Mosca minaccia l’Italia di “conseguenze irreversibili” e punta il dito contro il Ministro della Difesa Guerini

Nel corso del fine settimana è andato in scena un pesante botta e risposta tra Mosca e Roma: Alexei Paramonov, direttore del dipartimento europeo del ministero degli Esteri russo ha infatti minacciato il nostro Paese di “conseguenze irreversibili”. Ad essere stato destinatario dalle parole del dirigente russo è stato anche Lorenzo Guerini, attuale ministro della Difesa e reo, secondo il funzionario, di avere dimenticato degli aiuti prestati dalla Russia all’Italia.

L’intervista di Paramonov contro i “paesi ostili”

Nella giornata di sabato Alexei Paramonov ha rilasciato all’agenzia di stampa russa Ria Novostri un’intervista colma di lamentele e minacce, come tante provenienti in questi giorni dai funzionari russi, rivolte a gran parte dei paesi europei. Tra quelli chiamati in causa, oltre all’Italia, anche Spagna, Francia, Andorra e perfino San Marino, rei di essersi lasciati travolgere dall’ondata antirussa che ha animato l’Occidente ed essere divenuti ostili alla stessa. L’intervista nasce come risposta alle dichiarazioni del ministro dell’Economia francese Bruno La Maire, che negli scorsi giorni ha invitato l’Unione Europea a muovere una guerra economica e finanziaria totale contro la Russia. Parole che hanno messo in moto la macchina mediatica rispondente al Cremlino ed espressasi per bocca dello stesso Paramonov: “Non vorremmo che la logica delle dichiarazioni del ministro trovasse seguaci in Italia e provocasse una serie di corrispondenti conseguenze irreversibili”. Un attacco quanto mai insolito e specifico.

Palazzo Farnesina, sede del Ministero degli Affari Esteri, fonte: improntalaquila.com

Il Ministro della Difesa italiano tra i maggiori “falchi” contro Mosca

Nel proseguimento dell’intervista poi Paramonov ha puntato il dito contro il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, colpevole secondo il funzionario, di essersi scordato quanto la Russia abbia aiutato l’Italia, ed in special modo il suo ministero, nel corso della prima ondata pandemica risalente al primo semestre del 2020.

“All’Italia è stata fornita un’assistenza significativa attraverso il ministero della Difesa, il ministero dell’Industria e Commercio e il ministero della Salute della Russia. A proposito una richiesta di assistenza alla parte russa fu inviata allora anche dal ministro della Difesa italiano Lorenzo Guerini, che oggi è uno dei principali ‘falchi’ e ispiratori della campagna antirussa nel governo italiano”.”… è deprimente che ora sullo sfondo dell’isteria anti-russa le autorità italiane abbiano improvvisamente dimenticato tutto”.

Parole che hanno immediatamente messo in allarme la Farnesina e costretto il presidente del consiglio Mario Draghi ad attivarsi il prima possibile per una risposta.

 

 

Nel tweet diffuso dal profilo ufficiale di Palazzo Chigi, oltre alla vicinanza alla persona di Guerini, viene apostrofato come “odioso e inaccettabile” il paragone tra “l’operazione speciale” russa e la crisi umanitaria verificatasi in Italia a inizio 2020. E benché debba sottolinearsi che Paramonov non sia che un funzionario ministeriale di medio livello, è difficile immaginare che in una macchina mediatica ben strutturata com’è sicuramente quella russa si lascino trapelare accuse e rinfacci così gravi, verso quello che è ancora oggi uno storico alleato del proprio paese, senza secondi fini. La storia diplomatica tra Roma e Mosca è sempre stata infatti particolarmente intrecciata e nel corso degli ultimi vent’anni l’Italia è divenuta un alleato fondamentale per Putin in Europa. D’altro canto però l’Italia ha sviluppato una forte dipendenza energetica nei confronti della Russia, un tema quest’ultimo divenuto centrale a fronte del rincaro benzina che ha paralizzato numerosi settori della nostra economia.

La Russia ha solo paura di ulteriori sanzioni

Mosca è conscia della propria posizione favorevole nel settore energetico, disponendo del coltello dalla parte del manico, e sa che paesi come Germania e Italia non possono nel breve periodo fare a meno del suo gas. il nostro Paese importa circa 29 miliardi di metri cubi di gas all’anno, poco più del 40% totale, e servirebbero circa tre anni per potere diventare almeno parzialmente indipendenti. Tempo che ovviamente non abbiamo e che non ha però nemmeno la Russia. Le sanzioni economiche inflittele dai “paesi ostili” stanno infatti logorando la sua economia, rendendole di fatto insostenibile l’invasione Ucraina nel lungo periodo. Putin farà qualsiasi cosa per evitare che nuove misure vengano approvate, ed è proprio in tale contesto che devono essere lette le minacce di cui sopra. Come un tentativo di dividere un fronte, quello europeo, che Putin non si aspettasse potesse essere così unito in questa circostanza. L’Italia non deve farsi intimorire ma deve, come già sta facendo, cercare soluzioni alternative. Bene sta facendo Di Maio ha svolgere visite diplomatiche in Algeria e Qatar al fine di ricevere garanzie sulle forniture di gas liquido alternativo. Nel frattempo altre soluzioni concrete potrebbero interessare lo stesso Paramonov. Benedetto Della Vedova, segretario di + Europa e sottosegretario agli Esteri, ha fatto sapere che chiederà al ministro degli esteri Luigi di Maio di rimuovere le onorificenze intestate allo stesso funzionario russo. Alexei Paramonov è infatti Cavaliere all’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e Commendatore dell’Ordine della Stella d’Italia, onorificenze riconosciutegli ai tempi del Governo Conte per aver acquisito “particolari benemerenze nella promozione dei rapporti di amicizia e di collaborazione” con l’Italia.

Alexei Paramonov alla cerimonia di consegna delle onorificenze italiane, fonte: secoloditalia.it

 

Filippo Giletto

di Filippo Giletto

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