Brexit. Un “Leap in the dark” anche per noi studenti

Con la concretizzazione della Brexit va in fumo il sogno di molti Erasmus del nostro ateneo di vivere un’esperienza studio in Regno Unito per approfondire la conoscenza della lingua inglese?o.361671

Il referendum tenutosi lo scorso 23 giugno ha decretato, in attesa dalla formale approvazione del parlamento, la fuoriuscita della Gran Bretagna dalla Comunità Europea: il popolo britannico, interpellato, ha sposato in maggioranza la causa del fronte “Leave”, guidato dal conservatore ex sindaco di Londra Boris Johnson e del leader dell’Ukip Nigel Farage, sovvertendo così tutti i pronostici che davano come favoriti per la vittoria finale gli europeisti dello “Stay In” appoggiati dal Premier David Cameron. Una decisione storica, destinata a sconvolgere gli equilibri politici ed economici a livello internazionale, che rischia pericolosamente di mandare in frantumi l’idea romantica inseguita dai padri fondatori della costituzione degli Stati Uniti d’Europa.

Lo studente, un microcosmo travolto dall’uragano Brexit. Il famigerato “Leap in the dark” richiamato dall’ormai prossimo dimissionario Cameron, il salto nell’oscurità del clima di incertezza che la vittoria del “Leave” ha generato, potrebbe inghiottire paradossalmente anche gli universitari italiani desiderosi di imparare l’inglese a Londra, Manchester o Oxford e risvegliatisi all’indomani del voto in un buco nero di perplessità. Il Regno Unito ha salutato l’Europa e con essa l’Italia: le dinamiche relazionali tra i due Paesi sono destinate a mutare, dovremo munirci di Passaporto, probabilmente di un Visto Studio e la stessa Convenzione di Schengen, che fin qui con l’abolizione delle frontiere aveva garantito a migliaia di Erasmus il soggiorno nei vari Paesi dell’Ue, a breve non avrà validità oltre La Manica. C’è da dire che ad oggi, grazie a dei programmi particolari, è possibile vivere l’esperienza Erasmus anche in Norvegia e Turchia, Paesi non comunitari, a riprova del fatto che in termini di mobilità non è escluso che si possa trovare presto una soluzione analoga anche per il Regno Unito.

Più complessa è la questione legata alle Borse di studio per coloro i quali desiderano proseguire la propria carriera accademica in un prestigioso college britannico: Gli studenti universitari europei non potranno più beneficiare del prestito garantito dai finanziamenti della “Cattiva mamma Europa” per coprire interamente le 9 mila sterline annue di retta, da restituire, in modalità rateizzata, solo in seguito al conseguimento della laurea e di un’occupazione lavorativa. Un duro colpo per le nostre tasche, anche se un sistema very expensive potrebbe rappresentare un pericoloso effetto boomerang che penalizzerebbe il modello all’avanguardia dell’istruzione british: Gran parte delle università inglesi hanno aderito attivamente alla campagna pro “Remain”, consapevoli del bisogno di attrarre talenti dall’estero. Certamente faranno di tutto per mantenere i rapporti di scambio con gli europei e per rintracciare i fondi necessari per non compromettere il flusso internazionale di menti che ha fruttato i miliardi reinvestiti nella ricerca.

Don’t worry! Aspettiamoci grandi cambiamenti quindi, ma non in tempi brevi. L’ambasciata italiana a Londra, tramite un comunicato ufficiale diffuso ieri, ha annunciato che la situazione dei cittadini dei Paesi membri dell’Unione Europea nel Regno Unito non cambierà nell’immediato, almeno per i prossimi due anni. Lo stesso Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha dichiarato che il Governo italiano veglierà sul rispetto dei diritti acquisiti dei cittadini italiani tanto nell’immediato quanto nei futuri negoziati per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Nessun “rimpatrio forzato” per chi è in questo momento nella terra della Regina o ha in programma nei prossimi mesi di vivere da Erasmus l’incantevole multiculturalità di Londra. La Brexit ha scosso l’intero Occidente e ha segnato un profondo solco con un idealtipo di Europa fin qui solamente accarezzato, ma non tutto è perduto: presto con la formazione del nuovo governo, la Gran Bretagna definirà le trattive di uscita con l’Ue e si avvierà verso un graduale processo di regolamentazione. Il futuro potrebbe presentarci qualche ostacolo in più lungo la strada verso Il Regno Unito, “La Manica si è allargata” ma vi consigliamo di non accantonare i vostri sogni e di prestare molta attenzione alle nuove opportunità e agli sviluppi derivanti da una decisione espressa da un popolo orgogliosamente sovrano e destinata ad un grassetto carico di significato nei nuovi libri di storia.

Paolo Vinci

di Paolo Giorgio Vinci

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