nietzsche
Friedrich Nietzsche – Fonte: gazzettadelsud.it

Nietzsche e Lou: passione umana troppo umana

Dal paradosso di Zenone fino alla critica kantiana, dal mistero della caverna di Platone fino al Velo di Maya e anche più in là nel tempo: la filosofia ha incantato e meravigliato il cuore dell’uomo.

I filosofi nella loro genialità e follia non furono esenti dalle passioni dei comuni mortali, in particolare alla grande e potente forza motrice che move il sole e l’altre stelle, come disse Dante.

Uno dei tanti a cadere sotto il pesante fardello dell’amore fu il demistificatore per eccellenza, il padre di molti dei più noti concetti filosofici ed esistenziali, della volontà di potenza, dell’eterno ritorno dell’uguale, del superuomo: Friedrich Nietzsche. 

Ecco la storia di come un incontro cambiò radicalmente la sua vita e influenzò il suo lavoro.

To Rome with love

A Roma, nel 1882, su richiesta dell’amico Paul Ree, Nietzsche lo raggiunse per conoscere lei, la femme fatale di cui tanto aveva sentito parlare, Louise Von Salomè, scrittrice, psicologa e filosofa russa, definita una delle più grandi intellettuali dell’900 e ricordata per essere la donna che ha fatto perdere la testa a uomini illustri del calibro di Freud e Rilke, oltre che dello stesso Ree e Nietzsche.

Tra il 23 e 24 aprile, in piazza San Pietro, Nietzsche si trovò davanti alla giovanissima Lou Salomè, alla quale rivolgerà da subito queste parole:

 Cadendo da quali stelle ci siamo venuti incontro fin quaggiù?

Il filosofo della solitudine, l’autore dell’annuncio della morte di Dio, crollerà di fronte al fascino della brillante psicoanalista e non riuscirà a smettere di pensarla:

Quando sono completamente solo, spesso, molto spesso, pronuncio il Suo nome […]. Si dice che non sia mai stato così sereno nella mia vita come ora.

Successivamente, Nietzsche chiese alla bella Salomè per ben tre volte di sposarlo, trovando sempre un netto rifiuto da parte sua, che provava per lui un’attrazione meramente intellettuale e non fisica.

 

Nietzsche. Fonte: https://www.unidformazione.com/nietzsche-5-elementi-filosofia/

Un Nietzsche troppo umano

In seguito al suo rifiuto, venne invitata a far parte della comunità intellettuale già avviata con Ree, che prenderà il nome di “trinità”, ma il progetto è destinato a fallire e Nietzsche, distrutto e deluso per il rifiuto di Lou, si ritirò a Rapallo, dove scrisse la prima parte del Così parlò Zarathustra.

E quanto pesante è diventato anche il dovere di un amico, che adesso ancora giunge a me. Io volevo vivere solo. Ma poi il dolce uccello, Lou, è volato sulla mia strada, e io credetti che fosse un’aquila. E allora volli avere l’aquila intorno a me. Venga su, io soffro troppo per averla fatta soffrire. Lo sopporteremo meglio insieme.

Katharina Lorenz e Alexander Scheer (Friedrich Nietzsche) nel biopic “Lou von Salomé”. Fonte: iodonna.it

Molti tutt’ora arrivano a sostenere che, senza il cuore spezzato del filosofo, noi oggi non avremmo avuto il Così parlò Zarathustra e che sia la stessa Lou il superuomo a cui Nietzsche s’ispiro nella stesura del suo personaggio; e allora che la tragedia personale di Nietzsche, che segna un altro passo verso il crollo mentale avvenuto nel 1889, diventa, al contrario, una forza creatrice il cui prodotto è una delle pietre miliari del pensiero umano.

Nel 1894, mentre il filosofo si trovò in pieno declino della sua sanità fisica e mentale, fu la stessa Lou Salomè a scrivere la più accurata delle biografie di Nietzsche, risultando una tra le poche persone ad aver colto il genio e compreso lo spirito che si celava dietro quell’uomo tanto tormentato, regalandoci una visione umana troppo umana dell’uomo che l’amò sino alla follia.

 

Gaetano Aspa

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