Pubblicata la bozza del Recovery Plan ma tensioni per l’approvazione. Ecco cosa prevede

Il Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza italiano è stato preparato, due risultano gli obiettivi chiave “riparare i danni Covid” e “risolvere debolezze strutturali”. Sono stati stanziati 31,9 miliardi per Istruzione e la ricerca e circa altri 15,6 per il potenziamento della sanità. Restano sotto i riflettori gli investimenti green e la digitalizzazione.

Piano nazionale di Ripresa e Resilienza –Fonte:politicheeuropee.gov.it

Secondo alcune fonti, è stato rinviato il Consiglio dei Ministri programmato per oggi, 24 aprile, dove si sarebbe dovuta discutere l’approvazione la bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Tra le proposte sottoposte all’esame del Cdm vi è un ambizioso progetto di riforme che comprende la Pubblica Amministrazione, la giustizia, la semplificazione della legislazione e la promozione della concorrenza. Si punta altresì alla modernizzazione del mercato del lavoro, al rafforzamento della concorrenza nel mercato dei prodotti e dei servizi e alla riforma del fisco. Restano però molto acute le tensioni, che contribuiscono alla mancata approvazione del testo.

Cos è il PNRR

Il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza è il programma di investimenti che l’Italia deve presentare alla Commissione europea nell’ambito del Next Generation EU, strumento necessario per rispondere alla crisi pandemica provocata dal Covid-19. La sua realizzazione sarà la chiave di volta per una maggiore crescita e sostenibilità economica del Bel Paese.

PNRR –Fonte:fiapautotrasporti.it

Il NextGeneration EU è quel programma, concordato dalla Commissione Europea, dal Parlamento europeo e dai leader dell’UE per poter uscire dalla stagnazione e gettare le fondamenta per ergere un’Europa più moderna e sostenibile. Oltre a contribuire alla riparazione dei gravi danni economici e sociali, secondo il Presidente del Consiglio Draghi porta dentro se il principio di adeguatezza, che permetterà all’Italia di percorrere un percorso di crescita duratura scalciando via qualunque ostacolo che nel tempo hanno impedito alla Nazione di elevarsi.

Le risorse del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza e gli obiettivi

Il PNRR perciò si mostra come l’ossatura da 221,5 miliardi con la quale l’Esecutivo

“vuole vincere questa sfida e consegnare alle prossime generazioni un Paese più moderno, all’interno di un’Europa più forte e solidale”

I due strumenti che il NextGeneration EU propone ai suoi beneficiari sono:

  • Il dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF) che mira a mitigare l’impatto economico e sociale e contemporaneamente va incontro a tutte le sfide che vengono proposte dall’Unione a lungo termine.
  • Il Pacchetto di assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori di Europa (REACT-EU) che aspira a dipanare le lesioni sociali ed economici, disponendo l’attenzione sulla ripresa verde, digitale e resiliente.

L’Italia risulta essere il primo Stato a poterne usufruire facendo convergere risorse per 191,5 miliardi di euro per il solo RRF da investire tra il 2021-2026. Di tale somma, 68,9 miliardi sono destinati alla sovvenzioni a fondo perduto, cioè quei prestiti di denaro che non prevedono l’obbligo di restituzione del capitale erogato e dei suoi interessi, altresì sono privi di disponibilità di garanzia e di garante. Questi sono assegnati da enti pubblici e servono ad incoraggiare l’iniziativa imprenditoriale dei soggetti privati.

Nuovi aiuti europei –Fonte:leleggepertutti.it

Le stime rivolte verso il PNRR sono molto incisive e coinvolgono un’ampia fetta di variabili macroeconomiche come:

  • L’inclusione sociale
  • Lo sviluppo sostenibile
  • L’equità

Al termine dell’arco temporale entro cui tutte le iniziative dovrebbero essersi realizzate, il prodotto interno lordo atteso sarà di almeno 3,6% superiore rispetto all’andamento tendenziale e altresì vi sarà un valore occupazionale maggiore del circa il 3% di quello attuale.

Tali fattori non faranno altro che premettere migliori valutazioni per quegli indicatori che stimano la povertà, le disuguaglianze di reddito, l’inclusione di genere e sottolineeranno un incisivo calo del tasso di disoccupazione giovanile, che oggi tocca i 9,7 punti percentuali. A tali risorse si aggiungono quelle del REACT-EU, che saranno spese durante il periodo 2021-2023.

