(fonte: scenarieconomici)

Firmato il RCEP in Asia: la più grande area economica free trade

Domenica 15 novembre è nata la Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP), l’area economica di libero mercato più grande del mondo. 15 paesi che producono 1/3 del Pil mondiale e in cui vive 1/3 dell’umanità.

(fonte: La Repubblica)

«Nelle attuali circostanze globali, il fatto che l’RCEP sia stato firmato dopo otto anni di negoziati porta un raggio di luce e di speranza tra le nuvole», ha detto il premier cinese Li Keqiang dopo la firma virtuale.

Gli Obbiettivi dell’Accordo

La firma sull’accordo arriva mentre venti di scissione mettono a dura prova la tenuta dell’Unione Europea, e gli Stati Uniti rispolverano la loro vecchia politica protezionista; arriva, soprattutto, nel mezzo della profonda crisi economica causata dall’epidemia di Covid-19. Molti stati firmatari, infatti, stanno ancora combattendo il coronavirus e sperano che il RCEP li aiuti ad attutire i costi della pandemia.

Il RCEP mira a creare una gigantesca area di libero scambio tra i dieci stati dell’ASEAN (Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico) – Indonesia, Thailandia, Singapore, Malesia, Filippine, Vietnam, Birmania, Cambogia, Laos e Brunei – e Cina, Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda.

Inizialmente le nazioni aderenti al negoziato commerciale erano 16, ma l’India ha deciso di uscire dalle negoziazioni per il timore che l’accordo potesse danneggiare la sua economia interna, a causa delle merci cinesi a basso costo; mantiene comunque la possibilità di aderire a questo accordo in un secondo momento.

I Benefici dell’Accordo

  • Tutte le nazioni firmatarie otterranno dei benefici netti: la progressiva eliminazione delle barriere doganali permetterà la riduzione, fino all’azzeramento, dei dazi sui beni, garantendo una maggior semplicità degli scambi.
  • L’accordo commerciale introdurrà anche una maggiore trasparenza negli scambi commerciali, non solo sui beni, ma anche nello spostamento di fondi destinati agli investimenti.
  • Assicurata la cooperazione tecnica e commerciale, tra cui il commercio elettronico, che verrà costruita sulle collaborazioni già oggi esistenti e servirà a massimizzare i benefici per le nazioni coinvolte.
  • L’accordo include anche la proprietà intellettuale, ma esclude tutto ciò che riguarda la protezione dei lavoratori e dell’ambiente.
  • Più complicato è il capitolo della competizione internazionale dato che dovranno decadere le pratiche anti-competitive a danno delle aziende straniere, per favorire così la competizione commerciale.
    (fonte: Euronews)

La conformità agli Accordi Internazionali

  • Il RCEP nasce in linea con i maggiori accordi internazionali legati al commercio e agli accordi doganali: viene infatti sancito, nelle linee guida e dei principi dell’accordo, il rispetto del WTO, GATT e del GATS.
  • Andrà a sostituire i numerosi accordi bilaterali di collaborazione tecnica e commerciale che sono stati firmati dall’ASEAN nel corso della sua esistenza.
  • Sarà anche la prima regione commerciale intercontinentale a vedere la luce, dal momento che il trattato per il libero commercio dei beni e servizi tra Ue, Usa e Canada è fallito miseramente (TTIP).

Questo patto commerciale è visto da molti come un mezzo per la Cina di espandere la propria influenza nella regione e stabilire le regole, dopo anni di passività da parte degli Stati Uniti durante la presidenza di Donald Trump.

Nel gennaio 2017, quest’ultimo aveva ritirato il suo paese dal grande progetto concorrente, il Trans-Pacific Free Trade Treaty (TPP), promosso dal suo predecessore, Barack Obama.

 

Manuel De Vita

di Redazione Attualità

Rubrica di long form journalism; approfondimento a portata di studente sulle questioni sociali, politiche ed economiche dall’Italia e dal mondo.

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