Il ddl Zan giunge al capolinea. Addio alla legge contro l’omotransfobia

 

Ddl Zan, stop in Senato –Fonte:ilmessaggero.it

Mercoledì 27 ottobre 2021 in Senato è stata accolta con 154 voti a favore, 131 contrari e 2 astenuti la richiesta di Lega e Fratelli d’Italia di non esaminare più la legge articolo per articolo. Il blocco al procedimento parlamentare ha dato originato la paralisi dell’iter legislativo, compromettendo di fatto l’approvazione della legge, facendola definitivamente affossare.

L’applicazione della “tagliola”: cos’è e come funziona

Nota come “tagliola” o “ghigliottina”, si tratta di una procedura speciale che impedisce l’esame di un provvedimento che si adotta in Parlamento. Occorre far riferimento in particolare all’articolo 96 del Regolamento del Senato, in base al quale “prima che abbia inizio l’esame degli articoli di un disegno di legge, un senatore per ciascun gruppo può avanzare la proposta che non si passi a tale esame“.

Nel caso specifico la richiesta, giudicata ammissibile, è stata presentata da Fratelli d’Italia e Lega e, dopo il voto segreto di Palazzo Madama, l’esame degli articoli e del ddl sul quale si era svolta già la discussione generale, si è arrestato.

Ddl Zan: ok alla tagliola –Fonte:corriere.it

In passato questo meccanismo ha trovato anche l’applicazione del comma 5 dell’articolo 55 del Regolamento, il cui testo cita che

“per l’organizzazione della discussione dei singoli argomenti iscritti nel calendario, la Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari determina di norma il tempo complessivo da riservare a ciascun gruppo, stabilendo altresì la data entro cui gli argomenti iscritti nel calendario devono essere posti in votazione”.

Si richiama anche il comma 5 dell’articolo 78 che stabilisce come il disegno di legge di conversione, presentato dal Governo al Senato, sia in ogni caso iscritto all’ordine del giorno dell’Assemblea in tempo utile ad assicurare che la votazione finale avvenga non oltre il trentesimo giorno dal deferimento.

L’intervento di Alessandro Zan

Ddl Zan, niente accordo in Senato e niente rinvio –Fonte: quotidiano.net

Le parole di Alessandro Zan, promotore e primo firmatario del ddl, nella mattinata di mercoledì erano speranzose verso la volontà della presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati a non concedere il voto segreto sulla cosiddetta “tagliola” poiché, come da lui fortemente sostenuto:

“Se il voto fosse palese non ci sarebbero problemi. Con il sì al voto segreto, verrebbe violata una prassi dell’ex presidente Grasso, che su questo tipo di procedura non ha mai concesso il voto segreto, perché è un voto procedurale non di merito”.

A seguito della votazione in Senato, secondo il promotore del disegno di legge, si è assistito ad un “tradimento di un patto politico che voleva far compiere al Paese un passo di civiltà”.

La ripresa della discussione sul ddl Zan

Dopo un anno dall’approvazione alla Camera (qui il nostro articolo Ddl Zan sull’omotransfobia: ecco cosa prevede e perché non è stata approvata. Dura mobilizzazione mediatica promossa da Elodie e Fedez), non si è infine arrivati al voto del Senato.

La convinzione da parte del PD circa la necessità di mantenere il testo originale della legge si è scontrata con l’ostruzionismo dei partiti di centrodestra. Il rinvio della calendarizzazione della discussione in Senato ad un momento successivo alla campagna elettorale per le elezioni amministrative faceva però trasparire la volontà del Partito Democratico di trovare un compromesso, al fine di far approvare il disegno legge.

