La comunicazione è spesso ingarbugliata

Dagli studenti, per gli studenti: La comunicazione umana

La comunicazione umana è un ambito di studio approfondito da, relativamente poco, dalla scienza. L’interesse si è venuto a creare davvero alla nascita dei regimi dittatoriali nel 900, con l’arrivo della comunicazione di massa: i suoi effetti catastrofici hanno suscitato l’interesse degli studiosi per capire come fosse possibile coercere intere popolazioni nel credere ad un’unica narrazione.
Ma partiamo dalle basi.

Indice dei contenuti

I mattoni del discorso

La comunicazione umana consiste in uno scambio di informazioni tra due interlocutori: quella informazione è costituita da “Bit“, ovvero singole unità che rappresentano una differenza contenuta in un evento tra due stati possibili (uno zero ed un uno); più Bit contiene un messaggio, maggiore è la quantità di informazione che trasmette; queste informazioni si uniscono poi alle aspettative e al contesto culturale di chi le riceve, e acquisiscono significato.
I primi studi sulla comunicazione hanno interpretato queste varianti in maniera semplice e schematica, come nel modello del pacco postale di Shannon, noto anche come teoria matematica della comunicazione. Questa ha al suo interno un processo lineare di scambio tra due interlocutori: una sorgente, un destinatario, due apparati, uno ricevente uno trasmittente ed un messaggio trasmesso tramite un canale in cui è presente un rumore di disturbo. È un modello basato sulla comunicazione telefonica, utile solo a migliorare quella, e non presenta nessun elemento della effettiva comunicazione complessa.

Modello del pacco postale. Fonte

Più variabili

Un idea complessa della comunicazione umana parte dallo studio di tre particolari elementi: sintassi, semantica, pragmatica.
A questi elementi si aggiunge poi la natura continua della comunicazione, senza un inizio ed una fine. Gli sviluppi della cibernetica (grazie alla quale sono entrati in comunicazione concetti come quello di feedback ed entropia nei sistemi complessi, propri di altre scienze) e gli studi della corrente nota come Scuola di Palo Alto hanno inserito variabili in comunicazione che hanno reso il discorso umano ancora più complesso: la comunicazione è un processo continuo, non intenzionale, con una continua trasformazione di simboli e significati.

La verbalità

Passando ora alla comunicazione interpersonale, in particolare, bisogna parlare di quei linguaggi codificati e di quelli non codificati, chiamati anche digitali ed analogici. Ogni linguaggio è poi composto dai segni formati, a loro volta, da significante e significato oltre che divisi in indici, icone e simboli.
Come detto prima, ad ognuno di questi elementi vive in rapporto con il sociale, che costruisce e da cui viene costruito. Ciò porta alla consapevolezza che dietro al linguaggio esistono azioni più concrete: parliamo degli atti, locutori, perlocutori e illocutori.

I 5 assiomi di Palo Alto. Fonte

La comunicazione umana comprende poi, anche la verbalità ed anche possiamo dividere tra: sistema paralinguistico, vocale non verbale; sistema cinesico, che comprende tutta la mimica corporea; e la prossemica, entrando nella gestione dello spazio personale.

Come interpretiamo noi e gli altri?

Tutti questi elementi, fanno parte della sinfonia comunicativa umana, spesso non comprensibile in tutte le sue parti e nella sua complessità. Il linguaggio comprende anche l’utilizzo dei pronomi di cortesia che comunicano differenze di status in maniera sempre diversa, in ogni cultura in cui ci si ritrova a studiarli.
La punteggiatura che diamo ad una particolare conversazione, che potremmo definire come la nostra interpretazione delle nostre ed altrui azioni, ci porta a non comprenderci l’un l’altro molto spesso, sia quando dobbiamo ascoltare persone a noi vicine, sia persone a noi lontane. E anche noi d’altronde non possiamo dire di capire il nostro comportamento del tutto: la metafora drammaturgica di Goofman ci aiuta proprio a capire questo, ovvero come ognuno di noi abbia una personalità di facciata, abbiti sia in ribalta che in un retroscena. La comunicazione tutta, secondo questa metafora, non è altro che una costruzione sociale.

Conclusioni

Capire la basi scientifiche della comunicazione umana, non aiuta soltanto gli scienziati o i sociologi. Aiuta anche noi a comprendere meglio il nostro comportamento e quello delle persone intorno a noi. Ed anche a capire come alla fine nonostante ci si senta spesso diversi, l’uno dall’altro si possa comunque riuscire a comprendersi. Viviamo in un sistema complesso ed indecifrabile: dietro ogni comportamento, gesto o parola, c’è sempre una ragione molto più grande di noi.

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