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Natale anti Covid: pronti per la campagna di vaccinazione e nuove restrizioni in arrivo

Le numerose scene di assembramenti a cui abbiamo assistito nell’ultimo fine settimana e l’aumento del rapporto tamponi-positivi sarebbero le cause di una rinnovata necessità da parte del Governo di imporre nuove misure restrittive in vista delle festività natalizie.

La riunione con le Regioni 

Già nella prima mattinata di oggi si è svolta la riunione con le Regioni, alle 12.30 quella con i capi delegazione. Alla prima presenti anche il ministro della salute Roberto Speranza, che ha ricordato l’efficacia dei risultati nelle zone rosse a discapito di quelle gialle. Presenti anche il commissario straordinario all’emergenza Coronavirus Domenico Arcuri e il direttore della Protezione civile, Angelo Borrelli. Ferma la posizione del presidente degli Affari regionali Boccia:

“La decisione che si aspetta riguarda tre giorni, ovvero 25, 26 e 31 dicembre, tutto il resto del periodo è già sottoposto a prescrizioni molto chiare. Ritengo che dalle giornate prefestive fino al 6-7 gennaio sia più utile chiudere per tutti. Vogliamo chiudere il più possibile. La mia posizione e quella di Speranza sono note, vogliamo condividerle con le Regioni.”

Lazio, Friuli Venezia Giulia, Molise, Marche sono favorevoli alla posizione del governatore del Veneto Zaia che, nel corso della riunione, ha richiesto la zona rossa per tutta Italia fino all’Epifania tuonando: “Se non lo fa il governo, lo facciamo noi”. Continua poi: “Se non chiudiamo tutto adesso ci ritroveremo a gennaio a ripartire con un plateau troppo alto”. Posizione condivisa anche da Speranza e Boccia.

Gli assembramenti verificati negli ultimi giorni nelle maggiori città italiane hanno fatto preoccupare i vertici del Governo che stanno discutendo su ulteriori misure restrittive in vista delle vacanze natalizie. Fonte: Corriere.

Il Comitato tecnico scientifico

La linea di massima sicurezza rimane prerogativa fondamentale anche per il Comitato tecnico scientifico che tuttavia, nel documento presentato stamane, ribadisce la responsabilità della politica nella decisione ultima da compiere. Agostino Miozzi, medico e coordinatore del Cts in un’intervista al Messaggero afferma: “Bisogna capire che non esiste rapporto familiare sicuro, che un tampone negativo non basta per dare sicurezza sulla contagiosità”.

Alla luce di quanto affermato, Conte non ha lasciato dubbi sulle modifiche ulteriori da apportare in vista del Natale, rassicurando su un nuovo piano anti-Covid già predisposto.

“Il sistema delle regioni colorate sta funzionando, abbiamo evitato un lockdown generalizzato come in Germania. Con misure calibrate e ben circoscritte stiamo reggendo bene questa seconda ondata” ha osservato il Premier.

Le ipotesi: zona rossa o arancione?

Diverse le ipotesi sul tavolo. Il Governo potrebbe optare per un mini-lockdown dal 24 dicembre al 7 gennaio oppure solo nei giorni festivi (24-25-26-31 dicembre, 1-5-6 gennaio) sul modello del lockdown tedesco.

Nessuna decisione ufficiale è stata ancora presa. Alle 12.30 vertice di maggioranza per rivedere le soluzioni riguardo gli spostamenti tra piccoli comuni nelle giornate del 25 e 26 dicembre e 1 gennaio. All’incontro assente Italia Viva per via di un incontro della ministra Bellanova, che rientrerà solo in serata da Bruxelles dopo una conferenza sul Made in Italy agroalimentare.

Chiaro il punto di vista di Renzi che si dice pronto a sostenere le decisioni di governo purché si diano chiare e immediate disposizioni ai cittadini.

Sul vaccino

L’importanza “di essere pronti con i piani regionali” garantisce, secondo Speranza, anche la via più veloce verso la somministrazione del vaccino che, rispetto alle valutazioni fatte in precedenza, è pronto a partire addirittura con alcuni giorni di anticipo. Il ministro della Salute sui social afferma:

“Quella del vaccino covid è la sfida più importante dei prossimi mesi. L’Italia ha sempre lavorato perché il percorso di approvazione di Ema fosse al tempo stesso rigoroso, trasparente e veloce. È una buona notizia che tale processo possa completarsi già prima di Natale. Significherà che avremo finalmente a disposizione un vaccino efficace e sicuro. Ho proposto, insieme ai ministri di altri 7 Paesi Europei, tra cui Francia e Germania, che le vaccinazioni partano lo stesso giorno già nel mese di dicembre. Ci vuole ancora cautela e prudenza nei prossimi mesi, finché non avremo raggiunto una copertura vaccinale sufficiente, ma la strada è giusta e finalmente si vede la luce in fondo al tunnel”.

Il ministro della salute Roberto Speranza
“Finalmente si vede la luce in fondo al tunnel” afferma Roberto Speranza in un post Facebook dopo la notizia sui vaccini. Fonte: IVG.it

Segnali positivi anche dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen durante l’intervento alla plenaria del parlamento europeo: “Iniziamo quanto prima con la campagna di vaccinazione insieme, noi 27, iniziamo lo stesso giorno”. Continua poi il portavoce della commissione europea: “La Commissione è pronta a sostenere un inizio della vaccinazione nello stesso momento per tutti gli stati membri. Se l’Ema dà la sua raccomandazione positiva il 21 dicembre, la Commissione farà in modo di dare l’autorizzazione in due giorni ed è in contatto permanente con i Paesi membri per lanciare la campagna di vaccinazione il prima possibile”.

Alessia Vaccarella

 

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