Frame del film "Gli spiriti dell'isola". Fonte: milano incontra

Waiting for Oscar 2023: Gli Spiriti dell’Isola

Gli spiriti dell’isola, fa entrare lo spettatore, quasi senza che egli se ne renda conto, nel microcosmo dell’isola e spinge alla riflessione. – Voto UVM: 4/5

 

Presentato alla mostra del cinema di Venezia nel settembre 2022 e distribuito nelle sale italiane dallo scorso due febbraio, Gli spiriti dell’isola è una delle pellicole  che sembra emergere maggiormente alla cerimonia degli Oscar 2023. Il film conta ben nove candidature, tra cui miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista a Colin Farrell, miglior attrice non protagonista a Kerry Condon e molti altri!

Gli spiriti dell’isola è ambientata sulla fittizia isoletta di Inisherin a occidente delle coste irlandesi. Poche case, un Pub dove gli isolani sono soliti trascorrere l’interminabile tempo libero, un sacerdote che approda sull’isola soltanto la domenica, un unico altero poliziotto e uno scemo del villaggio.
La regia è di Martin Mc Donagh (Tre manifesti ad Ebbing, Missouri), già vincitore di tre Laurence Awards. Samuel Beckett è il suo mentore, e proprio l’assurdo farà da padrone nel film.

Gli spiriti dell’isola: trama

Il lungometraggio ruota attorno alla frattura di due amici fraterni, Padriac, interpretato dal quantomai espressivo Colin Farrell (Animali fantastici e dove trovarli) e Colm, Brendan Gleeso, passato agli onori per il ruolo di Malocchio Moody nella saga di Harry Potter.

Entrambi di mezza età, il primo pastore e il secondo violinista, vivono da sempre sull’isola. D’improvviso il corpulento Colm decide di rompere l’amicizia con il “gentile” (così definito da tutti) Padriac. All’apparenza senza una ragione, spinto dall’insistente richiesta di una spiegazione l’uomo rivela di volersi dedicare alla musica, non vuole più passare i suoi ultimi anni a chiacchierare di cose vuote, inutili e noiose. A riguardo Colm riferisce di avere preso questa decisione dopo avere ascoltato il racconto di ciò che Padriac aveva trovato nelle feci della sua asinella. L’altro tenta  in vari goffi modi a ricucire lo strappo, ma Colm minaccia l’amputazione di un dito per ogni volta che gli verrà rivolta la parola.

Corre l’anno 1923 e sulla “terraferma” (così tutti i personaggi definiscono l’Irlanda) infuria una guerra civile tra lo Stato Libero che accetta un compromesso con l’Inghilterra e coloro che vogliono la totale indipendenza della Nazione. L’esistenza degli abitanti dell’isola è privilegiata direbbero alcuni, perché non è affatto toccata dalle brutture di una guerra fratricida. Di tanto in tanto qualcuno sente i colpi di artiglieria che scuotono la pace monotona dell’isoletta.

Gli spiriti dell'isola
Scena del film. Fonte: searchlight pictures

Colm e Padriac: amici nemici

Intorno ai due uomini,  ne Gli spiriti dell’isola sono presenti vari personaggi. Tra questi si ricordano alcuni avventori del Pub i quali fungono da silenzioso coro greco, che giudica con sguardi e atteggiamenti le azioni di Colm e Padriac. Una figura interessante è il poliziotto, un uomo violento con il figlio e autoritario, insieme  a  Dominic, il figlio di quest’ultimo, animo innocente visto come lo scemo del villaggio, vittima delle violenze e dei trastulli del padre.

L’irragionevole litigio tra i due sconquassa gli equilibri dell’isola ed è metafora dell’irragionevolezza dei conflitti familiari, dei ben più gravi conflitti fra fazioni o Nazioni.

Altro ruolo importante è rivestito dagli animali, in particolare il cane di Colm e l’asinella di Padriac. Compagni e testimoni delle vicende dei due rispecchiano alcune sfaccettature dei due uomini, entrambi animali fedeli e innocenti, l’asino rispecchia anche la testardaggine del padrone nel voler fare pace con l’amico. Il cane potrebbe rappresentare anche il lato in qualche modo avventuriero di Colm, che vorrebbe lasciare traccia di sé attraverso una sua composizione.

Due sono le figure femminili dell’isola, la pettegola negoziante e l’anziana e inquietante incarnazione delle Banshee. Quest’ultima, ingobbita, si aggira sull’isola predicendo sempre oscuri presagi e, per questo, viene derisa o evitata.

 

Gli spiriti dell'isola
Scena del film. Fonte: searchlight pictures

Un’amicizia “focosa”

E’ in un climax sempre più intenso che Gli spiriti dell’isola svela la vita su Inisherin. L’automutilazione di Colm, il quale lancerà le dita tagliate contro la porta dell’ormai ex amico è immagine dell’odio insensato che genera piccole e grandi contese. Altro aspetto focale è la morte dell’asina per via di una di queste dita. Ciò scatenerà la folle reazione di Padraic che arriverà a dare fuoco alla casa di Colm augurando a quest’ultimo di morire tra le fiamme, chiedendo però di lasciare il cane fuori dalla porta.

La minaccia del gesto avviene davanti a tutti al Pub, persino dinanzi allo stesso poliziotto, dipinto dallo stesso Padraic come un molestatore. Si perde ogni raziocinio e autocontrollo. Il pastore andrà davvero a bruciare la casa, di domenica alle due del pomeriggio come aveva annunciato.

Gli spiriti dell’isola come una tragedia greca

Il film da un inizio più umoristico si trasforma in un dramma grottesco che ricorda molto una tragedia greca: l’assurdità simbolica dell’automutilazione la caparbietà di Colm, simile a quella del Creonte Sofocleo, la guerra fratricida che getta nel caos l’isola.

Altro punto importante è che il film racconta l’amicizia, una delle tre forme d’amore per gli antichi greci. Padriac è quasi geloso come un innamorato nel vedere altri ridere e scherzare con Colm, vede addirittura preferire la compagnia del violento poliziotto alla sua. La solitudine di Padriac lo porterà a dialogare con Dominic, lo scemo del villaggio, addirittura ad ospitarlo a casa e a denunciare davanti a tutti gli abusi del padre.  Il povero ragazzo, vistosi rifiutato da lui si suiciderà. Proprio la vecchia banshee troverà il suo cadavere e lo riferirà al padre che, come un antagonista tragico, vedrà cadere su di sé il peso terribile delle sue azioni.

Gli spiriti dell'isola
Scena del film. Fonte: searchlight pictures

 

Gli spiriti dell’isola, pellicola prima umoristica e poi sempre più cupa, fa entrare lo spettatore, quasi senza che egli se ne renda conto, nel microcosmo dell’isola e spinge alla riflessione. Del resto, lo scopo delle antiche tragedie era incentivare la riflessione ed educare. Due obiettivi mirabilmente raggiunti da McDonagh.

 

Marco Prestipino

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