Semi dell’uva: elisir di lunga vita

“ Nell’uva ci sono tre vinaccioli: uno di salute, uno di allegria e il terzo di follia… “
                                                                                                                          Anonimo

L’allegria e la follia sono due qualità facilmente attribuibili all’uva, ma è il primo vinacciolo a suscitare maggior curiosità, dal momento che per tutti il primo bene da proteggere è sicuramente la salute.
Dall’uva si ricava il vino, ma non solo questo. Sappiamo che l’uva è soprattutto un frutto unico, energizzante, mineralizzante, diuretico, lassativo e ben noto a tutti, ma non per tutti (dev’essere consumata con cautela da chi soffre di colite, ulcera e patologie renali).

  1. Le qualità dei semi dell’uva
  2. Quali sono i benefici?
  3. Effetti benefici del Resveratrolo
  4. Proprietà antitumorali del Resveratrolo
  5. Effetti benefici delle proantocianidine
  6. Relazione tra proantocianidina e obesità
  7. Conclusione

Le qualità dei semi dell’uva

I semi d’uva sono piccoli, croccanti e ricchi di proprietà benefiche per la salute. Purtroppo però, si tende facilmente a scartarli a causa della loro aroma amara o perché si crede che non siano mangiabili.
I semi di uva, definiti anche vinaccioli, sono commestibili, hanno un sapore neutro e vantano diverse proprietà per il nostro benessere.
Tutti possono usufruirne, consumarli e ottenere importanti benefici.

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Quali sono i benefici?

L’uva stimola tre importantissimi organi: fegato, reni e intestino. Inoltre, mantiene idratato il corpo, allevia stress, combatte osteoporosi, anemia, gotta, artrosi e tant’altro ancora!
Dunque, ciò che rende così “unica” l’uva, non è la polpa, tanto gradevole al palato, ma la buccia e i semi  preziosi dell’uva rossa o nera, perché più ricchi di resveratrolo e di proantocianidine .

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Effetti benefici del resveratrolo 

Il resveratrolo è un polifenolo (un vasto gruppo di sostanze organiche naturali) abbondante nella buccia e nei semi dell’uva. Le fonti alimentari includono anche bacche e arachidi.
Questa sostanza ha molte proprietà, inclusa l’attività contro la glicazione, lo stress ossidativo, l’infiammazione, la neurodegenerazione, diversi tipi di cancro e l’invecchiamento.
Poiché il resveratrolo è generalmente ben tollerato, si ritiene che sia una sostanza promettente nella
prevenzione di molte malattie, come il diabete e le sue complicanze.
Un esperimento ha misurato i suoi effetti su un modello di ratto diabetico con malattia coronarica, per esaltare la sua efficacia cardioprotettiva.
Ad un modello di ratto diabetico, a seguito di un dieta ipercalorica e ricca di grassi, è stato somministrato il resveratrolo e ne è venuto fuori la capacità di preservare il tessuto pancreatico, riducendo i livelli di glucosio e trigliceridi nel siero.
Da ciò ai deduce la capacità del resveratrolo di offrire effetti protettivi dei tessuti cardiovascolari.

Proprietà antitumorali del Resveratrolo

Alcuni studi in vitro e in vivo suggeriscono che il resveratrolo ha proprietà antitumorali grazie alla sua vasta gamma di attività, compresi gli effetti antiossidanti e la regolazione dell’espressione delle proteine ​​pro-apoptotiche (molecole alla base dello sviluppo del tumore).
È provato che riduce l’incidenza e lo sviluppo di vari tipi di cancro, come quello cervicale, pancreatico, gastrico, mammario e colon rettale.
Inoltre, mostra di avere un effetto protettivo sulle cellule normali, inducendo la morte nelle cellule tumorali. Questo può essere associato a diversi bersagli cellulari e vie metaboliche del resveratrolo nelle cellule sane e cancerose. 

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Effetti benefici delle proantocianidine

Le proantocianidine (GSPE), sempre presenti nei semi d’uva, sono dei veri e propri spazzini dei radicali liberi, ben più potenti delle vitamine E e C. La ricerca scientifica sostiene anche che le proantocianidine stimolano i follicoli piliferi favorendo la crescita dei capelli, prevenendo la carie dentale, l’obesità e regolando la pressione sanguigna, le funzioni vascolari. 

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Relazione tra proantocianidina e obesità 

Studiando la relazione tra proantocianidina e obesità, recenti studi hanno dimostrato una correlazione con l’abbassamento dei lipidi nel sangue, il miglioramento della flora intestinale, la regolazione del metabolismo e così via.
A tre gruppi di criceti è stata somministrata una dieta standard e a un altro è una dieta ricca di grassi e proantocianidine per 12 settimane. Dalla misurazione della glicemia, trigliceridi (TG), insulina, leptina e adiponectina è stato riscontrato che GSPE ha prevenuto l’aumento di zucchero nel sangue, TG, insulina e insulino-resistenza in una certa misura e ha ridotto l’insulinemia e la leptina del 16,5 e del 45%. Da ciò si deduce che il consumo a lungo termine di proantocianidine può ridurre lo sviluppo dell’obesità e intervenire sulle relative vie metaboliche migliorandone la secrezione di adipochine e lo stress ossidativo.

Conclusioni

L’assunzione di Proantocianidine e Resveratrolo porta tantissimi benefici, con una sensazione immediata di benessere.
Per esempio capita a tutti che, dopo aver trascorso troppe ore in piedi o seduti al lavoro, a fine giornata si abbia una sensazione di gonfiore e di pesantezza alle gambe.
Questo disturbo può essere alleviato proprio consumando i semi e la buccia dell’uva, un motivo in più per mangiarli anziché scartarli!
Sono molti i prodotti che utilizzano le proprietà benefiche dell’estratto di semi d’uva.
Sembra infatti che un unguento con estratto di semi  al 5% guarisca in minor tempo ferite anche da interventi chirurgici, mentre una crema con estratto al 2%  elasticizzi la pelle, ne migliori  la consistenza e ne riduca i segni dell’età.

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Sembra impossibile tutto questo, ma non dobbiamo meravigliarci se la natura  ci regala  alimenti le cui proprietà vogliono essere scoperte, poi  utilizzate con intelligenza e  nei limiti consentiti dalle avvertenze.

    Elena Fortuna

Bibliografia

https://ojs.ptbioch.edu.pl/index.php/abp/article/view/2749/1755
https://www.medscimonit.com/abstract/index/idArt/910996
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32114568/
https://academic.oup.com/jn/article/139/9/1801S/4670549
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7250358/
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7054588/

 

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