Una libertà felice: la biografia dell’uomo dietro il politico

Il 2 Maggio del 1930 nasceva a Teramo Marco Panella: forse in pochi sanno che il suo vero nome era – anzi è – Giaginto, lo stesso del ragazzo che per errore fu ucciso da Apollo e che poi fu trasformato in fiore (come ci ricorda Roberto Saviano). Ma da tutti era conosciuto come Marco, un nome rimasto impresso nelle menti di ogni singolo individuo che ha avuto a che fare con l’Italia

La vita

“Il rispetto della parola è il fondamento della legge. Faremo perciò le battaglie che abbiamo sempre fatto in difesa dell’onestà, la trasparenza e la povertà che abbiamo sempre praticato contro l’arroganza dei troppo ricchi e dei padroni.”

Come già citato sopra, Pannella nasce a Teramo il 2 Maggio 1930 da padre italiano e madre franco-svizzera, in una famiglia borghese. Vive la sua infanzia e adolescenza quando l’Italia è in mano a Mussolini e ai nazi-fascisti; già dalla sua giovinezza vediamo fiorire il suo pensiero: sceglie di stare dalla parte degli antifascisti, per combattere quel male che ci aveva rubato non solo la libertà ma pure la dignità.

Fonte: La Repubblica

Pannella si iscrive all’Università di Giurisprudenza di Urbino e nel 1955, conseguendo il titolo di laurea con una votazione di 66/110. Tuttavia, esercita la professione di avvocato solo per un anno; successivamente capisce infatti che la sua strada è un’altra: la politica.

Dunque, fonda il Partito Radicale, in vista delle elezioni del 1958. Insieme al suo partito, oltre alle questioni prettamente politiche, combatte per quei diritti mancati. Una delle sue battaglie più importanti fu quella per legge sul divorzio, vietato perché ritenuto sbagliato. Ricordiamo anche la battaglia per la legge sull’aborto, mediante la quale combatté per restituire la libertà sul corpo di ogni donna. 

Ma non dimentichiamo anche la ferma presa di posizione contro la criminalità organizzata, contro il potere delle mafie, i suoi celebri scioperi della fame, le lotte contro le fame nel mondo. Tra la fine del 1975 e inizio 1976 fonda a Roma Radio Radicale con il motto “Conoscere per deliberare” (celebre frase del secondo Presidente della Repubblica Luigi Einaudi) la prima radio a parlare esclusivamente di politica.

Fonte: fanpage.it

Durante l’estate del 2014 si ammala di cancro ai polmoni ma continua con la sua politica e le sue proteste, successivamente sottoponendosi ad interventi per contrastare il male del quale soffriva. Muore il 19 Maggio 2016 ed è proprio Radio Radicale ad enunciare la sua scomparsa. La stampa lo ricordò come <<eroe dei diritti civili e della libertà>>.

Una libertà felice: la mia vita

Pubblicato nel 2016 (anno della sua morte), il libro si presenta come un’autobiografia: già dal titolo si evince che il valore più importante per Pennella è avere non solo libertà, ma una libertà felice.

Il tomo racconta la sua vita, ma più che altro è un resoconto delle sue battaglie e le sue passioni e di come utilizzò la disobbedienza civile durante il suo cammino. Il testo è stato scritto con Matteo Angioli (scrittore membro dei radicali e amico di Pannella) il quale dichiarò che all’inizio Panella non era d’accordo a raccontare la sua: ma, in seguito, decise che era importante che le future generazioni conoscessero la storia italiana.

Dunque, questo libro non è una “mania di protagonismo” ma è più un insegnamento: educare per il presente e per il futuro, spronando i giovani a combattere per avere una libertà fatta di felicità e non di soprusi. Con le sue parole non ci fa solo scoprire la storia, ma ci educa a disobbedire in maniera civile, perché la nostra vita è una riunione politica, in cui tutti possono esprimere la propria opinione e in cui tutti possono fare qualcosa per il proprio mondo.

Il libro parla anche dei suoi ultimi mesi di vita e del dolore che il suo corpo stava subendo per via dell’età senile e della malattia. Ma il testo si concentra soprattutto sul vero motore della comunità: le passioni.

« E ora registro me stesso. Una penna, un foglietto, anche un microfono. Non è che mi senta pronto per stendere le memorie di un rompico*****. Voglio soltanto sistemare la mia gioia e, quando c’è, anche il mio sconforto. […] Perché la conquista della democrazia passa anche in un abbraccio, in una discussione sul liberalismo e un’altra sulle rivoluzioni, passa per ogni uomo e per ogni idea capace di migliorare il mondo. Passa per ognuna delle cazz**** che ci vengono in mente e che abbiamo la voglia e la forza di comunicare e condividere. […] l’importante è accettare ogni sfida che può guadagnare un grammo in più di libertà.»

Cosa ci ha lasciato?

<< Perché i giovani sappiano, i vecchi si ricordino e si cessi di ingannarli…>>

Il valore più importante è la nostra libertà: ma è nella chiave di volta per ottenerla la vera rivoluzione di Pannella. La libertà deve essere sempre accompagnata delle passioni, perché altrimenti risulta difficile raggiungerla concretamente: non è chi sta in “alto” a cambiare il Paese, ma siamo noi con i nostri ideali.

Ecco perché la scomparsa di Marco, che abbiamo voluto ricordare proprio nel giorno del suo compleanno, ha lasciato un vuoto nell’animo di molti sognatori.

 

Alessia Orsa

 

Immagine in evidenza: Rolling Stones

 

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