Migranti e il decreto legge

Venerdì 29 giugno, dopo 13 ore di colloqui, proposte e controproposte, è stato trovato l’accordo sui migranti.

L’annuncio dato dal presidente del consiglio europeo Donald Tusk, non era scontato perché l’Italia aveva delle notevoli perplessità sulle modalità di gestione di tale problematica.

MINACCIA ITALIANA:

L’Italia ha minacciato di bloccare la prima versione del testo discusso a Bruxelles durante il summit di giovedì 28 e venerdì 29 giugno. Una bozza riguardante la crescita, economia, innovazione e lavoro, saltando la questione migranti. Anche il documento preliminare di Tusk, che sul tema migranti si discuteva molto, è piaciuto poco al Premier Giuseppe Conte poiché, benchè trattasse la lotta all’immigrazione irregolare, i controlli ai confini e i rapporti con i paesi di provenienza dei migranti, non teneva sufficientemente conto dell’accoglienza e dell’integrazione.

Sui temi cruciali per trovare un accordo, vi è stato un dialogo, anche molto serrato,tra Francia e Italia, che ha permesso di correggere il tiro fino alla sottoscrizione dell’intesa.

INTESA EUROPEA:

I temi principali riguardano il controllo dei migranti con centri di sbarco al di fuori del territorio comune europeo. (gli Stati Ue possono creare degli hotspot nei propri confini)e il rifinanziamento del fondo per l’Africa, il cui apposito fondo fiduciario dovrebbe ricevere altri 500 milioni di euro. Le piattaforme di sbarco regionali non sono del tutto accantonate, il Consiglio Ue ha invitato la commissione europea a farsi carico di sondare la disponibilità di tutte le nazioni coinvolte, creando un ponte con l’Alto commissariato delle nazioni unite per i rifugiati (Unhcr) e l’organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Inoltre, occorre disincentivare le persone a imbarcarsi per viaggi pericolosi. Per far si che questa operazione riesca serve la cooperazione di tutti i paesi soprattutto quelli che si affacciano sulle rotte dei migranti.

 

 

 

 

 

GOVERNO ITALIANO:

Il premier Giuseppe Conte sostiene che l’italia non è più sola anche se ammette che avrebbe cambiato qualcosa. Matteo Salvini è meno ottimista: ai microfoni di Radio Capital, ha ribadito di non credere alle parole ma solo ai fatti, auspicando anche un investimento vero e mirato in Africa, fedele quindi a quell’”Aiutiamoli a casa loro”.

La bozza del decreto legge all’esame del pre consiglio dei ministri di oggi prevede che l’Italia donerà alla Libia 10 motovedette della guardia costiera e due unità navali della guardia di finanza.

Il decreto si compone di 4 articoli. Il primo stabilisce che è autorizzato, conformemente a specifiche intese con le competenti autorità libiche e nel rispetto delle vigenti disposizioni internazionali ed europee in materia di sanzioni, il ripristino in efficienza, l’adeguamento delle strutture e il trasferimento in Libia; l’articolo 1 del decreto prevede uno stanziamento di un milione e 150mila euro. Un milione e 370mila euro sono stanziati nell’articolo 2 per la manutenzione delle unità navali, per lo svolgimento di attività addestrative e di formazione del personale della guardia costiera e della marina libica, al fine di potenziarne le capacità operative nel contrasto all’immigrazione illegale e alla tratta di esseri umani.

Sul tema migranti sta rischiando di sfaldarsi la Germania di Angela Merkel. Ed è sul controllo delle frontiere che Macron, Conte e la Spagna sono arrivati ai ferri corti la scorsa settimana. Il vertice UE si è chiuso con un accordo debole, fatto di molti condizionali e poche certezze. Tanto che subito dopo la lunga trattativa, il presidente francese e il premier italiano hanno avuto uno scontro a distanza su chi dovrà aprire i nuovi centri di accoglienza per i profughi.

In tutto questo caos politico, con l’Italia che era andata a Bruxelles per chiedere maggior sostegno dopo essere stata lasciata per lungo tempo da sola, la Commissione Europea ha deciso di assegnare un bonus extra ad alcuni stati membri per far fronte alle sfide migratorie. E ha deciso di assegnarli solo a Spagna e Grecia che intascheranno 45,6 milioni di euro da dividere. Quella dell’UE non sembra una mano tesa verso l’Italia.

L’Open Arms sta andando a Barcellona per sbarcare 60 persone. Nel frattempo sono morte altre 63 persone, è una cosa inconcepibile!

Oscar Camps, fondatore ONG Open Arms, in un suo tweet scrive “è assolutamente illegale e fuori dal diritto marittimo internazionale quello che sta succedendo, spero che vengano individuate le responsabilità”.

Ieri si è registrato un nuovo naufragio al largo delle coste libiche e sono 63 i migranti che risultano dispersi. Il bilancio delle vittime aumenta, 170 morti in 48 ore. Sui social il ministro dell’interno Matteo Salvini ringrazia i Carabinieri di Palermo che hanno arrestato 17 persone per tratta di immigrati e traffico di armi. Il presidente del parlamento UE, Antonio Tajani, punta ad una soluzione europea del problema migrazione, e annucia che per risolvere ciò occorre fermare i flussi migratori in Libia, e proprio per questo nei prossimi giorni si recherà a Tripoli e nel Niger.

Selina Nicita

di Selina Nicita

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