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AlmaLaurea 2020: Report su “Laurea e Imprenditorialità” targate UniMe

Ecco il primo report sulla Laurea ed Imprenditorialità realizzato dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea per l’anno 2020.

Memori dell’ultimo report: “AlmaLaurea 2020: tasso di occupazione dei laureati UniMe al massimo storico“, in cui l’Ateneo Peloritano aveva già dimostrato a livello nazionale un aumento dell’employability, in quest’ultimo si è nuovamente distinto sulla propensione dei laureati ad intraprendere una attività imprenditoriale successivamente al completamento degli studi.

Il rapporto, realizzato su base nazionale, ha coinvolto oltre 2.900.000 neolaureati nel periodo che va dal 2004 al 2018, da cui poi sono stati ricavati i dati di studio di ogni singolo Ateneo membro del Consorzio.

AlmaLaurea ha affidato l’analisi al Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università di Bologna insieme alla collaborazione di Unioncamere. 

A livello nazionale, nei quattordici anni presi in studio, i neo-laureati hanno creato circa 236.000 nuove imprese o hanno acquisito partecipazioni nel capitale di circa 69.000 realtà aziendali esistenti.

Il risultato di UniMe

Nel particolare dell’Università di Messina sono stati analizzati:

  • 4.400 laureati (il 7,9% dei laureati totali nell’intervallo di tempo) che hanno creato una nuova impresa,
  • 987 soggetti che hanno acquisito quote in realtà già esistenti.

Il dato raggiunto si è rilevato alto per la media nazionale, a dimostrazione che i laureati dell’Università di Messina si mostrano creativi e pronti, con tutte le difficoltà che la realtà sicula impone, a cogliere le opportunità che il mercato offre. La conseguenza logica di questo è dimostrata dal fatto che i laureati a Messina, che decidono di partecipare in realtà imprenditoriali già esistenti (1.8%), sono in percentuale di meno rispetto alla media nazionale (2.3%), ma preferiscono sfide nuove ed accattivanti.
Altro dato rilevante, in linea con quello nazionale, riguarda la maggioranza di donne nella percentuale di imprenditori-laureati n (50.5% contro 49.5%), infatti le laureate sembrerebbero più propense ad assumere il rischio di impresa rispetto agli uomini.

I giovani laureati vogliono restare in Sicilia

Notabile è certamente anche la scelta della localizzazione geografica delle nuove attività imprenditoriali, circa il 94% delle nuove realtà sono localizzate in Sicilia o comunque nel sud Italia, esprimendo una tendenza del laureati di Messina a non abbandonare la loro terra di origine, ma a contribuire per la sua crescita del tessuto economico-sociale-produttivo.
In più la maggioranza dei laureati non sono figli di imprenditori/liberi professionisti quindi il background familiare non esercita così largamente nelle scelte dei neolaureati.

Un delegato del Rettore per AlmaLaurea –Prof. Maimone Ansaldo Patti– ha constatato che i corsi di laurea che favoriscono una carriera imprenditoriale-i corsi di indirizzo economico-statistico (27.0%), politico-sociale (13.7%) e giuridico (10.3%)- sono quelli da cui provengono maggiormente gli imprenditori, invece risulta sorprendente il fatto che il 10.2% provengano dai corsi di area medico/professioni sanitarie. Sono giovani professionisti che non hanno paura di rischiare e mettersi in gioco.

Questo studio offre un quadro nitido su “Laurea e Imprenditorialità” dell’Università di Messina: la percentuale di coloro che decidono di iniziare un’attività imprenditoriale (circa l’8%), anche se più alta della media nazionale, sembrerebbe un dato abbastanza basso se non tenessimo conto della letteratura scientifica di riferimento; quest’ultima infatti documenta che la maggioranza di attività imprenditoriali viene avviata da coloro che non hanno avuto accesso ai gradi più alti di istruzione, in particolare nei paesi sviluppati. Comprensibile dato che i laureati hanno la possibilità di ottenere un lavoro dipendente ben retribuito senza mettersi a rischio come neofiti in nuove attività imprenditoriali. Ne consegue che il risultato dell’ Università di Messina si pone in una posizione di rilievo rispetto al dato nazionale, dimostrando una notevole competitività.

Giuseppina Simona Della Valle

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