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Intervista a CIMINI per la tappa al Perditempo Cafè

Una sorpresa speciale per uno dei locali più avanti musicalmente della provincia di Messina.
Stiamo parlando del PerditempoSito presso l’Ex Pescheria di Barcellona, è attivo ormai da qualche anno e propone con cadenza settimanale musica dal vivo con artisti internazionali.

Domenica abbiamo avuto l’immenso piacere di ascoltare il cantautore CIMINI che con Anime Impazzite è tra i 69 finalisti di Sanremo Giovani 2018. Autore calabrese da anni trasferito a Bologna, è riuscito ad inserirsi nella scena musicale indipendente italiana pubblicando due dischi: L’importanza di chiamarsi Michele (2013) e Pereira (2015).

Dopo una pausa, pubblica il singolo virale La legge di Murphy (2017) e presenta a marzo il suo ultimo album Ancora Meglio. Prodotto da Garrincha dischi è un disco diverso da quelli precedenti con sonorità e stili vicini al panorama indie italiano. Si distingue l’originalità di scrittura dei testi, nei quali racconta la quotidianità e le sue emozioni.

 

Ciao CIMINI, come va?
Sto passando un bel periodo che è iniziato un anno fa con La Legge di Murphy, una canzone che mi ha cambiato la vita. Avevo bisogno di affetto e piano piano questo affetto mi viene ricambiato proprio dal pubblico. Fare un disco, fare canzoni e pubblicarle è un mestiere che mi piace. Avere contatto con le persone, capire, far capire ciò che ho da dire è bello. Ciò mi consente di creare empatia e di farmi sentire uno di voi, tra il pubblico.

Dai primi due album a questo è passato un po‘ di tempo, e anche musicalmente sei cambiato, più vicino alla scena indie italiana. Cosa ti ha portato a fare questa scelta?
Non è stata una scelta di vetrina, sicuramente. Ho sempre scritto canzoni per conto mio, ma ci sono vari motivi per questa scelta. Uno è molto tecnico perché mi sono ritrovato ad arrangiare questo  disco con un nuovo gruppo di lavoro: i ragazzi che suonano con me e Carota degli Stato Sociale. Quindi c’è stata una mano diversa. Rispetto a quello che facevo prima, ho deciso di creare uno stacco perché lo considero un ciclo della mia vita chiuso, che non mi appartiene più.

Il tuo nuovo disco si chiama Ancora meglio.
Sì, è un titolo ironico perché quando lo scrivevo allo stesso tempo vedevo un sacco di gruppi e persone che scrivevano delle canzoni, che si proponevano e cercavano di fare meglio degli altri creando una competizione esagerata. Al pubblico non interessa la concorrenza, ma ascoltare delle canzoni in cui ci si può ritrovare

Vivi a Bologna da un po’ di tempo, com’è lì l’ambiente musicale?
Vivo a Bologna da più di dieci anni. Sono andato in questa città con la scusa di studiare e piano piano ho fatto un sacco di amici che con il tempo sono diventati miei fratelli. Crescendo e conoscendo sempre nuove persone mi sono ritrovato anche nell’ambiente musicale ed è bello perché a Bologna questo ambiente è fatto dai ragazzi dello Stato Sociale, da Calcutta con il quale ci troviamo sempre in giro e da altri ragazzi che fanno gli artisti. 

Si conclude così la serata con un’ottima affluenza di pubblico, il quale si è lasciato trasportare “tra le luci provocate da esplosioni, meteoriti e scie di gas” con le note di Sabato Sera.

 

Marina Fulco

di Recensioni

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