Chi dorme non piglia pesci, ma voti più alti

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Quante volte, prima di un esame o di un’interrogazione, siete costretti a rinunciare a ore preziose di sonno per studiare? Le maratone notturne o la sveglia all’alba spesso si rendono necessarie per portare a termine il programma di studio, ma possono rivelarsi una pericolosa arma a doppio taglio.

Dormire migliora il rendimento scolastico

Il rendimento non dipende soltanto dalle ore di studio passate sui libri; molti altri fattori, individuali e ambientali, possono contribuire in maniera variabile. Tra i vari fattori, molti studi concordano sull’importanza centrale del sonno ai fini di un miglior profitto universitario e scolastico.

Quanto contribuisce il sonno?

Uno studio del 2015 ha provato a quantificare l’incidenza del sonno nei risultati universitari di circa 600 studenti di economia, seguendone il rendimento per un semestre. Ogni studente ha compilato un questionario che fornisce un punteggio utile a caratterizzare la qualità del sonno (PSQI, Pittsburgh Sleep Quality Index). Esso si ricava da molteplici fattori che dipendono dalla durata e dalla qualità del riposo e dallo stato fisico durante il giorno. Più alto è il punteggio ottenuto, peggiore è la qualità del sonno. Lo studio riporta come ad un aumento del punteggio si associ un peggioramento dei voti universitari di circa il 5%.

Non è importante solo quanto si dorme

Dormire bene non significa dormire solo un numero sufficiente di ore. Una pubblicazione su un’importante rivista evidenzia come la regolarità delle ore di sonno sia importante almeno quanto la durata. A parità di ore di sonno, soggetti che dormono mantenendo gli stessi orari e associando il ritmo sonno-veglia all’alternanza luce-buio, hanno un rendimento migliore rispetto a coloro che dormono in maniera irregolare.

Cosa accade alla nostra memoria durante il sonno

La memoria e il sonno sono due capitoli delle neuroscienze molto complessi e ancora non compresi fino in fondo.

La memoria, dal punto di vista informativo, può essere divisa in dichiarativa e procedurale. La prima consiste nella capacità di ricordare e riproporre verbalmente concetti precedentemente memorizzati; in ambito scolastico viene quindi principalmente utilizzata questo tipo di memoria.

Processazione della memoria durante il sonno
Fonte – Sculpting memory during sleep: concurrent consolidation and forgetting

Durante lo studio le informazioni vengono codificate in stimoli elettrici, raggiungono il nostro cervello e sono inizialmente immagazzinate in una piccola regione che prende il nome di ippocampo. L’ippocampo non rappresenta il sito finale di archiviazione dei ricordi, che dovranno essere ulteriormente consolidati a livello della corteccia cerebrale. Il sonno sembrerebbe avere un ruolo centrale nel “dialogo” tra ippocampo e corteccia che starebbe alla base di questo processo.

Durante il sonno sembrerebbero verificarsi delle riattivazioni ripetute dei circuiti cerebrali formati durante l’apprendimento di nuove informazioni che ne determinerebbero l’archiviazione a livello della corteccia. Questo processo sembra contribuire al potenziamento della memoria dichiarativa.

Il riposo notturno pare stare alla base anche dell’omeostasi della memoria: durante il sonno si osserva infatti uno “sfoltimento” delle connessioni nervose. In particolare sembrerebbe verificarsi una riduzione delle connessioni deboli che lascerebbe spazio all’immagazzinamento di nuove informazioni al risveglio e, allo stesso tempo, al consolidamento dei ricordi importanti. Il principio ricorda molto la potatura di un albero, con l’obiettivo di eliminare le parti più deboli e lasciare spazio allo sviluppo dei rami più forti.

Dormi bene e rendi meglio

Nonostante i ritmi didattici possano essere frenetici e il tempo sembri sempre non bastare, sono numerose le ragioni per cui si debba preferire una sana dormita ad una maratona notturna. Allo stesso tempo, dormire un po’ di più al mattino potrà garantirvi una maggior lucidità e quindi dei migliori risultati.

Adesso che siete a conoscenza dei benefici del sonno mettete da parte i sensi di colpa e concedetevi qualche ora in più di sano riposo.

Antonino Micari

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