Polvere rossa da intonaco sulla marna bianca che ha deturpato la Scala dei Turchi ad Agrigento (fonte: ansa.it)

Scala dei Turchi, volontari ripuliscono la scogliera dalle macchie rosse. Il Procuratore di Agrigento: “Grazie a la meglio gioventù”

La Scala dei Turchi è stata ripulita da tecnici e decine di volontari dopo meno di 24 ore. La scogliera di marna bianca che si erge a picco sul mare lungo la costa di Realmonte, in provincia di Agrigento e candidata come patrimonio dell’Umanità dell’Unesco era stata imbratta da ignoti nella giornata di sabato. Per rimediare al danno, tecnici e volontari già dalle prime luci dell’alba di domenica hanno prima aspirato la polvere rossa per poi ripulire l’area con l’aiuto di una idropulitrice. “La Regione Siciliana – ha commentato il governatore Nello Musumeci – si è subito attivata, assieme al Comune, con le sue strutture sul territorio, per mettere in sicurezza la Scala dei Turchi e ripulire l’area danneggiata, dopo il vile atto di vandalismo”. Il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, ha commentato

Ripulire la Scala dei Turchi è una bella pagina della “meglio gioventù” siciliana

 

Scala dei Turchi deturpata con polvere rossa da intonaco. (fonte: fanpage.it)

Che cosa è successo alla Scala dei Turchi

La Scala dei Turchi di Realmonte si è ancora una volta trasformata in bersaglio di atti vandalici. Secondo i primi accertamenti eseguiti dai tecnici della Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento sembra che nella notte tra il 7 e l’8 Gennaio alcuni vandali abbiamo sparso della polvere di ossido di ferro, che si colora di rosso a contatto con l’acqua e diventa liquida come vernice. Il tutto è avvenuto in un’area limitata all’accesso dei non addetti proprio per salvaguardare un bene a rischio idrogeologico e candidato a divenire patrimonio Unesco dal 2007.

Nel frattempo la procura di Agrigento ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per danneggiamento di beni avente valore paesaggistico e sono stati disposti esami sul materiale e indagini sulle rivendite dei materiali usati per risalire ai possibili responsabili.

Il contenzioso giudiziario e la querelle

La Scala dei Turchi in passato è stata al centro di un lungo contenzioso giudiziario, tra il Comune di Realmonte e il proprietario di alcune particelle catastali, Ferdinando Sciabbarrà, che aveva portato anche al sequestro del sito da parte della magistratura. Sciabbarrà, nonostante una multa di quasi 10mila euro e un’inchiesta penale nei suoi confronti per occupazione di suolo demaniale e violazioni in materia di sicurezza e tutela di beni ambientali, si è visto restituire una parte della scogliera dal giudice che ha riconosciuto le sue ragioni. Di recente tramite i suoi legali si è dichiarato disposto anche a cedere il bene a condizione che diventi una riserva naturale. Un’altra ipotesi è che la Scala dei Turchi venga acquisita direttamente al patrimonio della Regione “impegnata da qualche anno assieme ad altre istituzioni – come ha sottolineato il presidente Nello Musumeci -, nella tutela e nella salvaguardia dell’integrità di questo meraviglioso angolo della Sicilia”.

Due anni fa la Scala dei Turchi fu al centro di una singolare querelle: il Comune di Realmonte ipotizzava di cedere i diritti d’immagine del bene ambientale. La bozza pervenuta al primo cittadino prevedeva che il comune in cambio della proprietà piena della Scala dei Turchi avrebbe concesso per settant’anni il 70% dei “diritti d’immagine” ai privati per servizi giornalistici, cinematografici e pubblicitari che riprendono quel tratto della collina di marna.

Polvere rossa da intonaco sulla marna bianca che ha deturpato la Scala dei Turchi ad Agrigento (fonte: ansa.it)

La Scala dei Turchi, meta del turismo internazionale

Descritta in modo vivido da Camilleri ne “La prima indagine di Montalbano”, cantata da Colapesce e Di Martino in “Luna araba” e raccontata da Giuseppe Tornatore in “Malena”e da Pif in “In guerra per amore”, la Scala dei Turchi è meta turistica da 700mila visitatori internazionali annuali. Prende il nome dai pirati Saraceni, impropriamente chiamati Turchi dalle popolazioni locali, che nel ‘500 usavano approdare sulla particolare formazione rocciosa per saccheggiare i villaggi della costa come l’attuale Realmonte.

“Il profilo della parte più alta della collina di marna candida s’incideva contro l’azzurro del cielo terso, senza una nuvola, ed era incoronato da siepi di un verde intenso. Nella parte più bassa, la punta formata dagli ultimi gradoni che sprofondavano nel blu chiaro del mare, pigliata in pieno dal sole, si tingeva, sbrilluccicando, di sfumature che tiravano al rosa carrico. Invece la zona più arretrata del costone poggiava tutta sul giallo della rina” (Camilleri)

 

Elidia Trifirò 

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