Il discorso di Chaplin: Il grande dittatore e l’umanità perduta

“Tutti noi esseri umani dovremmo unirci, aiutarci sempre, dovremmo godere della felicità del prossimo” (Il grande dittatore)

Da un paio di giorni, sui nostri social e sulle nostre televisioni, è comparso lo spot di una nota marca di caffè con il monologo di Charlie Chaplin (1889-1977) tratto dal film Il Grande Dittatore, scritto, ideato e interpretato dallo stesso Chaplin. In meno di un giorno il discorso è diventato virale, nonostante il film sia molto datato. Ma per quale motivo?

Fonte: il sicilia.it

Possiamo dire che a distanza di 80 anni le parole di Chaplin sono più attuali che mai, soprattutto per questo momento difficile che ogni singolo individuo sta vivendo: siamo tutti accomunati, nessuno escluso!

Durante questa pandemia l’odio si è amplificato, la società invece di diventare più solidale è diventata ancor più cinica. Il nostro mondo si è diviso ed ha prevalso il senso di nazionalismo, piuttosto che il senso di umanità.

” Promettendo queste cose i bruti sono saliti al potere. Mentivano: non hanno mantenuto quella promessa e mai lo faranno. I dittatori forse sono liberi perché rendono schiavo il popolo, allora combattiamo per quelle promesse, combattiamo per liberare il mondo eliminando confini e barriere, l’avidità, l’odio e l’intolleranza, combattiamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati uniamoci in nome della democrazia.”

Lo abbiamo notato quando il mondo ha cominciato a denigrare il popolo cinese, quando le persone si azzuffavano al supermercato per paura di rimanere senza cibo,  quando c’è stato un aumento di abbandono di animali; e ancora lo abbiamo notato quando si è preferito lasciare morire in mare i migranti piuttosto che ospitarli, quando si è preferito rischiare la vita degli altri per il proprio egoismo. Lo stiamo notando in questi giorni, con l’ondata d’odio riversata su Silvia Romano.

Platone dichiarò che la democrazia potrà esistere solo quando il popolo sarà evoluto; la democrazia non è solo un regime politico ma è anche solidarietà verso il prossimo ed uguaglianza.

Ecco perché il discorso di Chaplin è più attuale che mai. Come durante la seconda guerra mondiale, il mondo si è di nuovo spaccato: ma non in due schieramenti come allora, in tanti piccoli pezzi che abbiamo creato noi in modo indiretto. Prendendo in prestito le parole del celebre filosofo Z.Bauman: “siamo individui che vivono nella solitudine che noi stessi abbiamo creato”

“Non odiarci e disprezzarci l’un all’altro. In questo mondo c’è posto per tutti” (Il grande dittatore)

 

Fonte: The Wire

Il grande dittatore

Il film statunitense risale al 1940 e fu ideato e scritto da Charlie Chaplin. Uscì dunque un’anno dopo lo scoppio della II guerra mondiale (in Italia solo nel 1946), tra i periodi più bui che la nostra umanità ha vissuto. Candidato a ben cinque premi oscar, il lungometraggio ha rappresentato uno dei più grandi capolavori di Chaplin, iscritto di dovere all’albo dei più grandi film della storia del cinema. Il film è una parodia su Adolf Hitler e sul nazismo: mette in luce in chiave ironica gli aspetti più grotteschi di quell’orrore che ha piegato il genere umano. Il grande George Orwell definì il film di Chaplin con queste parole: 

Più che in qualunque trovata comica, credo che il fascino di Chaplin stia nella sua capacità di riaffermare la verità – soffocata dal fascismo e anche, fatto piuttosto comico, dal socialismo – che vox populi è uguale a vox Dei e che i giganti sono vermiciattoli.

Alessia Orsa

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