Ardere

Era la notte buia dei sensi,

Era l’abisso oscuro dei sentimenti,

Era l’etere nero di sangue e di pece,

Era buio fuori, dentro e vuoto intorno.

In quell’attimo tremendo e cruciale

Una melodia risuonava in lontananza,

Echi di passi gitani lanciati in danza,

Coprivano il rumore dei tuoi piedi nudi

Che entravano discreti nel mio disordine.

Nell’ora del crepuscolo mi prendesti le mani,

Lì dove sorgevano le macerie del Christ Le Roi,

Portandomi in dono, eliade, il fuoco sacro degli dei

E le parole sussurrate all’orecchio delle stelle cadenti.

Ardi, mi dicesti, lascia che tutto bruci,

Lascia che ti salvi dalla glaciazione, 

Lasciati consumare fino alle ceneri,

Lasciati, attraverso queste fiamme,

Ardere e ritornare alla vita.

Gaetano Aspa

*Immagine in evidenza: illustrazione di Marco Castiglia

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