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Si va verso le elezioni presidenziali USA: ecco le modalità, i candidati e le previsioni

Le 59esime elezioni presidenziali degli Stati Uniti d’America si terranno il 3 novembre 2020.
Ma quali saranno le modalità? Chi sono i candidati? E quali sono gli sviluppi recenti?

Come voteranno gli americani: la legge elettorale

Si tratta di elezioni “indirette”.
Significa che il 3 novembre i cittadini voteranno quelli che sono definiti “grandi elettori”, i quali formeranno poi il Collegio Elettorale.
Ogni Stato votando, con la sua legge elettorale e in base alla sua grandezza, contribuirà alla formazione del Collegio Elettorale: 538 membri in tutto.
Sarà poi il Collegio ad eleggere presidente e vice presidente, il 14 dicembre 2020.

Ogni membro del Collegio Elettorale è legato alla lista di un candidato presidente, quindi è molto improbabile che dopo voti per un diverso candidato presidente.

I protagonisti

Donald Trump, attuale e 45esimo presidente USA

Trump ha iniziato la sua campagna elettorale meno di un mese dopo l’assunzione della carica, cioè già nel 2017.
Tuttavia nell’ultimo periodo le controversie sono aumentate.
Il presidente ha infatti alle spalle il processo di impeachment, di cui è stata presentata una richiesta formale il 12 luglio 2017.
Diventa così il terzo presidente ad essere messo sotto accusa, dopo Johnson e Clinton.
L’accusa riguardava il tentativo di Trump di ostacolare le indagini per il caso Russiagate (interferenza russa nelle elezioni del 2016).

In questi ultimi giorni invece c’è un’aria fortemente critica nei confronti del presidente: il modo in cui ha gestito l’emergenza Coronavirus e le proteste dei movimenti Black Lives Matter hanno fatto discutere parecchio.

Anche gli stessi esponenti dell’ala repubblicana sembrano incerti.
Recentemente Colin Powell (ex segretario di Stato di George W. Bush, quindi repubblicano) ha dichiarato: “Non ho votato per lui allora” e “non posso certamente sostenerlo quest’anno”.

Chiaramente, queste controversie non sono da considerarsi come l’unica prospettiva, che lo da per spacciato.
C’è ancora molto tempo perchè Trump ribalti la situazione in suo favore, organizzando un’efficace strategia comunicativa, come spesso in passato ha dimostrato di saper fare.

Così potrebbe essere interpretato il suo recente Tweet a proposito dei lavori di costruzione del muro lungo il confine con il Messico.

 

Joe Biden, il candidato per i Democratici

Ex vicepresidente di Barack Obama (dal 2009 al 2017), è stato soprannominato da Trump “Sleepy Joe”.
È un democratico moderato ed ha un programma progressista. Di seguito, sinteticamente, i punti principali:

  • Sanità: ripartire dall’Obamacare, riforma sanitaria attuata da Obama e da sempre contrastata da Trump. Questa prevede l’aumento del numero di persone tutelate dal sistema sanitario che secondo l’attuale presidente, invece, costerebbero troppi agli americani.
  • Economia: investimenti in infrastrutture per far crescere il numero di posti di lavoro per la classe media.
  • Armi: ha intenzione di attuare provvedimenti per adottare misure stringenti sull’uso di armi da fuoco.
  • Immigrazione: Biden ritiene l’immigrazione una risorsa per il paese. Vuole cancellare il Travel Ban (legge che vieta l’ingresso in USA ai cittadini provenienti da Paesi a maggioranza musulmana).

La dichiarazione del rapper Kanye West

Recentemente il rapper Kanye West ha dichiarato, in un tweet, di volersi candidare per le elezioni 2020.
Tuttavia il suo staff non ha ancora ufficializzato l’annuncio.

In ogni caso, tale dichiarazione ha suscitato diverse perplessità.
Il rapper era sempre stato un forte sostenitore di Trump, quindi non è ancora chiaro il motivo della sua mossa.

Angela Cucinotta

di Redazione Attualità

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