Immagini delle proteste dei cittadini cubani contro la crisi (fonte: ilfattoquotidiano.it)

A Cuba mancano le cure, ma anche il pane. Proteste come non accadeva da trent’anni

Immagini delle proteste dei cittadini cubani contro la crisi (fonte: ilfattoquotidiano.it)

A Cuba, terra passata alla storia per le sue vicende politiche, scoppia una forte reazione del popolo, come non si vedeva da circa trent’anni. La crisi legata alla pandemia sta devastando l’isola con contagi e decessi, ma anche con la fame che ne segue: mancano le cure, ma anche il pane.

Le proteste sono iniziate nella città di San Antonio de los Banos, a sud-ovest de L’Avana, per poi estendersi nell’isola, fino alla provincia orientale di Santiago de Cuba.

Le difficoltà economiche per la pandemia, le lunghe file per procurarsi generi di prima necessità e cibo, e la carenza di medicinali: questi i motivi che hanno fatto esplodere la rabbia, proprio nel giorno in cui a Cuba si è registrato un nuovo record giornaliero di contagi e morti per coronavirus (47 nuovi decessi e 6.923 infezioni).

Domenica 11 luglio, erano in migliaia nelle strade cubane a manifestare. “Patria e vita!” è il titolo di una canzone critica, scritta contro il governo ritenuto colpevole della crisi e intonata dai manifestanti, i quali alternavano gridi di “Abbasso la dittatura!” e “Non abbiamo paura!”.

Il popolo quindi, non solo, accusa il governo di inefficienza, ma anche di mascherare una vera e propria dittatura sotto il nome della repubblica.

 

La risposta del presidente cubano e la richiesta di aiuto del popolo cubano agli Usa

(fonte: ilfattoquotidiano.it)

Il presidente Miguel Diaz-Canel non ci sta e, anzi, ha apertamente dichiarato, in un primo momento, di esser convinto che dietro lo scoppio dei disordini ci siano gli Stati Uniti, chiamati in causa dai cittadini cubani per chiedere che venisse aperto un corridoio umanitario e permettere l’arrivo di aiuti.

A fare la richiesta di aiuti, sabato scorso, è stato un gruppo di oppositori, ma l’iniziativa ha trovato subito uno stop da parte del governo cubano che ha dichiarato che “i concetti di corridoio umanitario e aiuto umanitario sono associati alle aree di conflitto e non si applicano a Cuba”.

Di rimando, il presidente americano Joe Biden è intervenuto prontamente, lanciando un appello al governo cubano “perché ascolti il suo popolo e la sua chiara richiesta di libertà e di aiuto per la crisi legata alla pandemia”.

Diaz-Canel ha anche dichiarato:

 “Evidentemente, i 60 anni della rivoluzione cubana hanno dato loro (agli Usa, n.d.r.) molto fastidio, tanto da spingere (la Casa Bianca, n.d.r.) ad aumentare le pressioni nei nostri confronti”. – e poi ha sottolineato – “Hanno applicato un embargo ingiusto, criminale, crudele, di recente acuito, peggiorato, proprio durante la pandemia da coronavirus”. In questa strategia, ha proseguito, “c’è una perversità manifesta, c’è un blocco economico e azioni restrittive che non sono mai state adottate contro nessun altro Paese, neppure contro quelli che considerano i loro principali nemici”.

Dunque, secondo il presidente cubano, gli stessi Stati Uniti creerebbero ulteriori difficoltà per far sì che Cuba chieda proprio a loro aiuto. La pesantissima insinuazione è stata accompagnata da un’esortazione a revocare il blocco economico, finanziario e commerciale contro l’isola, così da dimostrare, se fosse realmente così, l’autenticità delle preoccupazioni per Cuba. Ha, inoltre, dichiarato di voler al più presto mettere fine alla situazione, senza che nessuno, dall’esterno, possa manipolarla, proprio per la convinzione della presenza di soggetti che starebbero sobillando i cittadini.

Ha poi respinto anche l’accusa di star mettendo in atto una dittatura, sostenendo che la popolazione riceve benefici sociali ed economici, possibili, secondo le sue parole, grazie al sistema socialista, difendendo, inoltre, le politiche economiche e quelle per contrastare il Covid-19 che sono stati sviluppati nonostante la mancanza di risorse causate dall’embargo economico in atto da quasi 60 anni.

