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Il coraggio davanti all’omertà

“Dai forza, cammina ancora cento passi. In direzione ostinata e contraria.”

Il 5 Gennaio del 1948 nacque Giuseppe Impastato meglio conosciuto come Peppino Impastato, che ricordiamo per il suo coraggio: non conosceva l’omertà e la vigliaccheria. Fu assassinato il 9 Maggio del 1978 per mano di Cosa Nostra, contro la quale – con denunce e proteste – ha combattuto a lungo.

” Ninetta mia crepare di maggio
 ci vuole tanto troppo coraggio
Ninetta bella dritto all’inferno
avrei preferito andarci in inverno.”

fonte: lifegate

Giornalista, attivista e poeta; è stato un uomo che ha combattuto fino alla fine per i suoi ideali, anche se questo voleva dire andare contro la propria famiglia (facente parte della mafia). Infatti, non si “amalgamò” ad essi ma si allontanò e creò un impero tutto suo; di certo non lo fece da solo ma con i suoi amici più cari.

“La mafia è una montagna di merda.”

I cento passi (2000)

I cento passi, è un film del 2000 di Marco Tulio Giordana, la pellicola rende omaggio a Peppino: martire della mafia. Il titolo del film prende spunto dalla distanza che separa la casa Impastato da quella del boss mafioso Gaetano Badalamenti, in tutto 100 passi. Questa era la distanza che separava Peppino dal suo futuro assassino.

«Mio padre, la mia famiglia, il mio paese! Io voglio fottermene! Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare... prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!» 

Il film è ambientato a Cinisi, paese natale del nostro protagonista, la pellicola ci mostra come Peppino (Luigi Lo Cascio) già in tenera età si senta estraneo al contesto familiare; la svolta vera e propria arriverà nel momento in cui – per la prima volta – il giovane vedrà dei filmati sulla lotta politica contro la mafia. In quel momento l’anima di Peppino si accende e da lì inizierà il suo cammino e la sua crescita. Questo lo porterà ad essere il «giullare per le strade di Cinisi», facendolo diventare capace di diffondere le sue idee contro quel morbo che attanaglia il suo paese e l’intero mondo.

Il film segue con un salto temporale, in cui vediamo il protagonista diventare un giovane uomo che urla la sua rabbia contro la mafia. Assieme ai suoi amici apre Radio Aut (1977-78), emittente radiofonica in cui oltre a professare il suo amore per la poesia, prende le veste da comico e ironizza la criminalità organizzata e in special modo il Boss Mafioso Gaetano Badalamenti (Tony Sperandeo), denunciando le sue azioni. Con Radio Aut si va a rompere la patina dell’omertà che fino ad allora era solo un’arma usata contro i più deboli. Peppino allora, deciderà di candidarsi alle elezioni comunali ma durante la campagna elettorale verrà ucciso e la polizia per codardia archivia la sua morte come suicidio.

Peppino con la sua famiglia. Fonte:iloveitalianmovies.com

Alla fine del film vediamo come l’assassinio di Peppino abbia risvegliato il popolo, grazie a lui nascono manifestazioni organizzate dai giovani con il fine di fare giustizia per tutte le vittime di mafia ma non solo. Sembra essersi ritrovata la forza e il coraggio per sconfiggere questo morbo che devasta la società.

Lunga è la notte

Lunga la notte è un è una raccolta di poesie, di scritti e di documenti, è un manoscritto che ci permette di intravedere l’animo di Peppino, i suoi ideali e la sua visione di un futuro fatto di giustizia e verità. Un sogno un po’ troppo grande ma non impossibile.

Peppino Impastato, si conferma un eroe e come tale non è stato dimenticato; la sua è stata una giovane vita strappata al mondo con troppa violenza e per via della codardia. Le sue idee e suoi ideali si muovono ancora verso le future generazioni e la sua voce urla ancora contro quegli uomini e donne che non sono altro che coriandoli.

“Appartiene al tuo sorriso l’ansia dell’uomo che muore, al suo sguardo confuso chiede un po’ d’attenzione.”

Fonte: wordpress.com

La storia di Peppino, raccontata attraverso i film o che emerge dai suoi scritti, deve farci riflettere e darci forza. Ricordiamo che come disse Giovanni Falcone

La mafia, è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà una fine

e noi come il giullare di Cinisi dobbiamo cercare di alzare la voce e rimboccarci le maniche. 

 

                                                                                            Alessia Orsa

 

 

 

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