Fonte: repubblica.it

Incontro a Washington tra Joe Biden e Mario Draghi: Italia e USA più vicine di fronte alle nuove sfide

Un dialogo durato circa un’ora e quaranta minuti quello tra Mario Draghi e Joe Biden in cui viene ribadita la vicinanza tra Italia e USA soprattutto riguardo gli argomenti più caldi di questo periodo storico. Nella conferenza stampa che si è svolta a Washington, in occasione della prima visita ufficiale del Presidente del consiglio italiano alla Casa Bianca, i due leader hanno comunicato la volontà di continuare ad aiutare l’Ucraina al fine di raggiungere la tanto desiderata pace.

“Non c’è più un golia” Draghi propone il percorso per arrivare alla pace

«La guerra ha cambiato fisionomia: inizialmente si pensava ci fosse un Golia e un Davide, era un’impresa disperata che sembrava non riuscire. Oggi il panorama si è completamente capovolto. Non c’è più un Golia. La parte che sembrava invincibile non lo è più.»

Queste le parole di Mario Draghi nella conferenza di Washington. A distanza ormai di mesi dall’inizio del conflitto secondo il presidente del Consiglio lo scenario è totalmente diverso. Riferimento alla grande tenacia che l’Ucraina ha dimostrato nel difendere il proprio territorio, anche grazie alle armi inviate dall’occidente. l’Ucraina a questo punto sembra aver guadagnato una posizione negoziale sufficiente – secondo Mario Draghi – per arrivare alla pace seguendo la via diplomatica. Risolvere il conflitto però non è semplice ed è necessario uno sforzo:

«Tutte la parti, e in particolare Russia e Stati Uniti, devono fare lo sforzo di sedersi a un tavolo

La possibile risoluzione delle ostilità dipende anche dalla volontà delle due superpotenze. Tuttavia sia Draghi sia successivamente Biden hanno ribadito:

«Deve essere una pace che vuole l’Ucraina, non una pace imposta da altri né tantomeno dagli alleati. Kiev deve essere l’attore principale, altrimenti sarà un disastro.»

Quindi per quanto gli Stati Uniti e le altre nazioni alleate possano svolgere un ruolo rilevante la pace deve essere ottenuta principalmente dall’Ucraina.

Incontro Draghi-Biden. Fonte: tg24.sky.it

“Evitare una crisi alimentare” il primo passo per il riavvicinamento delle parti in conflitto

«Come possiamo mettere fine a queste atrocità? Come possiamo arrivare a un cessate il fuoco? Come possiamo promuovere dei negoziati credibili per costruire una pace duratura? Al momento è difficile avere risposte, ma dobbiamo interrogarci seriamente su queste domande.»

Per Mario Draghi la diplomazia è la via prediletta per il raggiungimento della pace ma egli riconosce anche che è una via ancora difficilmente percorribile. Una delle soluzioni potrebbe essere spingere le parti in conflitto ad avvicinarsi, a piccoli passi. Raggiungere degli accordi su alcuni temi di uno spessore molto ampio, come ad esempio il permettere l’esportazione di grano dall’Ucraina ai paesi più poveri del mondo. Queste le dichiarazioni del presidente del Consiglio:

«Lo sblocco dei porti dell’Ucraina da parte delle forze russe per lasciar partire le navi cariche di grano verso i Paesi più poveri del mondo, scongiurando così una crisi umanitaria causata dalla scarsità alimentare può essere un primo esempio di dialogo che si costruisce tra le due parti in conflitto per salvare decine di milioni di persone.»

La questione energetica, possibile tetto al prezzo del petrolio e del gas

Tra i temi più importanti del dialogo tra Biden e Draghi c’è sicuramente la questione energetica.

«Il tetto al prezzo del gas ridurrebbe in parte i finanziamenti che l’Europa dà a Putin per la guerra. Stesso discorso per il petrolio a livello mondiale, si potrebbe creare un cartello dei compratori. Oppure, più preferibile per il petrolio, persuadere l’Opec e i grandi produttori ad aumentare la produzione, su entrambe le strade bisogna lavorare molto.»

Stando alle parole del presidente del Consiglio in conferenza stampa il presidente degli Stati Uniti avrebbe “accolto con favore” l’ipotesi di un tetto al prezzo del gas. Anche se gli USA sembrerebbero indirizzati più verso il tetto al prezzo del petrolio.

Per Draghi inoltre il problema energetico esiste indipendentemente dalla guerra in corso. In particolare la questione

«si è venuta ad aggravare un anno e mezzo prima della guerra. L’attuale funzionamento dei mercati non va, perché i prezzi non hanno alcuna relazione con la domanda e l’offerta. E’ una situazione che va affrontata insieme, l’Italia è molto attiva nel diminuire la dipendenza da gas.»

Italia e Stati Uniti, una vicinanza solida e necessaria

Riguardo l’incontro con il presidente USA, Draghi ha dichiarato:

«L’incontro è andato molto bene. Biden ha ringraziato l’Italia come partner forte, alleato affidabile, interlocutore, credibile e io l’ho ringraziato per il ruolo di leadership in questa crisi e la grande collaborazione che c’è stata con tutti gli alleati.»

Le parole, i gesti, gli atteggiamenti da parte dei due leader fanno emergere un’importante realtà: l’alleanza tra Italia e Stati Uniti è salda come mai lo è stata negli ultimi anni. Alcuni però tendono a criticare questo atteggiamento da parte del governo, accusandolo di essere troppo omologato, soprattutto per le scelte riguardo la guerra, agli USA. Non vi è però alcun dubbio che riguardi l’importanza di incontri come quello appena accaduto. Il dialogo, soprattutto se svolto in termini pacifici e non conflittuali, porta ad un confronto di idee e di conseguenza ad una crescita.

Francesco Pullella

di Redazione Attualità

Rubrica di long form journalism; approfondimento a portata di studente sulle questioni sociali, politiche ed economiche dall’Italia e dal mondo.

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