L’Ateneo ricorda la figura dell’inventore della Squadra Mobile

Boris Giuliano, che nasceva a Piazza Armerina il 22 ottobre 1931, è stato l’inventore della squadra mobile di Polizia. Ivestigatore prima di tutto, nel corso della sua carriera ha diretto le indagini con metodi nuovi, facendo parte di una cerchia di funzionari dello Stato che, a partire dalla fine degli anni settanta, iniziarono una dura lotta contro Cosa Nostra.

Nelle ultime indagini da lui condotte si trovò ad indagare sul ritrovamento di due valigette contenenti 500.000 dollari all’aeroporto di Palermo-Punta Raisi, che si scoprì essere il pagamento di una partita di eroina sequestrata all’aeroporto J.F. Kennedy di New York. Nell’appartamento i poliziotti scovarono armi, quattro chili di eroina e una patente contraffatta sulla quale era incollata la fotografia di Leoluca Bagarella, cognato del boss corleonese Salvatore Riina; inoltre in un armadio venne trovata anche un’altra fotografia che ritraeva insieme numerosi mafiosi vicini al clan dei Corleonesi, tra cui figurava Lorenzo Nuvoletta, camorrista affiliato a Cosa Nostra.

Nello stesso periodo, Giuliano stava anche indagando su alcuni assegni trovati nelle tasche del cadavere di Giuseppe Di Cristina, capomafia di Riesi ucciso nel 1978; gli assegni avevano portato ad un libretto al portatore della Cassa di risparmio con 300 milioni di lire intestati ad un nome di fantasia, che era stato usato dal banchiere Michele Sindona.
L’assassinio del poliziotto avvenne Il 21 luglio 1979, mentre pagava il caffè appena bevuto nella caffetteria Lux di via Di Blasi, a Palermo.

Secondo molti osservatori, con Giuliano si spense un grande talento investigativo, un onesto funzionario di polizia che nel suo ruolo fu una grande personalità delle istituzioni, il cui ricordo, come accade anche per altri suoi colleghi di analogo destino, non è adeguatamente onorato, ed anzi particolarmente lasciato all’oblio.

La figura dell’inventore della squadra mobile, a cui lo scorso anno l’Ateneo per onorarlo gli dedicò nel mese di dicembre l’aula dell’Aulario, sita all’ex Dipartimento di Anatomia.
Ieri è stato ricordato nel corso dell’iniziativa dal titolo “Boris Giuliano, simbolo della cultura della legalità. Dagli anni messinesi all’esperienza di Palermo”.

Nel corso dell’incontro, cui erano presenti anche la moglie e le figlie dell’ex capo della Squadra Mobile di Palermo, con una serie di interventi si è voluta ricostruire la figura di Boris Giuliano, il quale trascorse proprio a Messina gli anni della sua formazione scolastica e universitaria.

Il Coordinatore del Collegio dei Prorettori, Prof. Giovanni Cupaiuolo, dopo aver ringraziato il Questore, Dott. Giuseppe Cucchiara, per la sua entusiastica adesione a questa giornata commemorativa, ha sottolineato che in questi anni l’Ateneo si è fortemente impegnato nel diffondere il concetto di rispetto della legalità con una serie di azioni mirate: la manifestazione odierna ha lo scopo di ricordare una figura che ne è emblema.

Importante- ha concluso il Prof. Cupaiuolo – non solo ricordare i docenti illustri ma anche gli studenti come il Commisario Giuliano che si laureò in Giurisprudenza a Messina nel 1956 e che fanno parte della storia di questa Università”.

Il Questore di Messina, Dott. Giuseppe Cucchiara, è intervenuto sull’attività investigativa che il Commissario portò avanti nella Palermo degli anni ’70.

Non potevo che accettare con entusiasmo un progetto come questo- ha detto il Questore – perché quando si parla del Dott. Giuliano si fa riferimento ad un eroe ed a un nome che brilla alto nel firmamento della Polizia di Stato. Non è stato semplice fare una sintesi organica del suo operato perché è talmente vasto che diventa difficile riuscire a ripercorrere tutta la sua attività, anche alla luce delle numerose testimonianze dei colleghi della sua Squadra Mobile, che ho avuto l’onore di dirigere dal 2002 al 2005.

Vita e morte di un uomo giusto è stato, invece, il tema trattato dalla Prof.ssa Lucia Risicato, ordinario di Diritto penale dell’Ateneo. Subito dopo è intervenuta la giornalista Dott.ssa Alessia Franco che a Giuliano ha dedicato un libro “Raccontami l’ultima favola. Giorgio Boris Giuliano commissario e cantastorie”. (Mohicani edizioni).

Il Prof. Giovanni Moschella, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche, ha sottolineato l’importanza di giornate come questa, che hanno lo scopo di ricordare agli studenti figure simbolo di così alto valore, intervenendo sul tema “La legalità e i giovani: il messaggio di Boris Giuliano”.

Con un intervento dedicato al tema La presenza nell’assenza, la figlia di Boris Giuliano, Selima, ha ricordato la figura del padre; infine,il dott. Giuseppe Loteta e il prof. Giulio Santoro, che di Giuliano sono stati amici con le loro testimonianze hanno contribuito a tratteggiare il profilo dell’ex commissario.

A conclusione della giornata, nell’atrio dell’Università si è tenuta una lettura di Linuccia Ghersi e Barbara Fazzari in occasione dell’esposizione, per la prima volta in Città, del trittico di Luigi Ghersi “Il processo”, omaggio a Boris Giuliano, e che sarà accessibile al pubblico, negli orari di apertura dell’Ateneo, fino alla fine di questo mese.

Piero Genovese

di Redazione UniVersoMe

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