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La regina Elisabetta si vaccinerà con il Pfizer-BioNTech. Tutta la famiglia reale per lotta “coraggiosa” ai no vax

L’Inghilterra sceglie Pfizer per le prime vaccinazioni in arrivo già a dicembre (fonte: ilfaroonline.it)

L‘Inghilterra si accinge ad avviare l’ “Operazione Courageous” (coraggiosa), contro negazionisti, no vax e per incoraggiare le persone a vaccinarsi. Persino i reali della casata Windsor si schiereranno in prima fila a sostegno della campagna nazionale di vaccinazione. L’Inghilterra si sta preparando a somministrare il vaccino Pfizer-BioNTech, sin dai prossimi giorni di dicembre, prima di molti Paesi del mondo. Si teme che, proprio a causa della disinformazione e della paura di eventuali gravi effetti collaterali – dovuta principalmente alla relativa celerità in cui la cura è stata trovata – un’ampia percentuale di popolazione potrebbe rifiutare l’iniezione. Una lotta che, però, potrebbe esser vinta grazie all’esposizione di figure molto in vista. Chi meglio, dunque, della regina Elisabetta per riuscire nell’intento?

I sovrani si sottoporranno al vaccino, ma non per favoritismi

La sovrana e il marito Filippo, rispettivamente 94 e 99, rientrano tra i soggetti più a rischio. La Gran Bretagna ha dato il via libera alla somministrazione del vaccino Pfizer-BioNTech a favore, innanzitutto, delle persone più anziane e vulnerabili. Dopo gli ospiti delle case di cura e chi li assiste, gli over 80 e gli operatori sanitari in prima linea, nei piani del governo di Londra saranno le seconde categorie a ricevere il farmaco. Cinquanta ospedali hanno già ricevuto il vaccino, mentre i medici di base dovrebbero riceverle a partire dal 14 dicembre 2020.

Da un recente sondaggio, emerge che un britannico su tre si dice “unlikely” (incerto) a farsi vaccinare. Un numero ancora alto, ma che sta scendendo. Secondo i piani, il turno dei sovrani dovrebbe arrivare a fine gennaio, a prova di non avere una corsia preferenziale, ma di ricevere il farmaco per la loro anziana età. In ogni caso, secondo alcune indagini, comunque non sarebbero i tempi in cui ciò avverrà che fanno discutere, quanto l’annuncio pubblico.

Eppure, non è la prima volta che la regina Elisabetta si mette al servizio e a sostegno della scienza, lasciando da parte la riservatezza a cui è avvezza la famiglia reale e in generale tutti gli inglesi. Nel 1957, nel tentativo di dissipare le paure su eventuali effetti collaterali del vaccino contro la poliomelite, la sovrana infranse il protocollo reale sulla riservatezza, annunciando che al principe Carlo e la principessa Anna, allora 8 e 6 anni, era stato sottoposto il farmaco.

(fonte: ilfattoquotidiano.it)

Reali e non solo contro i no vax

Tutto ciò rientra nella campagna Courageous, pensata proprio incoraggiare quante più persone possibile a vaccinarsi. Diverse figure in vista, si faranno vaccinare e renderanno pubblica la loro scelta proprio per contribuire.

Il primo ministro Boris Johnson sta pensando di farsi vaccinare in diretta tv. Avendo già avuto il covid, rientrerebbe, però, in una delle ultime fasce che riceveranno le proprie dosi, secondo il piano nazionale.

Le fonti assicurano che anche il principe Carlo e Camilla, 72 e 73 anni, renderanno pubblica la loro vaccinazione, così come il principe William e la moglie, duchessa di Cambridge, Kate. I due trentottenni dovranno, però, aspettare fino alla seconda distribuzione di vaccinazioni, per cui la data deve essere ancora fissata.

(fonte: tgcom24.mediaset.it)

Negli ultimi, mesi hanno dimostrato di esser pronti per prendere il loro posto sul trono. Videomessaggi istituzionali, incontri virtuali e uscite pubbliche con la mascherina sempre indosso, consapevoli dell’efficacia delle norme contro la diffusione dei contagi e, allo stesso tempo, per dare il buon esempio al riguardo. Hanno sostituito più volte la regina Elisabetta, costretta all’isolamento per evitare il contagio, rivelandosi all’altezza. Perciò avranno un ruolo importante nell’Operazione Courageous, che inizierà domani, martedì 8 dicembre.

Il principe William – ricordiamo – negli scorsi mesi si era contagiato e ha combattuto contro il coronavirus, tenendolo segreto fino a poco tempo fa. Pare abbia seguito da molto vicino e con vivo interesse la sperimentazione – arrivata ormai alle ultime fasi – del vaccino realizzato dal team dell’Università di Oxford, congratulandosi pubblicamente con i ricercatori e i medici dopo la visita ai laboratori di ricerca il mese scorso.

Non sappiamo se la popolazione di oggi possa farsi coinvolgere come quella degli anni ’50, convinta anche dall’esempio della regina Elisabetta, ma il governo inglese è deciso a non far vincere ignoranza e negazionismo ai danni della salute di milioni di cittadini.

Rita Bonaccurso

di Redazione Attualità

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