Da Mario Girotti a Terence Hill: nascita di un’icona

Fonte: Secolo d’Italia- Terence Hill

Terence Hill potrebbe tranquillamente essere il nome di un noto personaggio statunitense… invece no. Terence Hill è il nome d’arte di Mario Girotti, uno dei più celebri attori italiani. Nasce a Venezia – come oggi – ben 81 anni fa da madre tedesca e padre italiano. Per sfuggire ai bombardamenti della Seconda Guerra mondiale si trasferisce in Sassonia (Germania) con la famiglia per poi tornare in Italia durante gli anni del liceo, anni in cui si dedicherà ad una delle sue più grandi passioni: il nuoto.

Ma cosa lo ha spinto a cambiare totalmente carriera?

Ripercorriamo insieme le sue fortunate esperienze cinematografiche e televisive!

I primi esordi

Nel corso di una gara di nuoto viene notato da Dino Risi, il quale lo sceglierà per un ruolo nel film “Vacanze col gangster, (1952)”. Cosciente ancora del fatto che la sua vera passione sia il nuoto e non la recitazione, Mario Girotti continuerà ancora a recitare solamente con lo scopo di  pagarsi gli studi classici. Nel 1957 recita in Lazzarella di Carlo Ludovico Bragaglia per arrivare successivamente allo sceneggiato televisivo “Il ritratto di Dorian Grey” , tratto dall’omonima opera di Oscar Wilde, in cui ottiene il ruolo principale e verrà conosciuto così dal grande pubblico.

Galeotto però fu Luchino Visconti che scelse il giovane per il ruolo del Conte Cavriaghi ne “Il Gattopardo”; da qui Mario Girotti capirà di volersi dedicare alla carriera cinematografica.

 

Gli anni degli spaghetti western

Alla volta della Germania per studiare recitazione l’attore qui verrà scritturato per alcuni film western.

Tornato in Italia dopo l’esperienza tedesca  diverrà quello che forse potremmo definire l’antesignano di un western tutto all’italiana; con lui prenderà piede infatti il genere “spaghetti western” caratterizzato dall’uso della comicità.

Il nome Mario Girotti risultava molto provinciale per il genere di film che si accingeva a fare. Serviva qualcosa che avesse il “sapore di America”, qualcosa che sapesse di vecchio west insomma, e così Mario Girotti diviene Terence Hill.

Complice del suo successo sarà anche il sodalizio artistico con Carlo Pedersoli in arte Bud Spencer con il quale condivide anche la passione per il nuoto.

Fonte: Everyeye Cinema- Bud Spencer e Terence Hill in Lo chiamavano Trinità

Fu nel set de “Dio perdonaio no!” che i due si conobbero.

Ma il film che identifica la coppia Bud SpencerTerence Hill con il western all’italiana è Lo chiamavano Trinità, pellicola del 1970 in cui Terence Hill, in un approssimato ambiente western in un parco naturale fra Lazio e Abruzzo, interpreta il giovane pistolero Trinità che dovrà difendere, insieme al fratello Bambino (Bud Spencer) un  gruppo di mormoni perseguitati dalle intimidazioni del maggiore Harriman.

Da questi lavori è visibile la tempra risoluta di Terence Hill, capace, per interpretare al meglio il suo personaggio, di digiunare per tre giorni per la riuscita della scena iniziale, ovvero Trinità che entra in un saloon e divora una scodella piena di fagioli al sugo.

Fonte: Ristorazione con Ruggi- Terence Hill nella scena cult dei fagioli

Numerosi film dello stesso genere seguirono Lo chiamavano Trinità, complici sicuramente le doti attoriali di Terence Hill, il sodalizio con l’amico e collega Bud Spencer, ma sicuramente anche le caratteristiche fisiche; non tanto per essere possente, quanto per i connotati del viso: gli occhi azzurri acceso, i capelli biondi e il tipo di carnagione olivastra sono propri nell’immaginario collettivo degli attori dei western americani.

 

Dagli spaghetti western alle fiction della maturità

È riduttivo sicuramente identificare il personaggio di Terence Hill solamente con il western all’italiana, sebbene questo abbia rappresentato una fase significativa della sua carriera e abbia contribuito alla sua crescita attoriale. Negli ultimi 20 anni lo vediamo infatti protagonista di molte fiction di successo nel piccolo schermo.

Tutti ormai conosciamo le vicende del prete detective in bicicletta giunte ormai alla dodicesima stagione. Don Matteo è famoso per riuscire a scovare i colpevoli prima dei carabinieri che conducono le indagini. Non ha bisogno di particolari indizi e prove, il nostro prete fa molta attenzione, giocando d’astuzia, alla psicologia della vittima e di chi gli sta attorno.

Fonte: Ciak Generation- Terence Hill in Don Matteo

 

Un’altra fiction con protagonista Terence Hill che merita di essere menzionata è “L’uomo che sognava con le aquile” (2006) andata in onda in due puntate su Rai 1 e ambientata nella splendida cornice dell’Aspromonte. L’attore questa volta interpreta Rocco Ventura, un avvocato che si è dedicato alla pastorizia, impegnato su tutti i fronti per difendere la sua azienda e la sua proprietà davanti a chi vorrebbe renderla un complesso residenziale.

Fonte: Amazon.it

Personaggi astuti che combattono contro le intimidazioni dei potenti, dinamismo nelle scene, tempra risoluta e figure carismatiche sembrano tutti elementi costituenti la cifra stilistica dei personaggi di Terence Hill partendo dagli spaghetti western a questi ultimi che abbiamo definito come fiction della maturità, sebbene siano generi tra loro diversi.

Nel fare gli auguri a Terence Hill, ci auguriamo anche che continui a regalare capolavori sia nel piccolo che nel grande schermo.

                                                                                                                                                                                          Ilenia Rocca

Leggi Anche...

L’esperimento carcerario di Stanford

La mente umana è piena di lati oscuri e di misteri ai quali forse non …