Allarme nucleare: le pillole allo iodio ci proteggono davvero?

Lo ioduro di potassio (KI),  se assunto immediatamente dopo il rilascio di radiazioni, può bloccare efficacemente l’assorbimento dello iodio radioattivo da parte della tiroide.

 

  1. Generalità
  2. Lo iodio radioattivo
  3. Altri utilizzi dello KI
  4. Ghiandola tiroidea
  5. Pareri contrastanti
  6. Controindicazioni
  7. Perchè assumere KI?
  8. Conclusione

Generalità

Fu nel 1986 che per la prima volta, in seguito all’incidente della centrale nucleare di Chernobyl, l’assunzione di iodio fu consigliata alla popolazione per contrastare l’azione delle dannose conseguenze da radiazioni nucleari.
Il consiglio di utilizzare lo ioduro di potassio è a tutt’oggi attuale in Europa. In particolare nei paesi dove ci sono centrali nucleari quali Belgio ed Olanda, i cittadini vengono invitati a ritirare gratuitamente in farmacia compresse di iodio e ad assumerle secondo le dosi e i tempi concordati.
Da Marzo 2022, l’invasione russa in Ucraina e l’attacco alle centrali nucleari di Chernobyl e di Zaporizhia, ha  fatto scattare in più paesi, Italia inclusa, una corsa alle farmacie a caccia di pastiglie a base di ioduro di potassio (KI)

healthy.thewom.it

Lo iodio radioattivo

Quando capita un incidente ad una centrale nucleare quale una esplosione, una perdita o un danneggiamento , la prima cosa che viene rilasciata nell’atmosfera è lo iodio radioattivo.
Una  volta che questo penetra nel nostro organismo, è in grado di danneggiare le cellule viventi, alterandone persino il materiale genetico.
I suoi effetti esplodono in cancro alla tiroide, tumori, leucemia acuta, disordini psicologici e mentali e danneggiano i geni umani per le future generazioni.

Altri utilizzi del KI

Lo KI (ioduro di potassio) è usato anche per trattare l’ipertiroidismo e per proteggere la ghiandola tiroidea da determinati tipi di radiofarmaci. Inoltre, è usato come integratore nelle persone con un basso apporto alimentare di iodio.

Ghiandola tiroidea

La tiroide è un organo in grado di regolare i processi metabolici ed il consumo di energia dell’intero organismo umano.
Assorbe preferenzialmente lo iodio nella sua forma stabile. All’interno della ghiandola tiroidea, lo iodio è convertito negli ormoni tiroidei triiodotironina (T3 ) e tiroxina (T4).

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Pareri contrastanti

Ha un fondamento scientifico la corsa all’acquisto di pillole allo iodio?
I pareri sono discordanti, seppur si ritenga essere uno tra i pochi mezzi di protezione. Tra le opinioni contrastanti vi è quella del prof. Andrea Giustina, primario di endocrinologia, il quale afferma che “non è indicato assumere iodio in previsione di una remota possibilità di un incidente nucleare […] l’utilizzo non motivato di iodio può determinare effetti collaterali tra cui disfunzioni organiche. In caso di incidente nucleare non è sprigionato solo iodio radioattivo, ma anche altri isotopi radioattivi contro cui queste compresse non possono nulla.” 

Controindicazioni

I possibili effetti secondari sono rari se KI viene somministrato alla  dose raccomandata e per breve tempo, ma tra questi si possono sopraggiungere: sfogo cutaneo, gonfiore delle ghiandole salivari, reazioni allergiche ( con febbre, dolori  in articolari, difficoltà di respiro).
Negli over 40, l’auto-somministrazione è “controproducente e persino potenzialmente tossica“, poiché la saturazione di ioduro di potassio aumenta il rischio di disfunzioni della tiroide. Marcello Bagnasco, presidente dell’Associazione Italiana della Tiroide (Ait) chiarisce “se si assumono in autonomia e senza il consiglio del medico compresse di iodio si potrebbe verificare un eccesso di questo elemento che può provocare effetti collaterali come, per esempio, un aumento di incidenza delle patologie autoimmuni

Perchè assumere KI?

 La presenza di iodio radioattivo nella ghiandola tiroidea può portare allo sviluppo del cancro della tiroide.  La stessa tiroide perde la sua funzionalità e aumenta il rischio di cancro allo stomaco, al colon e all’esofago. Avrebbe inizio una vera e propria agonia se a bloccare il tutto non intervenissero le pillole di iodide, pillole talmente ricche di iodio stabile da riuscire a saturare la tiroide così da impedire di assorbire qualsiasi tipo di iodio.
Le pillole andrebbero assunte da 6 alle 12 ore prima  della esposizione allo iodio radioattivo oppure entro 3-4  ore dopo l’esposizione, prima viene assunto prima la tiroide si sarà cibata di iodio sano. 

www.tumoredellatiroide.it

Conclusione

Nel 1982 la Food and Drug Administration degli Stati Uniti approva lo ioduro di potassio per proteggere la ghiandola tiroidea dallo iodio radioattivo. Quindi si può dire, al fronte di queste osservazioni, che il KI è efficace solo se somministrato nelle dosi raccomandate.
Poiché il KI protegge per 24 ore, questo andrebbe dosato giornalmente fino alla sparizione del rischio.
Ma è bene tenere presente che lo ioduro di potassio non basta a prevenire i molteplici effetti negativi a cui l’uomo si espone se bombardato da radiazioni nucleari. Non può proteggere da altri meccanismi di avvelenamento da radiazioni e non può fornire alcuna protezione contro le bombe sporche che producono radionuclidi diversi dallo iodio.

www.meteoweb.eu

 

Elena Fortuna   

 

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