 

Un’altra scintilla tra Usa e Russia

Biden ha risposto, come suddetto, a tutto ciò, sostenendo che le richieste dei cubani debbano essere accolte, in nome dei diritti umani fondamentali e universali, considerando “i decenni di repressione e di sofferenze economiche dovute a un regime autoritario” – come scritto in un comunicato stampa della Casa Bianca.

(fonte: ilfattoquotidiano.it)

Alle parole da Washington è arrivato un attacco, seppur velato, da parte della Russia ancora una volta contro gli Usa, avvertendoli di non procedere ad interferire nelle questioni interne dell’isola.

“Consideriamo inaccettabile che ci sia un’interferenza esterna negli affari interni di uno Stato sovrano o qualsiasi azione distruttiva che incoraggi la destabilizzazione della situazione sull’isola.” ha detto la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

Però, già nelle prime ore di lunedì, tramite il consigliere americano per la Sicurezza, Jake Sullivan, Washington si era dichiarata pronta a difendere “la libertà di espressione e di riunione a Cuba”, condannando “fermamente qualsiasi atto di violenza o volto a prendere di mira manifestanti pacifici che esercitano i loro diritti universali”.

Queste parole che hanno, così, scatenato la rabbia del ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez, rispondendo che Sullivan “non ha autorità politica e morale per parlare di Cuba”. Il ministro ha dichiarato, inoltre, che gli Usa avrebbero stanziato centinaia di milioni di dollari per la sovversione a Cuba, imponendo un embargo genocida, responsabile principale delle carenze economiche nell’isola, riprendendo così i sospetti del presidente Diaz-Canel.

 

Gli sviluppi nelle ultimissime ore

Si è verificato ciò che, forse, non ci si sarebbe mai aspettati: il presidente Diaz-Canel, per la prima volta, si è lasciato andare a un’autocritica, affermando che le carenze dell’esecutivo nella gestione dei problemi del Paese hanno avuto un ruolo decisivo nelle proteste di questa settimana. In un discorso televisivo, tenuto mercoledì sera, ha anche invitato i cubani a non agire con odio, in riferimento alle violenze dei giorni scorsi.

“Dobbiamo acquisire esperienza dai disordini. Dobbiamo anche fare un’analisi critica dei nostri problemi per agire e superare, ed evitare che si ripetano”. Ha, inoltre, aggiunto: “La nostra società non è una società che genera odio e quelle persone hanno agito con odio. Il sentimento dei cubani è un sentimento di solidarietà e queste persone hanno compiuto questi atti armati, con atti di vandalismo, urlando per la morte, pianificando di razziare luoghi pubblici, rompendo, rubando, lanciando pietre”. Queste parole di Diaz-Canel farebbero riferimento a quei soggetti repressi con veemenza, che ha detto di essere singole persone che nulla hanno a che fare con il popolo cubano in difficoltà. Sobillatori che starebbero mettendo in difficoltà il rapporto con gli Stati Uniti, da cui, alla fine, ha accettato l’arrivo di aiuti.

Dunque, è stato autorizzato l’ingresso temporaneo – annunciato, in televisione, il primo ministro Manuel Marrero – ma “senza limiti di generi alimentari, prodotti da toeletta e medicinali”, tutte merci che scarseggiano nel mercato nazionale, senza il pagamento di tariffe. Tali importazioni saranno consentite da lunedì prossimo, 19 luglio, fino al 31 dicembre 2021.

 

Rita Bonaccurso

di Martina Galletta

Nata dove c’è sempre il sole in quel di Messina nel lontano (sigh) 1996, sono studentessa magistrale in Metodi e Linguaggi del Giornalismo. Scrivo, racconto e fotografo tutto ciò che mi emoziona. Empatica per natura, ironica per scelta, cerco sempre di trovare il lato positivo in ogni situazione. Da amante dell’ignoto, mi piace spingermi oltre i miei limiti ed è così che è cominciata la mia avventura all'interno del mondo del giornalismo e della comunicazione, diventati oggi il mio lavoro. Nel 2016 approdo ad UniVersoMe, sperimentando diversi ruoli: speaker radio, fotografa, redattrice e, oggi (ancora?!), direttrice della rubrica di attualità.

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