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L’illegalità di decidere per sé stesse 

 

I diritti. I nostri diritti. 

Sono lì, scritti ed assodati, scolpiti sulla pietra, intoccabili. 

Eppure – relationes docent – mai dare niente per scontato, nemmeno ciò che sembra così radicato nella nostra vita o nella nostra società. 

Francia – maggio 1968. La fondatrice del femminismo contemporaneo Simone De Beauvoir alza la voce a favore delle donne e pone l’accento su questioni scomode. Il 5 Aprile del 1971 LA donna del femminismo francese scrive il testo de “le manifeste des 343″, n cui 343 donne ammettono di aver avuto un aborto, esponendo sé stesse alle relative conseguenze penali. 

Italia – 22 maggio 1978. Trionfa Emma Bonino e la legge 194, un insieme di norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza. 

Alabama – 15 maggio 2019. La governatrice Kay Ivey, retrocede nel medioevo dei diritti in quella che dovrebbe essere una società avanzata. Iquesto stato americano, infatti, vige adesso un incostituzionale divieto per cui l’aborto diventa illegale anche in condizioni di stupro ed incesto. La suddetta decisione, inoltre, viene proposta (e approvata) come una sorta di movimento pro life che si sostiene sui saldi pilastri della vita come dono dall’alto, un inaccettabile ossimoro di un paese in cui vale la pena di morte.  

Se la vita va difesa sempre, dal concepimento alla morte naturale, è ovvio il contrasto dell’essere contro l’aborto ma a favore della condanna a morte contemporaneamente. le contraddizioni sembrano non scomparire mai, essendo qui garantita la libertà di possedere armi con quello che ne consegue, di totale disprezzo della vita altrui. 

Le donne, il femminismo, la lotta per la PARITA’ DEI DIRITTI senza disuguaglianze, accompagnata dal potere decisionale ugualmente esercitato da donne e uomini, sembra voler essere calpestato da queste leggi rimarcanti l’impossibilità di una donna di decidere per sé stessa – o per il proprio corpo. 

 

A sostenere l’illegalità dell’interruzione della gravidanza, sono tantissimi paesi. Volendoci avvicinare alle nostre acque, ritroviamo l’arcipelago maltese, dove la maternità è qualcosa di sacro e quindi sostenuto ed inviolabile con questa pratica. 

Nel ciclone anti-aborto c’è anche la Polonia, dove ogni anno ci sono migliaia di interruzioni clandestine e dove sussiste un trasporto dagli stati confinanti di pillole abortive, in assoluta riservatezza. 

In Albania è legale, ma  purtroppo viene praticato anche quello selettivo, ovvero, in una società fortemente patriarcale, si pratica più spesso quando il feto è femmina. 

 

Diritti. I nostri diritti; quelli delle donne, che spesso sembrano schiacciati dal volere altrui, da menti retrograde e ingiuste. 

Per citare ancora Simone de Beauvoir, questa sosteneva che le donne devono scegliere la trascendenza, che niente è dato, niente è eterno e che anche la condizione più penalizzante e ingiusta è frutto delle nostre scelte.  

Nella nostra società, nella vita di tutti i giorni hanno tentato, tentano e tenteranno di limitare la libertà di noi donne, che è il presupposto della nostra esistenza. ‘’Trascendere i fatti dell’esistenza significa scegliere di non arrendersi alla propria condizione e partecipare al cambiamento del mondo. E questo non vale solo per le donne, ma per tutti gli esseri umani, che sono egualmente dotati di libertà’’. 

 

Jessica Cardullo

di Jessica Cardullo

Nata nel 1995 a Messina, sono una disperata studentessa di medicina e chirurgia. Studiare non è il mio solo ed unico hobby; ancora prima dello sport, la mia più grande passione è scrivere: per lo più mi piace buttare giù racconti e pensieri. All'interno di questa testata, mi sono occupata di diverse aree come attualità, eventi e vita universitaria, ma al momento gestisco #helpME, una rubrica utile agli studenti universitari.

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