Stephen Hawking: l’uomo invincibile

Il 14 marzo di due anni fa ci lasciava Stephen Hawking, uno dei più celebri astrofisici della storia noto in particolare per i suoi studi sui buchi neri, sulla cosmologia quantistica e sull’origine dell’universo. Una personalità geniale che è riuscita a donare al mondo nozioni preziosissime in ambito scientifico, nonostante la presenza di una terribile malattia che lo ha ostacolato e abbattuto lentamente, giorno dopo giorno.

La sua vita è rappresentata nel film La teoria del tutto (2014) di James Marsh, ispirato al libro Verso l’infinito scritto Jane Wilde Hawking (moglie di Stephen).

Locandina del film La teoria del tutto (2014) – Fonte: pinterest.it

La trama

Università di Cambridge, 1963. Un giovane Stephen Hawking, ormai prossimo ad ultimare gli studi, è intenzionato ad elaborare un’equazione che sia in grado di spiegare la nascita dell’universo. È un ragazzo timido, dotato di un gran senso dell’umorismo e dalla mente brillante, che vive una vita normale all’interno del college inglese.

Ad un party universitario conosce Jane, una studentessa di lettere della quale si innamora a prima vista, e dopo alcune avances riesce a conquistarla. La loro relazione viene fin da subito messa a dura prova da una malattia del motoneurone (ancora oggi è dibattuto da quale patologia specifica fosse affetto) che affliggerà Stephen per il resto della sua vita.

Nonostante tutte le difficoltà a cui andrà in contro, con la moglie sempre accanto pronta a sostenerlo, continuerà le sue ricerche fino ad imporsi come uno dei più grandi astrofisici viventi.

Felicity Jones e Eddie Redmayne in una scena del film – Fonte: tpi.it

Il cast

Per il ruolo di Stephen Hawking la produzione scelse l’attore Eddie Redmayne, il quale aveva già recitato in grandi film come The Good Sheperd – L’ombra del potere (2006), Elizabeth: The Golden Age (2007) e Les Miserables (2012).

Per interpretare uno soggetto afflitto da atrofia muscolare progressiva, Eddie ha visitato il Queen Square Centre, un istituto dove vengono assistiti i pazienti affliti da MND (acronimo inglese per malattia del motoneurone).

L’attore stesso ha dichiarato che per rappresentare al meglio gli effetti della malattia l’ha approcciata come una danza, imparando ad accorciare i muscoli invece di allungarli. Il risultato finale è un’interpretazione magistrale mediante la quale è riuscito a trasmettere ogni piccola emozione semplicemente con il suo sguardo, dimostrando il suo innato talento attoriale che è stato premiato con l’Oscar per il miglior attore protagonista nel 2015.

L’attrice Felicity Jones veste i panni della moglie Jane Wilde Hawking, rivelandosi un’interprete eccezionale per il modo in cui è stata capace di rappresentare perfettamente la figura di una donna che, di fronte alle estreme difficoltà create dalla malattia del marito, riesce a tenere unita la famiglia. La sua prova d’attrice le è valsa una candidatura ai premi Oscar 2015 nella categoria per la miglior attrice protagonista.

Il lavoro svolto sia da Eddie Redmayne che da Felicity Jones è stato particolarmente apprezzato da Stephen Hawking. I due attori erano presenti al suo funerale, tenutosi in forma rigorosamente privata.

Eddie Redmayne insieme a Stephen Hawking sul set del film – Fonte: newscinema.it

Regia

Il regista James Marsh ha scelto di narrare l’intero racconto incentrandosi sulla storia d’amore tra i due protagonisti, senza analizzare dettagliatamente le scoperte scientifiche del professor Hawking. Decisione opinabile, ma visto il grande successo riscosso al botteghino ed il parere positivo della maggior parte della critica, è da ritenere sicuramente una scelta vincente.

Forza di volontà

La malattia del motoneurone che ha colpito Stephen Hawking è sicuramente tra le peggiori esistenti. Toglie qualsiasi cosa, in maniera lenta e spietata.

Il protagonista nella sua giovane età non credeva nemmeno in un dio, ma solo ed esclusivamente nella scienza. Nel momento in cui gli viene diagnosticata la malattia, la scienza stessa gli dice che non esiste la minima speranza di curarsi, con un’aspettativa di vita di soli 2 anni. In quell’istante, senza un dio e nonostante la sentenza della medicina, Stephen Hawking continua ad andare avanti e riesce ad estendere al mondo la sua conoscenza e le sue teorie.

Un film a dir poco magnifico, che racconta la storia altrettanto incredibile di un uomo, esempio della concretizzazione dell’invincibilità umana. Finché non moriamo non possiamo essere sconfitti, anche se siamo da soli senza un dio e senza un criterio razionale che ci sostenga.

Però abbiamo noi stessi, i nostri cari e la nostra vita; e finché c’è vita c’è speranza.

Vincenzo Barbera

 

Per approfondire l’aspetto scientifico: 

Dal big bang ai buchi neri, breve storia del tempo (Stephen Hawking, 1988)

La teoria del tutto, origine e destino dell’universo (Stephen Hawking, 2002)

La grande storia del tempo (Stephen Hawking, Leonard Mlodinow, 2005)

 

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