Recovery Plan –Fonte:ilsussidiario.net

Questa strategia permette di definire i traguardi entro il 2026 e successivamente tra il 2030 e il 2050. Risulta chiaro come il Premier Draghi e il Ministro dell’Economia e delle Finanze Franco abbiano già stabilito dove confluirà il primo 70% delle sovvenzioni, fissato già nella versione ufficiale del Regolamento RRF, mentre il rimante 30% verrà definito entro il 30 giugno 2022 e sarà determinato dalle fluttuazioni del PIL degli Stati membri registrate nel 2020-2021 sulla base delle statistiche ufficiali.

Le previsioni del PNRR

PNRR –Fonte:greenreport.it

Approvata l’ultima stesura dal Consiglio dei Ministri il 12 gennaio 2021 e fatto esaminare attentamente dalle due Camere parlamentari, le conclusioni sono sopraggiunte il 31 marzo 2021.

È stata preannunciata un’ulteriore discussione con gli Enti territoriali tenutasi nel mese corrente riguardo gli obiettivi di policy e gli interventi connessi ai tre fondamentali punti a cui il Piano mira di raggiungere:

  • Digitalizzazione e innovazione
  • Transizione ecologica
  • Inclusione sociale

Sono state perciò previste dalla bozza, 16 componenti raggruppate in 6 missioni differenti che sono:

Recovery Plan, Digitalizzazione –Fonte:innovationpost.it
  • Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura: organizzata da 3 componenti, il cui obiettivo sta nella modernizzazione digitale delle infrastrutture di comunicazione del Paese, nella Pubblica Amministrazione e sul sistema produttivo. Una di queste punta la sua attenzione sul settore del turismo e della cultura, colonna portante dell’economia della Nazione.
Recovery Plan, Rivoluzione verde –Fonte:confedercontribuenti.it
  • Rivoluzione verde e transizione ecologica: è composta da 6 componenti che si fissano come principio cardine della loro azione quello di realizzare una transizione ecologica in Italia che si plasmi con il Green Deal europeo, ossia quella tabella di marcia che rende sostenibile l’economia dell’UE. Ciò avverrà attraverso la trasformazione dei cambiamenti climatici e le minacce ambientali in opportunità per tutti i settori politici. L’obiettivo preposto renderà possibile la realizzazione di una transizione equa ed inclusiva per tutti.
Pnrr, il Mims istituisce una consulta su infrastrutture e mobilità –Fonte:qualenergia.it
  • Infrastrutture per una mobilità sostenibile: le 2 componenti che la fondano presentano come scopo principale quello di rafforzare ed estendere l’alta velocità ferroviaria nazionale, potenziano quella regionale, puntando i riflettori sull’arretratezza del Mezzogiorno.
Pnrr, Istruzione e ricerca –Fonte:udinesetv.it
  • Istruzione e ricerca: si vuole rilanciare la crescita potenziale, la produttività, l’inclusione sociale e la capacità di adattamento alle sfide tecnologiche e ambientali del futuro. Si fornisce così spazio ad una maggiore azione giovanile.
La politica di coesione –Fonte:laceuropa.it
  • Inclusione e coesione: sono 3 le componenti che la caratterizzano, questi incidono sulla revisione strutturale delle politiche attive del lavoro, un rafforzamento dei centri per l’impiego e la loro integrazione con i servizi sociali e con la rete degli operatori privati.
Salute, Pnrr –Fonte:agendadigitale.eu
  • Salute: sono 2 le componenti che si focalizzano sul rafforzamento della rete territoriale e sull’ammodernamento delle dotazioni tecnologiche del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Ne consegue il fortificare del Fascicolo Sanitario Elettronico e altresì lo sviluppo della telemedicina.

La Governance del PNRR

Cdm sul Recovery Plan –Fonte:ilsussiodiario.net

Lo schema di governance prevede una struttura di coordinamento centrale presso il Ministro dell’Economia, che esaminerà l’attuazione del Piano e predisporrà l’invio delle richieste di pagamento alla Commissione Europea. Accanto a questa ci saranno altri due assetti, una per la valutazione e l’altra per il controllo. L’Esecutivo prevede inoltre la presenza di Task Force che supportino le amministrazioni territoriali, migliorandone la loro capacità di investimento e semplificandone le procedure. La supervisione finale politica del progetto, altresì sarà affidata ad un comitato che avrà sede presso la Presidenza del Consiglio e sarà composto da ministri competenti dei settori riguardanti.

