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L’Europa verso un “lockdown light”: come stanno affrontando questa seconda ondata i principali Paesi UE

Tutta Europa gradualmente sta richiudendosi come a marzo.

L’impennata nel numero dei contagi delle ultime due settimane rischia di vanificare gli sforzi e i sacrifici che i cittadini europei hanno affrontato dall’inizio di quest’anno e il rischio di un secondo lockdown, totale e generalizzato, si fa sempre più incombente. Tale misura, osteggiata dalle opposizioni e mitigata dalle limitazioni degli ultimi dpcm, sembra essere un’extrema ratio a cui il nostro capo dell’esecutivo ancora non vuole ricorrere preferendo aspettare che i risultati delle misure adottate negli scorsi giorni si palesino.

Dove però le misure di prevenzione e sanificazione già precedentemente in vigore non sono riuscite a rallentare la curva dei contagi ecco che l’intensificazione delle misure di restrizione si è resa necessaria. Solo nel vecchio continente le proiezioni del numero dei contagi hanno raggiunto stime viste precedentemente solamente a marzo: in Francia vi sono 1 milione e 279 mila contagi, in Spagna 1 milione e 136 mila, mentre in Italia e Germania sono a 616.595 mila e 479mila casi. Obiettivo dichiarato di questi quattro Paesi è quello di domare la curva ed eventualmente allentare la stretta nel periodo natalizio in modo tale da non rallentare ulteriormente la ricrescita economica.

fonte: il Corriere della Sera

Francia

Mercoledì sera il presidente Macron ha parlato alla nazione spiegando come dinanzi al peggioramento «esponenziale» della pandemia le misure attualmente in vigore, sebbene utili, non siano più sufficienti.

Un nuovo lockdown nazionale, della durata di un mese, che partirà oggi e durerà fino a dicembre, si è reso necessario per evitare scenari ben più catastrofici. Le scuole resteranno aperte, mentre le attività universitarie subiranno delle restrizioni. Resteranno aperti uffici pubblici, aziende agricole ed alcune fabbriche ma tutti quelli che potranno rimanere a casa grazie allo smart working dovranno farlo. Si potrà uscire solo per andare al lavoro o fare la spesa, con l’autocertificazione. L’obbligo di mascherina viene esteso anche all’interno della propria abitazione se ci si trova in presenza di familiari. Infine, è disposta la chiusura di tutti i bar e ristoranti così come per i negozi.

fonte: Huffington Post

Germania

Per contrastare la diffusione del virus la cancelliera tedesca Angela Merkel ha disposto, d’accordo con i presidenti dei Land, un “lockdown light“. Dal 2 novembre e per almeno un mese i cinema, i teatri, le palestre e altri luoghi di aggregazione sociale rimarranno chiusi. Bar e ristoranti continueranno a lavorare ma solo per il servizio d’asporto. Rimarranno aperti invece i negozi, che dovranno adottare nuove misure di distanziamento: un cliente ogni 10 metri quadrati. Così come in Francia anche in Germania le scuole resteranno aperte. Nei luoghi pubblici inoltre non potranno incontrarsi più di due nuclei abitativi e riunirsi sarà possibile fino a un massimo di 10 persone.

Spagna

Misure di contenimento sono state adottate anche nel paese iberico ma per il momento soltanto a livello regionale. Il premier Pedro Sanchez ha prolungato lo stato d’emergenza di ulteriori sei mesi consentendo però alle regioni di decidere autonomamente se chiudere i confini. Al momento sono sette le regioni che hanno optato per tale misura. Inoltre è attualmente previsto un coprifuoco nazionale dalle 23 della sera alle 6 della mattina successiva. Limitate le riunioni gli incontri, con al massimo sei persone, a meno che non siano conviventi. A Madrid, per fronteggiare i focolai nelle zone più povere, sono state disposte misure restrittive straordinarie per 850 mila persone per 14 giorni. Non è ancora un nuovo lockdown, ma qualcosa che ci assomiglia. Si potrà uscire di casa solo per lavorare, studiare, fare la spesa, e curare le persone malate. Per le strade e alle fermate dei mezzi pubblici ci saranno controlli da parte delle forze dell’ordine e in caso di violazione verranno erogate multe dai 600 euro in su.

Italia

Nel frattempo anche in Italia, che solo ieri ha sfiorato quota 27 mila nuovi contagi, si comincia a sentire l’eco di nuove restrizioni che non escludono un nuovo lockdown.

Si sta, infatti procedendo verso il temuto “scenario 4” prospettato dall’ISS nel documento del 12 ottobre, ovvero una condizione “Situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo“, dove l’impennata dell’indice di trasmissibilità (RT) supererebbe le soglie del 1,5% in tutte le regioni, provocando difficoltà nell’individuazione di nuovi casi e il collasso delle strutture sanitarie.

Tutte premesse, dunque, che prevederebbero come unica soluzione la limitazione degli spostamenti attraverso la chiusura del comuni e delle regioni

uno scenario di questo tipo potrebbe portare rapidamente a una numerosità di casi elevata e chiari segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali – si legge nel documento – senza la possibilità di tracciare l’origine dei nuovi casi. La crescita del numero di casi potrebbe comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali entro 1-1,5 mesi, a meno che l’epidemia non si diffonda prevalentemente tra le classi di età più giovani, come osservato nel periodo luglio-agosto 2020, e si riuscisse a proteggere le categorie più fragili (es. gli anziani). A questo proposito, si rimarca che appare piuttosto improbabile riuscire a proteggere le categorie più fragili in presenza di un’epidemia caratterizzata da questi valori di trasmissibilità.”

Filippo Giletto

 

di Redazione Attualità

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