Io uccido

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Uno dei primi aspetti che il lettore nota di un libro quando si trova in libreria a sbirciare tra gli scaffali in cerca
di una nuova lettura è sicuramente la copertina…

Un semplice foglio di cartoncino o di carta lucida piegato a dovere con stampata un’immagine e un titolo, accompagnato dal nome dello scrittore, al quale quasi nessuno riesce a resistere.
Dietro questo semplice particolare si nasconde il lavoro di migliaia di professionisti del marketing che studiano la posizione, il colore, la grandezza di ogni carattere e pixel perché, dopotutto, non sempre “il libro non si giudica dalla copertina”

“Io uccido” di Giorgio Faletti è uno di questi. Ci dice subito ciò a cui stiamo andando incontro, ci fa capire che ciò che stiamo per leggere ha la stessa forza di quello che si vede prima di sfogliare la prima pagina: uno sfondo rosso sangue con “incisa” una semplice frase sopra, appunto “io uccido”.La storia è ambientata a Montecarlo, mecca della ricchezza, dell’eccesso, della vita mondana, degli yatch e dei grandi casinò, città rinomata per l’alta sicurezza e per la grande efficienza della polizia (la Surete National) che viene però sconvolta da un caso che mai si era registrato nel Principato: un serial killer sta terrorizzando la popolazione e nessuno riesce a catturarlo.

Il tutto ha inizio in una calma notte d’estate quando, durante una trasmissione radio notturna, il Dj Jean-Loup Verdier riceve una telefonata in studio da parte di un ascoltatore, ma la sua voce non è normale, è piatta, senza emozione, come se fosse stata privata di ogni tipo di colore o sfumatura. Durante la telefonata ogni parola del misterioso ascoltatore non fa altro che portare l’oscurità dentro la sala, finché la situazione non precipita quando l’uomo ammette di essere un killer…

E allora tu che cosa fai, di notte, per curare il tuo male?

Io uccido…

Dopo un primo momento di silenzio, dagli altoparlanti della radio risuonano flebili le note di una vecchia canzone: “Un uomo, Una donna” di Francis Lai, poi il silenzio. La telefonata viene archiviata come un brutto scherzo fatto da qualche ascoltatore annoiato, ma lascia comunque sbigottito il conduttore. La stessa notte Jochen Welder, campione di Formula Uno, e la sua compagna, Arijane Parker, campionessa di scacchi, allontanatisi con la barca in mare aperto, vengono sorpresi da un uomo misterioso che, prima affoga la giovane donna in mare, e poi uccide il compagno a coltellate. La mattina seguente la polizia scopre i cadaveri sulla barca, ad entrambi è stato terribilmente mutilato il volto, e sullo stesso tavolo su cui giacciono vi è una frase scritta con il sangue “Io uccido…”. Il caso verrà affidato al commissario Nicolas Hulot che verrà aiutato dall’amico Frank Ottobre, agente dell’FBI in congedo.

Così inizierà una serie di omicidi efferati, tutti anticipati da una chiamata in radio, sempre alla stessa trasmissione, sempre con un indizio musicale e sempre con la stessa firma…

In questo libro Faletti dimostra la forte conoscenza del luogo in cui cala la storia e lo si può capire dalle descrizioni delle strade, degli edifici, dei comportamenti delle persone, che riescono a far immedesimare il lettore nella scena e a fargli comprendere l’essenza di ogni singola frase presente nelle pagine di questo romanzo. Nulla è lasciato al caso, ogni tassello è sapientemente inserito nel testo per far risaltare gli eventi e le emozioni che lo scrittore vuole trasmettere a chi legge.

Fondamentale è la musica, nella quale il killer cela la soluzione di ogni omicidio, l’unica possibilità di salvezza per le sue vittime, e l’ultimo barlume di lucidità della sua mente malata e ferita da un passato doloroso di cui non riesce a fare a meno.

La musica non tradisce, la musica è la meta del viaggio. La musica è il viaggio stesso.”

È una lettura consigliata per gli amanti dei thriller psicologici che ti lasciano con il fiato in gola fino all’ultima riga, di quelli che fanno dell’angoscia l’elemento fondante. È un libro per tutti quelli che odiano le storie semplici, lineari, atone. È un romanzo per coloro che riescono a comprendere il “senso della copertina” già dal primo sguardo…

Giorgio Muzzupappa

 

 

di Redazione UniVersoMe

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