Digitalizzazione, innovazione e cultura

La digitalizzazione abbraccia complessivamente tutte le 6 missioni presenti nel PNRR. Essa è rivolta

  • Alla scuola nei suoi programmi didattici, nelle competenze di docenti e studenti, nelle sue funzioni amministrative, nei suoi edifici;
  • Alla sanità nelle sue infrastrutture ospedaliere, nei dispositivi medici, nella preparazione e nell’aggiornamento del personale, al fine di garantire il miglior livello di benessere per tutti i cittadini;
  • Aggiornamento tecnologico nell’agricoltura, nei processi industriali e nel settore terziario;
  • Alla pubblica amministrazione incidendo minuziosamente sulle dotazioni tecnologiche, sul capitale umano e infrastrutturale, sulla sua organizzazione e sulle modalità di erogazione dei servizi.

È proprio sulla pubblica amministrazione che l’intervento del Piano sarà capillare. Sarà altresì necessaria la realizzazione di una programma che includa ogni tassello tecnologico essenziale affinchè le prestazioni vengano erogate con maggior efficienza. Saranno predisposte delle misure propedeutiche che contribuiranno alla sburocratizzazione per lo smaltimento del blocklog di pratiche dedicato al Ministero della Giustizia.

Piano Transizione 4.0 –Fonte:trovabando.it

Risulta perciò fondamentale l’incentivazione degli investimenti in tecnologia che faranno traghettare l’Italia verso la Transizione 4.0. Questo avverrà attraverso l’ausilio di meccanismi che contribuiscano alla massimizzazione delle risorse disponibili. Ciò si realizzerà con interventi che si presteranno alla trasformazione delle piccole e medie imprese, attraverso processi di internazionalizzazione, verso una maggiore competitività delle filiere industriali.

Si coopererà ad una migliore garanzia di copertura di tutto il territorio nazionale con reti a banda ultra-larga. Ciò sarà indispensabile affinchè i benefici della digitalizzazione possano centrare l’obiettivo del Gigabit society, quel Piano europeo avente come scopo, entro il 2050, la connessione attraverso le reti per i settori amministrativi, per gli istituti scolastici e per le strutture dedite al trasporto pubblico che viaggi a un gigabit per secondo.

Stop all’esame di Stato

Si annuncia così un probabile sovvertimento delle regole di base che incidono sul mondo universitario e sull’accesso alle professioni. Dal Recovery, risulterà esserci un’accelerazione per l’ingresso al mondo del lavoro per i neo laureati. L’esame di laurea perciò sostituirà l’esame di Stato volto alle abilitazioni lavorative, riprendendo le fila di un vecchio disegno di legge approvato il 19 ottobre 2020 dal precedente Governo Conte sulla proposta dell’allora Ministro dell’Università Gaetano Manfredi.

Esame di stato –Fonte:affaritaliani.it

Il documento è perciò previsto per la conclusione delle lauree magistrali a ciclo unico in Odontoiatria, Farmacia, Medicina veterinaria e Psicologia. Abbraccerà anche i corsi di studi specializzanti per l’edilizia e il territorio, le tecniche agrarie, alimentari e forestali e infine le tecniche industriali. La validazione per altri titoli universitari, secondo il provvedimento, sarà possibile attraverso la richiesta dei consigli degli ordini o dei collegi professionali oppure delle relative federazioni nazionali.

L’obiettivo principale posto in essere sarà quello di prevedere un tirocinio pratico-valutativo svolto integralmente durante il corso di studio affinchè lo studente, una volta laureato, abbia l’abilitazione necessaria per poter esercitare la professione in cui si è specializzato.

Nonostante ciò, l’approvazione del testo resta ancora un traguardo complesso da raggiungere. Il ritardo sul confronto dell’Esecutivo sembra essere dovuto a presunti “aggiustamenti su alcune voci” , i cui nodi secondo fonti governative, non saranno sciolti prima dell’invio della bozza a Bruxelles prevista il 30 aprile 2021.

Giovanna Sgarlata

di Redazione Attualità

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Rubrica di long form journalism; approfondimento a portata di studente sulle questioni sociali, politiche ed economiche dall’Italia e dal mondo.

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