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NASA: “Domani un asteroide passerà vicino alla Terra”. Lo sguardo della fisica, tra verità ed allarmismi

Un asteroide classificato come “potenzialmente pericoloso”, ma che di pericoloso ha solo il nome, sta per passare nei nostri cieli: gli esperti rassicurano

Il 4 marzo 2020 la NASA ha comunicato al mondo con un tweet l’imminente passaggio di un asteroide vicino alla Terra.

Infatti il 29 aprile 2020, l’asteroide (52768) 1998 OR2, con un diametro stimato tra i 2 e i 4 chilometri, passerà a circa 6 milioni di chilometri di distanza dalla Terra, alla velocità di 8.7 chilometri al secondo.

Molti i commenti sui social di allarme e preoccupazione, ma Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope Project di Roma, assicura che “(l’asteroide, ndr) marcerà a una distanza pari a più di 16 volte di quella media che separa la Terra dalla Luna. Non c’è, quindi, alcuna ragione di allarmarsi perché non esiste alcun rischio di collisione”. Infatti, nonostante le notevoli dimensioni, l’asteroide passerà comunque ad una distanza tale da non impensierire gli esperti, che anzi vogliono cogliere l’occasione per osservare il fenomeno da vicino.

È stato stimato, inoltre, che l’osservazione del passaggio dell’asteroide sarà possibile dall’Italia alle ore 10:56 del mattino, con un semplice binocolo.

Anche l’Italia, che vanta la presenza di un centro ESA (European Space Agency) a Frascati, è in grado di monitorare gli asteroidi vicini all’orbita terrestre, calcolando la loro probabilità di impattare col nostro pianeta.

È noto agli esperti come fenomeni del genere non siano di certo eventi rari. Infatti, attorno a Marte sono presenti una miriade di asteroidi, i quali formano quella che è conosciuta come la principale della fascia di Kuiper.

Questa è una regione toroidale che si estende da Nettuno fino a Marte, ma la maggior parte degli asteroidi, tra cui alcuni protopianeti (quali Cerere, Vesta, Pallade e Igea), orbitano nella fascia principale, collocata tra Marte e Giove.

Le teorie sulla formazione di tale fascia sono diverse: la più accreditata afferma che essa si sia formata all’origine del Sistema Solare, a causa della forte attrazione gravitazionale esercitata da Giove sulle particelle di pulviscolo presenti, la quale non permetteva di aggregarsi e quindi di formare pianeti. Ed è sempre grazie a Giove, e alla sua forte attrazione gravitazionale, che gli asteroidi non giungono facilmente sul pianeta Terra. Giove, quindi, si presta ad essere quasi come un fratello maggiore che protegge il piccolo pianeta Terra.

Quindi tutti col naso all’insù, puntando il nostro sguardo verso il cielo, pronti a godere di uno spettacolo unico e irripetibile.

Giovanni Gallo

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