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UK: diminuiscono i limiti per omosessuali e bisessuali che vogliono donare il sangue. Le ragioni storiche di una discriminazione sanitaria

Dal 2021 nel Regno Unito le persone omosessuali e bisessuali potranno donare il sangue più facilmente. Fino ad oggi infatti le donazioni potevano essere effettuate solamente mantenendo un periodo di astinenza di almeno tre mesi. Condizione quest’ultima che permane ma che potrà essere bypassata dimostrando di essere coinvolti in una relazione stabile. Stabilità che equivale ad una durata minima di tre mesi.

Campagna del NHS (National Health Service), fonte: GiveBlood

Ragioni storiche

Negli anni ’80 il Regno Unito proibì la donazione del sangue agli uomini omosessuali, bisessuali o in generale a tutti coloro che avessero avuto relazioni sessuali con altri uomini. La ragione di questo divieto fu lo scoppio dell’epidemia di HIV, malattia sessualmente trasmissibile che si diffondeva principalmente attraverso l’uso di siringhe infette e rapporti omosessuali maschili. Ragioni per le quali la percentuale di contagiati fosse sproporzionatamente maggiore tra gli utilizzatori abituali di eroina e gli uomini gay. Connubio che ha alimentato numerosi pregiudizi che resistono ancora oggi. Il permanere di tale divieto, accolto con favore negli anni ’80, in concomitanza col progresso scientifico e con una maggiore comprensione del quadro clinico di questa malattia è rimasto ampiamente inspiegabile. Per più di trent’anni un uomo che avesse mai avuto un rapporto sessuale con un altro uomo non poteva mai più donare sangue. Misura additata come omofoba e irrazionale, in particolare dalle associazioni LGBQT+.

Modifica nel 2011 e attuali limiti

La situazione è rimasta sostanzialmente immutata fino al 2011 quando venne introdotta una prima modifica. L’introduzione di un divieto avente durata limitata a tre mesi dall’ultima relazione omosessuale. Ma da marzo 2021 questo divieto sarà sostituito con una formulazione diversa. Tra le domande che verranno poste all’interno del questionario da compilare prima di donare il sangue sarà necessario indicare se si è coinvolti in una relazione stabile da almeno 3 mesi. Alternativamente, si dovrà dichiarare di essersi astenuti da rapporti omosessuali per la stessa quantità di tempo.

Grafico delle categorie di persone in cui è stato riscontrato l’HIV tra il 2007 e il 2016, fonte: Aidsmap

L’azione del FAIR e prima distinzione tra orientamento e comportamento

Due anni fa il governo del Regno Unito aveva chiesto un parere al FAIR (For the Assessment of Individualized Risk), un comitato composto da membri delle associazioni di donatori di sangue del Regno Unito, della sanità pubblica inglese, dell’Università di Nottingham e delle associazioni LGBT+.

Questo comitato ha stabilito che sebbene ci fossero degli obiettivi criteri per stabilire se vi fossero dei rischi oggettivi nella donazione del sangue da parte di un individuo, basarli sull’orientamento sessuale di quest’ultimo era una scelta palesemente discriminatoria.

Il Dipartimento di Salute e Assistenza Sociale ha accolto le raccomandazioni del comitato FAIR. Quest’ultimo aveva chiesto che ogni potenziale donatore venisse valutato, attraverso diversi criteri sanitari di rischio, su base individuale e non come appartenente a una determinata categoria definita dall’orientamento sessuale. Lo stesso segretario alla Salute pubblica britannico Matt Hancock (conservatore) ha definito la modifica della norma «un passo positivo e riconosce le persone per le azioni che intraprendono, piuttosto che per le loro preferenze sessuali».

Altra dichiarazione importante in merito è stata quella di Ethan Spibey, fondatore del gruppo attivista Freedom to Donate. Questo ha voluto sottolineare come per la prima volta si parli di comportamenti sessuali e non di sessualità, sottolineandone la differenza.

Il Segretario alla Salute pubblica britannico Matt Hancock, fonte: NewStatesman

 

La situazione in Italia

In Italia questo divieto ha cessato di sussistere da molto tempo. Per la precisione dal 18 aprile 2001, quando con l’entrata in vigore del decreto firmato dall’allora ministro della Sanità, Umberto Veronesi, veniva cancellato il divieto per gli omosessuali di donare il sangue. Una norma precedentemente imposta nel ’91 da un provvedimento dell’allora ministro Francesco De Lorenzo. Dal 2001 infatti non si chiede più, nei moduli da compilare prima del prelievo di sangue, la propria “non omosessualità”, ma ci si limita ai dati sullo stato di salute del donatore e su eventuali comportamenti sessuali a rischio.  

Filippo Giletto

di Redazione Attualità

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