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Svolta nel caso Cucchi e la fine di un’odissea

Sono passati nove anni dall’ottobre 2009, quando il giovane geometra Stefano Cucchi veniva trovato in possesso di droga e arrestato. Da quel momento in poi il resto di ciò che è accaduto è noto a tutti. Il giovane uscirà da quella caserma col viso e il corpo tumefatto, passeranno alcuni giorni prima che lo stesso muoia sul letto di una struttura carceraria.

Dopo anni di silenzi, risposte non date, verità taciute ma conosciute a tutti e  lotte continue da parte della famiglia Cucchi per conoscere chi o cosa avesse realmente ucciso Stefano, si è arrivati dopo nove estenuanti anni alla fine di tutto questa storia.

Durante la nuova udienza davanti alla corte d’Assisi, Francesco Tedesco, uno dei cinque militari imputati per la morte di Cucchi, ha confessato quanto successo durante e dopo l’arresto. Tedesco ha indicato come autori del pestaggio due colleghi, Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro, accusati con lui di omicidio preterintenzionale e di abuso di autorità.

Dunque luce è stata fatta, ciò che da sempre si sospettava è stato confermato, Stefano è stato massacrato di botte dai carabinieri che si sarebbero solamente dovuti occupare del suo arresto.

“Il muro è stato abbattuto. Ora sappiamo e saranno in tanti a dover chiedere scusa a Stefano e alla famiglia Cucchi” commenta su Facebook Ilaria, sorella della vittima.

Le lotte della famiglia non sono dunque state vane, ci si augura che il caso in questione possa essere d’esempio e di speranza per le altre vittime coinvolte in simili circostanze.

Benedetta Sisinni

di Giorgio Muzzupappa

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