali”.

Per questo è sconsigliato partire dalla grammatica, proprio come insegnano a scuola. Gli step da seguire sono:
1) Listen;
2) Listen;
3) Listen;
4) Listen;
3) Speaking;
4) Reading and writing.

 

  • Speaking senza preoccuparsi degli errori, la barriera nell’uso di una lingua è emozionale; non bisogna avere paura di essere ridicoli o giudicati quando si parla. Ammettere di non conoscere l’altra lingua alla perfezione ed essere disposti a fare errori, è la chiave per il miglioramento. I poliglotti non si scoraggiano se fanno errori nel parlato, sanno che sono necessari per imparare un nuovo vocabolo.
  • Uso della lingua è inconscio; si impara di più con i film, le canzoni, i viaggi piuttosto che con la testa china sul libro.
  • Entrare in flow; Stato di flusso, quando si pratica la lingua. Stato di totale concentrazione, durante il quale siamo immersi in un attività senza venir  distratti da stimoli esterni.
  • Disciplina; Far entrare la lingua nel nostro “sistema” creando un piano in cui si studia durante la settimana. Costanza è la keyword: meglio 10 minuti al giorno che 2 ore alla settimana.
  • “Praticare la lingua ogni volta che si può; ascoltando podcast, ted talks, durante le attività domestiche o mentre si va a lavoro” è suggerimento di Luca Lampariello, poliglotta italiano, in grado di parlare 9 lingue straniere senza mai essere andato in un paese estero, imparandole da adulto. Il suo sistema, prevede solo 30 minuti di pratica al giorno, nei “micro-ambienti” e “macro-ambienti”: il micro-ambiente è la rete di interazioni che abbiamo con le persone più care: parenti e amici; il macro-ambiente, invece, è la moltitudine di situazioni sociali in cui ci viene richiesto di usare la lingua con le persone.
  • La tecnica della connessione visiva; suggerita da Timothy Doner, giovane poliglotta di 20 anni che riesce a comprendere 23 lingue. Il suo sistema per memorizzare velocemente il lessico di una lingua è molto semplice:

 “Quando sei in giro, mentre stai camminando per la strada, guardati intorno e per ogni cosa che vedi chiediti come si possa dire nella lingua che desideri imparare. Possono essere oggetti, luoghi, ma anche verbi o azioni. Con la connessione visiva raggiungi l’80% della lingua, se poi vuoi eccellere prova a fare dei monologhi interiori in lingua. Dopo aver parlato con un amico pensa alla stessa conversazione in lingua.”

 

Il  segreto che accomuna i poliglotti.

Suggerito dalla letteratura scientifica, dall’osservazione e dalle analisi di molte storie di poliglotti: è importante divertirsi durante l’apprendimento della lingua. Il cervello apprende maggiormente quando ci si diverte e con emozioni associate; poiché quando è annoiato la curva di apprendimento cala drasticamente.

E se potessimo anche noi parlare con fluidità 10 o più lingue non sarebbe meraviglioso? Utopistico?

I nuovi orizzonti della ricerca dimostrano che è possibile, molti studiosi affermano che questi soggetti non hanno un gene per la lingua ma un diverso modo di impararla, hanno un metodo e sono tutti accomunati da tratti di personalità come determinazione, passione ed energia. Inoltre associano tutti grande piacere all’apprendimento e non hanno paura di sbagliare.

Se vuoi diventare poliglotta che aspetti?!


Ascolta, parla e Divertiti !Enjoy yourself!!disfrutate! Profitez-en! viel Spaß!

Daniela Cannistrà

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