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Diabete di tipo 2 in remissione grazie all’alimentazione

Uno studio clinico nel Regno Unito, condotto su circa 300 persone è riuscito a trovare un programma di gestione intensiva del peso che ha posto il diabete di tipo 2 in remissione per l’86 % dei pazienti, che hanno perso circa 15 chilogrammi (33 libre).
Da qui la nuova consapevolezza che il diabete di tipo 2, non rappresenta più una “condanna a vita“, grazie a questa nuova sperimentazione clinica che fornisce delle chiare prove che la situazione può essere invertita, anche nei pazienti che riportano la malattia da diversi anni.

Ma di cosa parliamo quando diciamo diabete di tipo 2?
Si tratta della più comune forma di diabete mellito, una malattia metabolica caratterizzata da iperglicemia. Questa versione della malattia è generalmente causata da due alterazioni: l’insulino-resistenza e un deficit di secrezione dell’ormone dell’insulina, da parte delle cellule del pancreas deputate a tale funzione, fondamentale per mantenere nella norma i livelli di glucosio nel sangue.
Il diabete di tipo 2 colpisce più frequentemente i soggetti adulti, (in particolare dai 30- 45 anni di età) ed è strettamente associato al problema dell’obesità, la quale è probabilmente uno dei fattori di rischio più importanti.
Roy Taylor, ricercatore dell’università di Newcastle, insieme ai suoi colleghi, ha studiato 298 adulti di età compresa tra i 20 e i 65 anni ai quali era stato diagnosticato il diabete di tipo 2 nei precedenti sei anni per prendere parte al Diabetes Remission Clinical Trial (DiRECT).
Ai partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a un programma di gestione intensiva del peso con una regolare assistenza diabetica somministrata dal loro medico di base, in qualità di gruppo di controllo. Per i 149 soggetti inseriti nel programma di gestione del peso, i partecipanti dovevano limitarsi a una dieta a basso contenuto calorico composta da cose come frullati di salute e zuppe, limitandoli a consumare 825-853 calorie al giorno per un periodo da tre a cinque mesi. Dopo questo, il cibo è stato reintrodotto nella loro dieta lentamente per 2-8 settimane e ai partecipanti è stato dato supporto per mantenere la loro perdita di peso, inclusa la terapia cognitivo comportamentale e l’aiuto su come aumentare il loro livello di attività fisica.
Quasi il 90 percento di coloro che hanno perso 15 chilogrammi (33 libbre) o più, ha invertito con successo il diabete di tipo 2. Più della metà (57%) di quelli che hanno perso da 10 a 15 chilogrammi (da 22 a 33 libbre) ha raggiunto anche la remissione.
“Questi risultati sono molto eccitanti, potrebbero rivoluzionare il modo in cui viene trattato il diabete di tipo 2″, afferma Taylor.
Probabilmente il cambiamento dello stile di vita che questo approccio alla malattia richiede, non è indifferente, e potrebbe rappresentare la principale causa di reticenza ma Mike Lean, il nutrizionista dell’università di Glasgow, afferma “Abbiamo scoperto che le persone erano davvero interessate a questo approccio – quasi un terzo di coloro a cui è stato chiesto di prendere parte allo studio concordato”, e questo rappresenta un notevole tasso di accettazione rispetto agli studi clinici sul diabete.
Per coloro che hanno perso meno peso invece – tra 5 e 10 chilogrammi (da 11 a 22 libbre) – l’inversione ha funzionato ancora per più di un terzo (34 percento) di partecipanti. Ma se si considera che il gruppo di controllo che riceve la versione standard delle cure diabetiche ha visto solo un tasso di remissione del 4%, il nuovo approccio risulta essere in ogni caso una scommessa vincente.
Lo studio tuttavia, mette in luce che la maggior parte dei partecipanti erano bianchi e di origine britannica, quindi bisogna essere cauti prima di assumere che persone di altre origini risponderebbero allo stesso modo a questo tipo di intervento.
Ciononostante, i ricercatori dicono che i loro risultati mostrano che l’intervento dietetico da solo potrebbe aiutarci a rivoluzionare il modo in cui pensiamo al diabete di tipo 2 e al suo trattamento, poiché chiaramente non è la condizione cronica per tutta la vita che gli scienziati una volta presumevano fosse.
Ovviamente, l’inversione non ha garanzie di permanenza, se le persone tornano a mangiare in modi malsani i risultati dell’intervento potrebbero venire annullati. Al momento è interessante vedere , mentre prosegue il Trial diRECT, quanti membri del gruppo riusciranno a mantenere la loro perdita di peso.

Giusi Villa

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