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Hai mai starnutito non appena uscito al sole? Ecco perché succede

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Vi è mai capitato di starnutire la mattina quando, dopo aver alzato la serranda, la luce del sole entra prepotente nella vostra camera da letto? O magari starnutite quando accendete una lampadina che emette una luce molto intensa?
Se la vostra risposta è SI allora è molto probabile che abbiate la ACHOO Syndrome (e si, si legge aciù come se starnutissimo) cioè la Autosomal dominant Compelling Helio-Ophthalmic Outburst Syndrome.

Nota anche come Fotoptarmosi o Starnuto Riflesso Fotico (SRF) è un fenomeno neuro-oftalmologico che consiste nello starnutire in risposta ad un intenso stimolo luminoso esterno in soggetti adattati al buio.
L’ACHOO Syndrome è relativamente comune, presente in percentuali variabili comprese tra il 18 e il 35%. È una sindrome a trasmissione autosomico dominante: ovvero per trasmettere questo carattere alla prole basta che solo uno dei genitori presenti questo disturbo.

IPOTESI FISIOPATOLOGICHE

Anche se nota fin dai tempi di Aristotele (350 a.C.) non è ancora del tutto chiaro quale siano i meccanismi alla base.
Sono diverse le ipotesi che cercano di spiegare le cause e il meccanismo della fotoptarmosi.
Generalmente lo starnuto è un riflesso causato dall’irritazione della mucosa nasale.  Agenti irritanti di natura fisica o chimica stimolano le terminazioni nervose del ramo mascellare del nervo trigemino. Gli impulsi vengono condotti fino il centro respiratorio bulbare che, una volta attivato, provoca una improvvisa apertura della glottide con contrazione coordinata dei muscoli laringei e faringei che porta ad una violenta espulsione d’aria.

Il nervo trigemino è il quinto paio di nervi cranici dei dodici totali. Deve il suo particolare nome al fatto che, da esso, derivano tre grosse ramificazioni nervose (note anche come divisioni o branche del trigemino): il nervo oftalmico (V1), il nervo mascellare (V2) e il nervo mandibolare (V3).

Lo starnuto che si verifica nell’ACHOO Syndrome, al contrario, non è causato da una diretta irritazione della mucosa nasale:

Everett et al ipotizza che avvenga un processo definito come sommazione ottico-trigeminale:
Una intensa stimolazione del branca oftalmica (V1 in figura) del nervo trigemino aumenterebbe l’irritabilità del ramo mascellare(V2), con conseguente aumento della probabilità di starnutire.

Un’altra teoria proposta dallo stesso autore è quella della generalizzazione parasimpatica: quando uno stimolo attiva fibre nervose diverse del sistema nervoso parasimpatico si verifica quella che viene definita generazzilazione. È quindi possibile che l‘attivazione di una delle componenti del parasimpatico attivi neuroni posti in prossimità delle cellule nervose dello starnuto, generando il riflesso.

Ulteriori studi hanno evidenziato inoltre che lo stimolo non sembra essere una determinato da una particolare lunghezza d’onda della luce, piuttosto, come già accennato, è correlato alla variazione di intensità.

VANTAGGIO O SVANTAGGIO EVOLUTIVO?

Questo riflesso esiste anche in quegli animali per i quali la sensazione olfattiva è necessaria per la sopravvivenza  e può essere utilizzato come meccanismo per pulire le cavità nasali.
Lo starnuto riflesso fotico può anche essere utile in misura limitata negli esseri umani quando si considera che la respirazione nasale è dominante nel periodo neonatale e che non hanno altro modo per sbarazzarsi del fastidioso  solletico causato dal muco.

Nell’uomo adulto, invece, non si è riusciti a trovare alcun potenziale beneficio evolutivo, anzi.
Lo starnuto Riflesso Fotico può essere pericoloso in alcune situazioni, come quando si utilizza una macchina o un altro veicolo a motore. Un’improvvisa esposizione alla luce solare alla fine di un lunga galleria potrebbe innescare starnuti improvvisi ed incontrollabili compromettendo la capacità di mantenere il controllo del veicolo.
Per tale motivo, se anche voi siete sun sneezer come me, basta indossare un paio di occhiali da sole in giornate soleggiate per guidare in sicurezza.

                          Dario Valguarnera

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