Ospedali Covid sotto pressione a Hong Kong (fonte: today.it)

Coronavirus, Hong Kong travolta da una grave ondata di contagi. È la peggiore dall’inizio della pandemia

Da diverse settimane, l’ex colonia britannica fa i conti con un importante aumento della curva dei contagi in meno di tre mesi dall’arrivo di Omicron, variante altamente trasmissibile. Gli ospedali sono sotto forte pressione, con i reparti pieni e pazienti lasciati nei corridoi spesso senza la possibilità di ricevere cure adeguate. Gli obitori, inoltre, sono pieni al punto che le autorità hanno fatto ricorso massiccio ai container refrigerati: infatti, l’emergenza riguarda anche la carenza di bare le cui scorte si esauriranno nel weekend. La governatrice Carrie Lam ha riconosciuto il problema, assicurando che due spedizioni di bare arriveranno molto presto dalla Cina.

 

fonte: ilfattoquotidiano.it

Il numero dei casi e dei decessi

In meno di tre mesi dalla circolazione della variante, Hong Kong ha registrato quasi un milione di infezioni e oltre 4.600 decessi, la maggior parte è concentrata nella popolazione anziana non vaccinata. In media, nell’ultima settimana, i casi positivi rilevati a Hong Kong ogni giorno sono stati 2.300 per milione di persone, contro i circa 900 per milione in Italia.

Dall’inizio della nuova ondata, che si era avviata lentamente alla fine di dicembre, sono stati rilevati 740mila casi a Hong Kong, ma secondo analisti e osservatori il dato sottostima grandemente l’entità del contagio. Un altro dato decisamente preoccupante è il numero dei decessi. Infatti, si stima che nell’ultima settimana a Hong Kong sono morte in media circa 285 persone al giorno, uno dei tassi più alti di tutto il mondo. In Italia i decessi sono stati in media 140 al giorno negli ultimi sette giorni, anche a causa di un nuovo aumento dei casi positivi da fine febbraio.

 

Grafico che dimostra la differenza tra Hong Kong e l’Italia (fonte: ourworldindata.org)

 

L’Università di Hong Kong ha stimato che l’attuale ondata abbia finora causato almeno 3,6 milioni di infezioni: quasi metà della popolazione è stata quindi contagiata in pochi mesi.

Una situazione premeditata

È apparso già chiaro, a metà del mese di febbraio, che l’impatto sarebbe stato così forte da minacciare di sopraffare il sistema sanitario. Una situazione drammatica che aveva portato la governatrice Carrie Lam a una drastica decisione: ovvero l’obbligo per i 7,5 milioni di residenti della città a essere sottoposti a tre tamponi obbligatori. In merito a ciò, la governatrice disse che:

Coloro che rifiutano saranno ritenuti responsabili

Sul fronte delle restrizioni, invece, era stata decisa la chiusura delle scuole, di diverse attività commerciali come palestre, bar e saloni di bellezza fino alla fine di aprile, e inoltre, sono stati vietati fino al 20 aprile i voli provenienti da nove Paesi, tra cui Gran Bretagna e Stati Uniti.

 

La governatrice Carrie Lam (fonte: ilfattoquotidiano.it)

 

Le accuse dei medici e le informazioni confusionarie del governo

I medici e il resto del personale sanitario attribuiscono l’emergenza sanitaria a una sostanziale impreparazione da parte del governo locale, che non aveva elaborato piani specifici per un eventuale aumento marcato dei casi, dedicando quasi tutti gli sforzi a mantenere le politiche “zero COVID”, un piano che prevedeva un maggiore ricorso ai test per la popolazione e l’apertura di nuove strutture per le quarantene. La scelta aveva del resto pagato in questi due anni di pandemia, con rari focolai che le autorità sanitarie erano riuscite a tenere sotto controllo, seppure imponendo a interi quartieri rigide regole di isolamento per settimane o mesi a seconda dei casi. Per giorni, le informazioni sono state frammentarie e in contraddizione tra loro, portando a una certa confusione e talvolta panico tra la popolazione.

Veduta aerea delle strutture temporanee per l’isolamento delle persone positive al coronavirus, nei pressi di Hong Kong – 11 marzo 2022 (fonte: poynter.org)

 

La soluzione proposta dal governo

A Hong Kong si era finora vaccinato solamente il 35 per cento della popolazione con più di 80 anni, una quota piuttosto bassa se si considera che nella popolazione generale sopra i 12 anni il tasso di completamente vaccinati è intorno all’80 per cento. La scarsa percentuale di grandi anziani con vaccino spiega in parte l’aumento dei decessi nelle ultime settimane, considerato che le persone anziane hanno rischi maggiori di sviluppare forme gravi di COVID che possono causare la morte.

A questo proposito, il governo di Hong Kong confida di cambiare le cose rilanciando la campagna di vaccinazione tra i più anziani, con varie iniziative compreso un aumento delle somministrazioni nelle case di cura e di riposo. L’iniziativa prevede che squadre di vaccinatori le visitino tutte entro la fine di questa settimana.

L’influenza della Cina sulla governance di Hong Kong

Hong Kong è una regione amministrativa speciale e mantiene numerose autonomie, ma subisce comunque un certo controllo da parte della Cina. Infatti, le modifiche alla “zero COVID” e l’intensificazione della campagna vaccinale sono derivate dalle forti pressioni da parte del governo centrale cinese, insoddisfatto sulla recente gestione dell’emergenza coronavirus. Lo stesso governo cinese nelle ultime settimane ha dovuto affrontare un importante aumento dei casi, con il più alto tasso di positivi dalle prime fasi della pandemia nel 2020. La vicina Shenzhen, infatti, è in lockdown con tutti i 17,5 milioni di residenti rinchiusi da lunedì delle proprie abitazioni a causa del riacutizzazione di Omicron nelle fabbriche e nei quartieri collegati all’ex colonia britannica.

 

Federico Ferrara

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