Ddl Zan: la proposta –Fonte:adnkronos.com

Le trattative però non sono mai state intraprese per il poco tempo a disposizione. Tempo che è stato impiegato dalla maggioranza per la stesura della legge di bilancio, e che sicuramente non verrà trovato nemmeno in futuro. Da tener in considerazione infatti è che la legislatura si accinge ad entrare nel cosiddetto semestre bianco, ovvero gli ultimi sei mesi del mandato del Presidente della Repubblica, durante il quale non è possibile sciogliere le camere. Sicuramente a monopolizzare la discussione politica nel prossimo futuro sarà l’elezione del nuovo Capo dello Stato, tema che porterà divisioni all’interno dello scacchiere politico e che sottrarrà tempo o spazio qualsiasi voglia di risedersi al tavolo dei diritti civili.

Ostruzionismo dei partiti

La tagliola è l’ultima, in ordine cronologico, vittoria dei “franchi viratori”, cioè di quelle personalità sostenitrici in via teorica della legge ma che, approfittando del voto segreto, hanno votato contrariamente alle indicazioni del partito di appartenenza. A tradire sarebbero stati in 16, e nonostante sia difficile individuare i nomi si crede che questi risiedano non solo fra i parlamentari del PD ma anche fra coloro che appartenevano all’ex maggioranza renziana.

Ddl Zan, Letta non molla –Fonte:repubblica.it

A far discutere senz’altro risulta essere la strategia adottata dal Partito Democratico, che sembrava consapevole dei pochi voti a favore del ddl Zan. Tre giorni fa, infatti, il segretario Enrico Letta, aveva invitato Zan a portare avanti le trattative con le altre forze politiche con il fine di valutare alcune modifiche.

La linea di dialogo così aperta, avrebbe dovuto scongiurare la procedura della tagliola che, però, è stata ugualmente messa in atto.

I punti critici

La critica dalla maggioranza si è sempre mossa a sfavore degli articoli 1, 4 e 7 del testo.

Ddl Zan, l’affossamento –Fonte:lanuovabq.it

Obiezioni riconosciute anche da parte di soggetti al di sopra di ogni sospetto ideologico come movimenti femministi, giuristi di area progressista, associazioni di persone omosessuali, personaggi pubblici. Questi per anni hanno a più riprese evidenziato criticità, rigidità, veri e propri errori nell’impianto concettuale e nello stesso articolato del disegno di legge, chiedendo senza successo di modificarlo.

  • L’art. 1 riguarda la definizione “soggettiva” di identità di genere, che introduce un criterio assolutamente incerto e mutevole. Il comma d) dell’art. 1 definisce l’identità di genere come “l’identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dal­l’aver concluso un percorso di transizione”. Risulta così essere non più oggettiva, quanto sfuggente ed impalpabile, oltre che mutevole nel tempo.
  • L’art. 4 a sua volta pone un gigantesco problema di libertà di parola, quando dice che “sono fatte salve la libera espressione… e le condotte legittime, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti”.
  • L’art. 7 infine, imponendo alle scuole la celebrazione di una giornata contro l’omofobia, costituisce un oggettivo espediente per la “colonizzazione ideologica”. Si tratta altresì di un tema di libertà educativa delle scuole, oltre che di titolarità educativa dei genitori.

Cosa succede adesso al ddl Zan

Secondo il costituzionalista Alfoso Celotto “non si tratta di una tagliola procedimentale. Quella vera è la fine della legislatura. Se arrivassimo a marzo 2023 senza l’approvazione o anche se fosse approvato da un solo ramo del Parlamento, allora il testo decadrebbe in modo definitivo.”

Ddl Zan cosa succede ora –Fonte:today.it

La procedura attuata in Senato è figlia del mancato accordo politico. Potenzialmente il disegno legge potrebbe essere sempre ripreso in esame, ma se si osserva la prassi, come fa notare Celotto, qualunque decisone sui diritti civili, come in tema di fecondazione assistita o di matrimonio fra omosessuali, vede notevolmente una grave difficoltà di intervento e accordo.

Giovanna Sgarlata

di Redazione Attualità

Rubrica di long form journalism; approfondimento a portata di studente sulle questioni sociali, politiche ed economiche dall’Italia e dal mondo.

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